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Martedì, 30 Novembre 2021
Economia

Versalis, una nuova torcia. E in fabbrica arriva il Grande Fratello

Una ground flare come quella di Basell. Il bacino artificiale diventerà centrale fotovoltaica. Monitoraggio avanzato di operai e impianti

BRINDISI – Nessuno pretende di insegnare ai sindacati il loro mestiere, lo stesso dovrebbero fare i sindacati chimici nei confronti degli organi di informazione a proposito delle notizie sulle accensioni ripetute della torcia di capo di Torre Cavallo collegata all’impianto di cracking, che le stesse organizzazioni dei chimici definiscono “effetto scenografico” in un comunicato sugli impegni recentemente assunti da Eni per lo stabilimento Versalis di Brindisi. In realtà si tratta di anomalie sulle quali il giudizio terzo spetta all’Arpa, che più volte ha evidenziato in concomitanza delle accensioni picchi di inquinanti.

Né va dimenticata l’inchiesta della procura di Brindisi di pochi anni e il sequestro del sistema delle torce di sicurezza del petrolchimico, liberate solo dopo la presentazione di piani industriali con impegni precisi da parte delle aziende. Detto questo, gli annunci di Eni Versalis ai sindacati vanno esattamente in quella direzione, e rientrano tutte nell’ambito della cosiddetta responsabilità sociale dell’azienda. Da notare che non vi sono impegni sul piano della riconversione verso la cosiddetta chimica verde.

Torcia petrolchimico in azione - Pomeriggio 8 aprile 2014_4-2

“Al cospetto di tanti detrattori, che non perdono occasione per strumentalizzare tale presenza industriale, Versalis ha annunciato alle organizzazioni sindacali un cospicuo piano di investimenti. Investimenti a sostegno delle attuali produzioni, a garanzia di uno standard su salute sicurezza e ambiente sempre più alto e tesi al miglioramento dell’efficienza e al consolidamento produttivo”, si legge nel comunicato a firma di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, Ugl Chimici, e Cisal.

“Difatti, Versalis ha avviato il processo realizzativo per integrare l’attuale torcia petrolifera con una ground flare (torcia a livello di terreno, come quella della coinsediata Basell, ndr) di ultimissima generazione, dotata di tutti i sistemi di monitoraggio ambientale, già annunciato da alcuni mesi. Tale investimento garantirà l’intera combustione in caso di emergenze produttive mitigando al massimo l’effetto scenografico visivo delle sfiammate, che tanto preoccupa chi non trova altri argomenti alle necessità e ai bisogni cittadini”, annunciano i sindacati.

Sfiammata torcia Versalis-2

“Poi, attraverso un investimento congiunto con Enipower verrà rafforzata ed efficientata la rete elettrica interna di stabilimento a partire dal potenziamento dell’affidabilità delle cabine elettriche (in seguito ai numerosi black-out, ndr)”. In fondo, si tratta proprio di una risposta a problemi che evidentemente scenografici non sono, e che l’azienda sta affrontando spendendo decine di milioni di euro.  “Inoltre, è stato programmato un sostanzioso investimento per l’ammodernamento e il potenziamento della sala mare, reparto che garantisce l’adduzione di acqua mare per il processo produttivo, e dei tronconi di distribuzione ad essa collegata. A garanzia dell’interessamento di Eni al nostro stabilimento è stato confermato l’investimento per la fermata di manutenzione straordinaria del 2020”.

Il vasto bacino artificiale di raccolta di acqua per gli sui degli impianti chimici diventerà una centrale fotovoltaica, ha fatto sapere Versalis ai sindacati: “Per finire, non appena le Istituzioni territoriali saranno pronte, Eni attraverso la controllata Eni Energy Solution, ha programmato la realizzazione di una centrale fotovoltaica attraverso la copertura del bacino idrico di stabilimento cogliendo diversi obiettivi, evitare l’evaporazione dell’acqua, produrre energia elettrica da fonte rinnovabile e ridurre l’utilizzo di corrente elettrica prodotta tradizionalmente”.

Il petrolchimico  di Brindisi visto dalla centrale Edipower

Il responsabile delle relazioni industriali di Eni e la rappresentanza sindacale unitaria di stabilimento hanno sottoscritto “una importantissima intesa sull’avvio di una fase di sperimentazione sullo Smart Operator (Operatore Tecnologico) attraverso utilizzo di nuovissimi strumenti tecnologici in linea con la nuova strategia industriale Industry 4.0”. Investimento da 17 milioni di euro, per “la sperimentazione, che riguarderà nello specifico l’acquisizione di big data, impiantistici, ambientali e di sicurezza, la loro elaborazione e l’immediato avvio di attività di ripristino e gestione delle anomalie. Nello specifico è già in via di completamento l’implementazione di una miriade di sensori che avranno lo scopo di tenere sotto controllo ogni angolo, ogni strumento ed ogni azione sull’impianto Cracking, cuore pulsante dello stabilimento”, ma anche ogni operaio e tecnico.

Lo dicono gli stessi sindacati: “E’ stata realizzata una dashboard con l’intero impianto in 3D da dove poter immediatamente monitorare in forma assolutamente anonima la presenza di personale in impianto. Infatti, tutto il personale sarà dotato di DPI (Dispositivi di Protezione Individuali) Intelligenti, collegati con uno smart badge (anonimo) in grado di inviare segnali di allert in sala controllo se l’operatore, non indossa l’elmetto o i dispositivi previsti, se accede in area controllata, se cade accidentalmente, se rileva situazioni di emergenza o pericolo, se resta in difficoltà durante un’attività”.

Gasiera al molo del petrolchimico

“Questa implementazione – spiegano i sindacati - renderà sempre più sicuro operare in quelle aree di stabilimento già coperte, e successivamente, dopo la sperimentazione, verrà estesa la copertura a tutto lo stabilimento. Non solo, questo sistema renderà immediato l’intervento manutentivo attraverso controlli tecnologici predettivi delle apparecchiature, garantirà l’uniformità e soprattutto il rispetto delle prescrizioni attraverso i permessi di lavoro intelligenti, agevolerà in tempo reale le attività di evacuazione e soccorso in impianto, ma soprattutto dialogherà con tutti i sistemi interni di stabilimento per la gestione di tutte le attività, ordinarie, straordinarie, manutentive e di emergenza”.

“Quindi mentre si pensa a come potrà essere la fabbrica del futuro con orgoglio possiamodire che Eni, in Versalis, ma soprattutto a Brindisi la sta già realizzando”, concludono Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, Ugl Chimici, e Cisal. 

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