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Economia

La centrale eolica offshore forse arriverà prima dei due gasdotti

Il Comitato Via del ministero sta predisponendo il parere sul progetto. Attesa per l'esito. Interessata tutta la costa a sud di Brindisi

In un contesto in cui l’attenzione è concentrata sui gasdotti sottomarini e relative polemiche, quello di Tap con punto di approdo sulla costa di Melendugno, e quello di Eagle Lng con approdo a Lendinuso (Torchiarolo), non bisogna dimenticare che la costa a sud di Brindisi potrebbe presto diventare teatro della realizzazione di una centrale eolica off-shore che occuperà l’orizzonte dalla zona delle Saline di Punta della Contessa sino a Torre San Gennaro, interessando il litorale di Brindisi, San Pietro Vernotico e Torchiarolo.

Il Comitato tecnico Via del Ministero per l’Ambiente sta infatti predisponendo il parere conclusivo, dopo un iter di circa quattro anni (avvio nel 2013). Si tratta di 36 aerogeneratori della potenza complessiva di 108 megawatt, tre megawatt per ogni torre eolica (il progetto inziale ne prevedeva 48), disposte in un campo che tocca al massimo le due miglia nautiche dalla linea di costa.

Il parco erolico off-shore a sud di Brindisi e la sua connessione a terra-2

Il progetto della TG Energie Rinnovabili Srl prevede l’impiego di aerogeneratori Vestas, e un incentivo per il territorio consistente nella possibilità di effettuare l’itticoltura tra gli impianti al largo. Al momento non si è a conoscenza di possibili commesse a imprese locali nel caso la TG Energie Rinnovabili riceva parere favorevole dai ministeri interessati.

Il Comitato tecnico Via dovrà considerare anche i pareri contrari espressi dai Comuni di San Pietro Vernotico e Brindisi, dalla provincia di Brindisi e dalla Regione Puglia, mentre l’Autorità di Bacino della Puglia aveva espresso parere di non conformità del progetto al Piano di bacino stralcio assetto idrogeologico, ed avevano chiesto invece integrazioni Arpa Puglia e dipartimento Arpa di Brindisi. Solo il Comune di Torchiarolo aveva risposto favorevolmente

Nella primavera del 2016 la società proponente aveva integrato il proprio studio con una nuova valutazione degli impatti dell’opera sulle aree ed i siti protetti esistenti nella zona e in mare, su richiesta dello stesso Comitato tecnico Via. Non resta che attendere come l’organo di valutazione del Ministero per l’Ambiente considererà tali integrazioni.

rendering parco eolico off-shore-2

Secondo lo Studio di impatto ambientale, quello di TG Energie Rinnovabili, l’incidenza visiva della centrale eolica off-shore sarà minima, come anche l’interferenza con le attività economiche (navigazione, pesca, agricoltura) e l’ambiente. Nella zona sussistono a terra riserve naturali di interesse regionale, mentre in mare si trova il Sito di interesse comunitario che comprende l’intera prateria di Posidonia oceanica.

Il progetto prevede che l’energia prodotta dalla centrale eolica al largo della costa sud del Brindisino venga convogliata ad una centrale di interconnessione alla rete nazionale di Terna nell’entroterra di Cerano, con un cavidotto subacqueo che attraverserà il Sic della posidonia e approderà sulla terraferma tra il Parco Regionale delle saline di Punta della Contessa e il Bosco di Cerano, per poi raggiungere e superare Tuturano per raggiungere la stazione di interconnessione, attraversando il Bosco di Santa Teresa e dei Lucci, l’altra area protetta interessata.

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