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Crisi Tecnomessapia: Ciracì accusa, la Bellanova risponde

Entrambi originari della città al centro della nuova crisi di Tecnomessapia per fine commessa, si confrontano sul tema il deputato di Direzione Italia, Nicola Ciracì, e il viceministro dello Sviluppo economico, Teresa Bellanova

CEGLIE MESSAPICA – Entrambi originari della città al centro della nuova crisi di Tecnomessapia per fine commessa, si confrontano sul tema il deputato di Direzione Italia, Nicola Ciracì, e il viceministro dello Sviluppo economico, Teresa Bellanova.  Il primo accusa il governo di collusione con Leonardo-Finmeccanica, di cui avvallerebbe le conseguenze occupazionali della ristrutturazione, la seconda replica illustrando la realtà della situazione e ricordando il proprio impegno per discutere a Roma, in sede ministeriale, il 12 luglio prossimo il caso dell’azienda di Ceglie Messapica che ha preannunciato 180 licenziamenti.

La risposta della Bellanova, in sede di question-time in X Commissione della Camera dei Deputati, ha lasciato Ciracì del tutto insoddisfatto: “Ieri pomeriggio – dichiara Ciracì – la vice ministra Teresa Bellanova si è finalmente degnata di fornire una risposta alla mia interrogazione relativa alla precaria situazione del polo aeronautico nelle province di Brindisi e Taranto, con particolare riferimento al caso Tecnomessapia. Sono sconcertato dall’indifferenza con la quale Bellanova ha affrontato in Commissione la problematica dei licenziamenti e delle altre imprese del settore aerospaziale salentino, poiché ha confermato che questo Governo non intende in alcun modo interferire nei piani di Leonardo ed è giunta persino a giustificare i licenziamenti come adeguati alla contrazione delle attività”.

“La vice ministra ha riferito che il Governo intende sostenere il comparto con apposita dotazione (Piano operativo impresa a competitività 2014/2020) senza però chiedere in cambio il mantenimento delle unità lavorative. Neppure una parola sul fenomeno della delocalizzazione all’estero della produzione, come se non fosse questa la causa della contrazione delle commesse interne», ha aggiunto il deputato di Ceglie Messapica.

“Di fronte alla connivenza tra Governo e Leonardo – conclude Ciracì – e all’assenza totale della Regione Puglia, l’unica prospettiva rimasta è quella della tensione sociale al fine di rendere questi soggetti consapevoli del fatto che una provincia come quella brindisina non può assolutamente sopportare il carico di circa mille licenziamenti nell’intero settore e che necessita, dunque, di urgenti iniziative di sostegno». E a proposito dell’incontro del 12, il deputato ha detto di avere “forti dubbi che quel giorno saranno prospettate soluzioni concrete”.

La situazione in effetti non è semplice, perché l’unica via di uscita al momento appare la solita: trovare un’altra commessa per Tecnomessapia che non ha altri grossi clienti o produzioni proprie. Il solito elemento di debolezza di non poche aziende brindisine, anche nel comparto aeronautico, dove la competitività è elevatissima, e richiede innovazioni per trovare collocazioni di mercato. E non è detto che Leonardo-Finmeccanica abbia la possibilità questa volta di reinserire nella attuale supply-chain l’impresa cegliese.

La risposta del viceministro in X Commissione: “In riferimento alla interrogazione in parola, la società Leonardo ha reso noto che il Piano Industriale è finalizzato alla creazione di condizioni per un effettivo rilancio delle realtà produttive territoriali, ivi compresi i presidi industriali di Leonardo in Puglia. Lo sviluppo del patrimonio industriale, tecnologico ed umano costituisce, infatti, una direttrice imprescindibile per costruire un’impresa più forte e più competitiva, che continui a fungere da volano per il tessuto produttivo e sociale su cui insiste”, ha riferito l’on. Teresa Bellanova.

“Con specifico riferimento alla Divisione Elicotteri, a seguito delle attuali prospettive commerciali, è emersa la necessità di una ripianificazione delle attività produttive e dei correlati carichi di lavoro. Pertanto, -anche presso il sito di Brindisi, i volumi produttivi sono stati adeguati alla contrazione delle attività con conseguenti ripercussioni, in via prioritaria, sulle risorse interne”.

Da aggiungere, per la cronaca, che l’ex AgustaWestland oggi Leonardo Helicopters delocalizza produzioni presso aziende prevalentemente polacche per evitare che sia solo la concorrenza internazionale ad usufruire di produzioni a costi competitivi, con pregiudizi di mercato per il gruppo italiano. Inoltre la Divisione elicotteri impiega anche a Brindisi  mano d’opera specializzata fornita da aziende interinali.

“Il Governo, al contrario di quanto affermato dagli onorevoli interroganti, non resta indifferente alle criticità derivanti da questo processo di riorganizzazione della società, in particolar modo nelle province di Brindisi e Taranto, e sta operando al fine di individuare soluzioni utili al mantenimento degli attuali livelli occupazionali oltre che consolidare e accrescere la presenza delle imprese nei settori ritenuti strategici, quale quello dell’aerospazio.”, ha proseguito Teresa Bellanova nella risposta al question-time.

“Faccio presente altresì che il Governo è impegnato a sostenere con apposite dotazioni finanziarie (anche in questa fase di complessità economica del Paese) il comparto con il Piano operativo imprese e competitività 2014-2020. Tale Piano mira a sostenere e potenziare investimenti anche nella space economy definendo le linee strategiche d’intervento in grado di consentire all’Italia di trasformare il settore spaziale nazionale in -uno dei propulsori della nuova crescita nazionale”.

“Infine, con specifico riferimento alla società Tecnomessapia, a dimostrazione dell’attenzione da parte del Governo e mia personale, - ha concluso il viceministro - faccio presente che a seguito della richiesta delle organizzazioni sindacali in data 23 giugno scorso, e dell’avvio della procedura di licenziamento comunicata dall’azienda il 24 giugno, ho provveduto, il giorno 28 giugno, a convocare un tavolo di confronto per il prossimo 12 luglio, con istituzioni e parti sociali, per una attenta disamina della situazione della società”. Non resta che attendere.

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