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Fusione nucleare: il Tar Lazio sospende l'assegnazione a Frascati

I ricorsi della Regione Puglia per Brindisi-Cittadella della Ricerca e della Regione Abruzzo si discuteranno l'1 agosto

Il Tar del Lazio ha accolto in via cautelare il ricorso della Regione Puglia per l’assegnazione al centro Enea di Frascati dell’esperimento Dtt per la realizzazione di un modello di reattore per la fusione nucleare, il Tokamak, sospendendo l’efficacia della decisione dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile. La discussione è stata fissata per l’1 agosto, stessa data già stabilita per il ricorso della Regione Abruzzo, una delle concorrenti per ospitare il sito del Dtt. Ne dà notizia il presidente della Commissione regionale Bilancio, Fabiano Amati.

La Puglia aveva candidato Brindisi – Cittadella della Ricerca, che nella valutazione finale effettuata dalla apposita commissione designata da Enea si era piazzata secondo dopo Frascati. Il centro Enea di Frascati, la Casaccia, era stato valutato come il più idoneo perché è il sito dove si è sviluppata la parte più importante delle attività di ricerca sull’energia nucleare in Italia, inclusa la fusione.

Ma a questa decisione si è opposta la Regione Puglia, dando mandato all’avvocatura regionale di predisporre l’impugnazione della decisione Enea. Brindisi ha ottenuto lo stesso punteggio di Frascati sui requisiti essenziali, un punteggio maggiore sugli ulteriori elementi e il miglior punteggio sull’offerta economica, è il punto di contestazione: l’aspetto invece su cui la Puglia è risultata perdente “è stato quello relativo al valore delle infrastrutture esistenti nella misura in cui risultano utili e disponibili a ridurre il costo dell'investimento”.

Cgil: "Una grande opportunità per il territorio"

Con un investimento non rilevante, coperto dai 40 milioni di euro che la Regione Puglia avrebbe messo a disposizione, sarebbe stato possibile adeguare l'area con opportuni interventi sulle infrastrutture primarie ed alcuni servizi, è la risposta al problema delle infrastrutture. “Il progetto di sperimentazione sulla fusione nucleare è di così alto rilievo per le prospettive energetiche dell’umanità e può recare - com’è intuibile - notevoli vantaggi scientifici ed economici per il territorio che lo ospita. Per questi motivi la battaglia della Puglia in favore di Brindisi e della sua Cittadella della ricerca assume caratteristiche di priorità, su cui si sta applicando con determinazione e passione l’Avvocatura regionale”, ha detto oggi Amati.

“Sarebbe ovviamente il caso che il ministro Di Maio mettesse nel calendario degli approfondimenti anche questa questione, non tanto per farci osservare l’ennesimo caso di studio per manifesta indecisione quanto per favorire una soluzione amministrativa in grado di cogliere i meriti prevalenti della proposta pugliese”, aggiunge polemicamente il presidente della Commissione regionale Bilancio. L’esperimento Divertor Tokamak Test vale 500 milioni di euro di investimento nei primi anni.

La candidatura di Brindisi – Cittadella della Ricerca era stata presentata dalla Regione Puglia d’intesa con Provincia e Comune di Brindisi. Sono già centinaia le imprese italiane interessate alle forniture per il reattore a fusione sperimentale industrializzabile, un obiettivo sin qui mai raggiunto a livello mondiale. Uno dei principali problemi è realizzare e testare materiali resistenti alle temperature elevatissime che il reattore dovrà contenere. L’altro è l’altrettanto elevato fabbisogno di energia per il funzionamento.

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