Igoumenitsa, Valona e le altre

BRINDISI – Nel colloquio reale con Massimo Sciscio, agente dell’agenzia raccomandataria Discovery Shipping, che a Brindisi rappresenta l’armatore greco Endeavour, ma anche presidente di turno dell’Associazione degli agenti marittimi della città, di Igoumenitsa si è parlato solo alla fine. Ma forse è da qui che conviene partire, se è vero che la metà del porto brindisino che non è carbone, gas e prodotti chimici guarda, continua a guardare alla penisola ellenica e ai Balcani come via di traffici e sviluppo, oltre la crisi di questi mesi e di questi anni. Allora è Igoumenitsa la porta.

Massimo Sciscio

BRINDISI – Nel colloquio reale con Massimo Sciscio, agente dell’agenzia raccomandataria Discovery Shipping, che a Brindisi rappresenta l’armatore greco Endeavour, ma anche presidente di turno dell’Associazione degli agenti marittimi della città, di Igoumenitsa si è parlato solo alla fine. Ma forse è da qui che conviene partire, se è vero che la metà del porto brindisino che non è carbone, gas e prodotti chimici guarda, continua a guardare alla penisola ellenica e ai Balcani come via di traffici e sviluppo, oltre la crisi di questi mesi e di questi anni. Allora è Igoumenitsa la porta.

A Igoumenitsa stanno completando il raddoppio delle infrastrutture di servizio, e dalla città portuale dell’Epiro parte la nuova autostrada Egnatia che porta sull’Egeo, a Salonicco, in sole tre ore, mentre si sta completando la deviazione per Atene e il Pireo. Poi non ci sarà più bisogno di arrivare sino a Patrasso. Cosa vuol dire per un Tir? Risparmiare almeno metà del tempo impiegato sino ad ora. Da Brindisi a Igoumenitsa ci sono sette ore di nave, poi tre-quattro sino a Salonicco, e quando sarà finita la diramazione, tre o quattro sino ad Atene. Oggi da Brindisi a Patrasso ce ne vogliono 15-16, di ore, più tre o quattro sino ad Atene, e se vuoi proseguire per Salonicco ancora un bel po’ di strada e di tempo.

Con il nuovo percorso il guadagno per il trasporto delle merci su gomma è enorme, il porto di Brindisi tornerebbe ad essere molto conveniente e potrebbe sfruttare pienamente la fase della ripresa della circolazione delle merci, e la convenienza anche che la Egnatia rappresenta per il collegamento Balcani, Puglia, Italia. Ma Igoumenitsa è quasi pronta a sfruttare al massimo tale opportunità, con la sua stazione marittima raddoppiata nello stesso arco di tempo in cui a Brindisi si fa un bando, lo si aggiudica e si firma un contratto per la stazione marittima di Costa Morena.

Brindisi non ha ancora la sua stazione marittima pubblica, non ha un numero di rampe sufficienti per le navi del collegamento con la Grecia e l’Albania, non può decollare se non si realizzeranno in tempi brevissimi i nuovi accosti di S.Apollinare, progettati anni fa, poi insabbiati, poi ripresi, modificati e forse ora in fase autorizzativa quasi compiuta. Poi si dovranno appaltare i lavori, e realizzarli. Si farà in tempo a stare dietro a Igoumenitsa e a sfruttare la carta vincente della maggiore prossimità con quello che sarà il porto più strategico della nuova Grecia?

Di questo vorrebbero discutere gli operatori portuali brindisini, con l’Authority, con il nuovo presidente – sia pure sub judice – Iraklis Haralambidis. Di Igoumenitsa, di Egnatia la nuova via superveloce per l’Egeo, i Balcani e la Turchia, di come essere in prima linea per cogliere le nuove opportunità. E invece? “Invece abbiamo problemi per ormeggiare le navi a Costa Morena, pur sapendo da tempo che li avremmo avuti, aspettiamo da anni i nuovi accosti di S.Apollinare perché servono come il pane, e ci sentiamo leggere l’esito di improbabili, autolesionistici sondaggi, ma ci sentiamo anche dire che se qualcuno di noi sarà costretto ad andarsene, c’è già qualcuno pronto a sostituirci”, dice Massimo Sciscio.

