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"Il Comune non ha utilizzato 14 milioni di contributi sulle minori entrate Ici. Ecco perchè"

Sul problema della gestione delle finanze del Comune di Brindisi riceviamo e pubblichiamo un intervento di Cristiano D'Errico, dottore commercialista ed esperto in contabilità. L'intervento focalizza l'attenzione sulla gestione della partita delle minori entrate Ici, a fronte delle quali è previsto un contributo compensativo da parte dello Stato. L'amministrazione comunale brindisina nell'arco di cinque anni non avrebbe utilizzato 14 milioni di euro. Ma non solo.

Sul problema della gestione delle finanze del Comune di Brindisi riceviamo e pubblichiamo un intervento di Cristiano D'Errico, dottore commercialista ed esperto in contabilità. L'intervento focalizza l'attenzione sulla gestione della partita delle minori entrate Ici, a fronte delle quali è previsto un contributo compensativo da parte dello Stato. L'amministrazione comunale brindisina nell'arco di cinque anni non avrebbe utilizzato 14 milioni di euro. Ma non solo.

"L'art. 64 della legge 23 dicembre 2000, n.388, riconosce a decorrere dall'anno 2001 un contributo statale a favore dei Comuni che hanno subito minori entrate derivanti dall'imposta comunale sugli immobili, a causa dell'autodeterminazione provvisoria delle rendite catastali dei fabbricati di categoria D (immobili industriali e commerciali), purché la perdita di gettito sia di importo superiore a euro 1549,37 e allo 0,5 per cento della spesa corrente risultante nel bilancio definitivamente assestato.

Il decreto interministeriale del Ministero dell'Interno di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, 1 luglio 2002, n.197 relativo ai criteri e modalità di quanto disposto dall'art. 64 della legge 388/2000, stabilisce che:

- il contributo statale sia pari alla differenza tra il gettito dell'ICI che sarebbe derivato dai fabbricati classificabili nel gruppo catastale D considerando la base imponibile risultante prima e dopo l'autodeterminazione provvisoria delle rendite catastali effettuata secondo le procedura previste dal decreto del Ministero delle Finanze 701/1994 (procedura DOCFA);

- la dichiarazione, finalizzata ad ottenere il contributo statale in argomento, debba essere consegnata al Ministero dell'Interno entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui si è verificata la minore entrata. Premesso

  • che in data 19/06/2008, la Giunta comunale di Brindisi con deliberazione numero 292 in relazione alle disposizioni richiamate sopra al fine di presentare formale istanza di contributo statale connesso ai minori introiti ICI dal 2001 in poi affidava ad una ditta esterna l'incarico in oggetto "per ragioni di estrema urgenza" tramite la procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara ai sensi dell'art. 57 del Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e s.m.i., visto il termine temporale ristretto del 30/06 per elaborare i dati necessari da inoltrare al Ministero; si stabiliva inoltre un compenso alla ditta pari al 15% del contributo statale incassato.
  • in esecuzione della deliberazione di cui al punto precedente, il dirigente del settore dei servizi finanziari del Comune di Brindisi con determina numero 53 individuava una ditta esterna specializzata per eseguire l'incarico di predisposizione della pratica per gli anni dal 2001 al 2007 pattuendo un corrispettivo percentuale pari al 14% del contributo statale incassato; la società in oggetto è risultata la Infotirrenia Srl di Follonica. In data 27/06/2008 si stipulava il contratto tra il Comune di Brindisi e la società Infotirrenia Srl. Si precisa che la società in questione è una delle 131 imprese iscritte all'Albo dei soggetti abilitati alla gestione delle attività di liquidazione e di accertamento dei tributi e quelle di riscossione dei tributi e di altre entrate delle Province e dei Comuni alla data del 18 giugno 2003 tenuto presso il Ministero dell'economia e delle finanze, e quindi non l'unica.

La condotta del Comune di Brindisi appare quanto meno discutibile e comunque per alcuni versi illegale/irregolare tenendo conto di quanto si riporta di seguito:

- l'art. 57 del Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e s.m.i., stabilisce che la procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara è consentita alla lettera c) "nella misura strettamente necessaria, quando l'estrema urgenza, risultante da eventi imprevedibili per le stazioni appaltanti, non e' compatibile con i termini imposti dalle procedure aperte, ristrette, o negoziate previa pubblicazione di un bando di gara. Le circostanze invocate a giustificazione della estrema urgenza non devono essere imputabili alle stazioni appaltanti"; almeno due appaiono le ragione che inducono a ritenere irregolare la condotta del comune di Brindisi in violazione del suddetto art. 57 tenendo conto che le motivazione alla base dell'estrema urgenza non deve essere imputabile alla stazione appaltante:

- innanzitutto esistono numerosi Comuni italiani (es. il Comune di Eraclea, ecc.), che hanno programmato dal 2001 ad oggi il recupero delle minori entrate derivanti dall'imposta comunale sugli immobili in base a quanto previsto dall'art. 64 della legge 23 dicembre 2000, n.388, procedendo con l'affidamento degli incarichi a enti convenzionati con l'Anutel (Associazione Nazionale Uffici Tributi Enti Locali), come il Consorzio E-Progress, stabilendo compensi in misura fissa già nella fase di affidamento dell'incarico a tutto vantaggio della economicità e dell'utilizzo razionale delle risorse finanziarie; inoltre altri Comuni come quello di Langhirano (PR) hanno provveduto ad affidare tali servizi programmandone tempi e modalità con congruo anticipo: ad esempio il Servizio Finanziario del suddetto Comune con determinazione n. 177 del 06/04/2009 affidava alla società Infotirrenia Srl, il servizio per l'anno 2008 stabilendo un compenso percentuale pari all'8% calcolato sul contributo statale; assumendo tale 8% il parametro di riferimento per il ricalcolo del costo del servizio anche per il Comune di Brindisi per gli anni dal 2004 al 2007 si sarebbe ottenuto un risparmio complessivo di circa 900 mila euro (tabella allegata):

ANNO IMPORTO COMPENSO 14% COMPENSO 8% DIFFERENZIALE 14%- 8%
2004 ? 4.212.034,84 ? 589.684,88 ? 336.962,79 ? 252.722,09
2005 ? 3.791.692,17 ? 530.836,90 ? 303.335,37 ? 227.501,53
2006 ? 3.628.016,99 ? 507.922,38 ? 290.241,36 ? 217.681,02
2007 ? 3.198.723,24 ? 447.821,25 ? 255.897,86 ? 191.923,39
TOT. ? 14.830.467,24 ? 2.076.265,41 ? 1.186.437,38 ? 889.828,03

Occorre anche considerare che per il Comune di Brindisi la presentazione annuale delle istanze in oggetto avrebbe consentito il recupero di consistenti fondi finanziari da mettere a disposizione della collettività per effettuare investimenti produttivi e/o miglioramenti urbanistici; si pensi che dal 2004 al 2007 oltre 14 milioni di euro di risorse finanziarie sono state inutilizzate, perché sconosciute al Comune. Altri Comuni erano a conoscenza sin dal 2002 delle modalità di recupero delle minore entrate ICI ai sensi dell'art. 64 della Legge 388/2000, avendo già attivato una programmazione delle procedure di acquisizione del contributo statale.

Concludendo, quanto meno discutibile appare la condotta dell'Ente dal punto di vista amministrativo e contabile; la procedura annuale di riconoscimento del contributo statale avrebbe permesso di mettere in bilancio risorse finanziarie rispettando maggiormente il principio della competenza temporale, la quale costituisce principio contabile di riferimento della costruzione dei bilancio delle amministrazioni Pubbliche sancito dal TUEL (Decreto Legislativo n. 267/2000)".

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