C’è davvero questa ressa di armatori pronti a rimpiazzare quelli che protestano, eccepiscono, sollevano problemi? “Non è affatto così. Stiamo seguendo attentamente il mercato, e le prospettive di cui parla il presidente Haralambides non ci sono. Ecco perché servono il confronto e la collaborazione, ecco perché ognuno deve fare la propria parte ed ecco perché il muro contro muro non serve”, risponde Sciscio. “Oltre quello che c’è già, a Brindisi, non c’è altro. Le sofferenze della situazione greca sono tali da non consentire aspettative”.

Da cosa si può partire per verificare le possibilità di collaborazione che il presidente degli agenti marittimi auspica? “Intanto chiarendo alcune cose, che devo porre all’attenzione del presidente Haralambides. La prima riguarda i famosi sondaggi di gradimento da egli promossi. Il problema non è la qualità delle navi, che non credo si possa mettere in discussione. Non abbiamo nulla da invidiare agli altri porti per questo, evidentemente il presidente non conosce le navi. Il problema sono i servizi portuali – afferma Sciscio – e la questione va risolta rapidamente e nel migliore dei modi, perché se è vero che siamo i più vicini a Grecia e Albania, è anche vero che siamo i più lontani dai bacini di utenza dell’Italia Centro-Settentrionale, perciò se non aggiungiamo alla convenienza della distanza una buona gamma di servizi effettivi, non supereremo il gap”.

Sciscio risponde anche al presidente dell’Autorità portuale del Levante, il quale aveva detto che a Bari sono già al completo, dal punto di vista dei collegamenti e degli armatori, e che per ciò che concerne le tariffe portuali, tutti le pagano senza problemi. Un intervento legato alle voci di abbandono del porto di Brindisi da parte di alcune compagnie stufe di ricevere richieste di pagamenti per supporti mai ricevuti. “Vorrei rassicurare Mariani – dice Sciscio – che non abbiamo alcuna intenzione di andare a Bari, anche se le pochissime volte che vi abbiamo tenuto una nave, come in occasione della chiusura per un giorno del porto di Brindisi in occasione della visita papale, vi abbiamo trovato un’organizzazione perfetta”.

“Ben vengano anche a Brindisi tariffe proporzionate alla qualità dei servizi, noi le pagheremo. Il presidente Haralambides conosce perfettamente le nostre rivendicazioni, attraverso il dossier sui problemi aperti che gli abbiamo fatto avere attraverso il nostro rappresentante in Comitato Portuale, il collega Teo Titi, accompagnato da una lettera in cui critichiamo sia gli esiti del sondaggio che la loro divulgazione su Facebook, perché hanno creato nocumento al porto di Brindisi. Con la stessa lettera abbiamo informato Haralambides che può ricevere se vuole i sondaggi da noi effettuati sul livello dei servizi al passeggero del porto di Brindisi. E’ vero che dobbiamo essere noi a trovare i traffici, ma a cosa serve se non cambia questo deserto che circonda le navi?”.

Un ultimo pensiero, il presidente degli agenti marittimi lo dedica alla politica: “Spero che l’interesse per le problematiche del porto mostrato in questi giorni non abbia finalità esclusivamente legate alle elezioni", conclude Massimo Sciscio. Si attendono riscontri da parte dell’Autorità Portuale. La Ionian Queen è di nuovo in linea, le due navi per Valona, la Ionian Spirit e la Red Star One si alternano sulla tratta, per mantenere la licenza. Ma intanto si guardano intorno. Per le compagnia che fanno la rotta Brindisi e Valona c’è un’altra questione di nuove strada in ballo, come per Igoumenitsa: la Durazzo Valona è quasi pronta, e collegherà le due città in 45 minuti. Perché allora imbarcare i Tir da Brindisi e non da Bari, andare a Durazzo e poi  andare a Valona via terra? Un altro elemento di pressing, che richiede risposte urgenti. Ma dove sono?

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