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Haralambides

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Il "fronte-Brindisi” critica Guadagnuolo

BRINDISI - Dieci componenti del Comitato portuale (sindaco in testa) criticano il candidato segretario di Haralambidis e chiedono al greco di fare esattamente ciò che auspica Guadagnuolo: agire con la massima trasparenza.

BRINDISI - Se il candidato alla Segreteria generale dell'Autorità portuale Manlio Guadagnuolo pensava con il suo intervento sulla stampa di calmare le acque, si dovrà ricredere, perché quell'intervento viene oggi bocciato da 10 componenti del Comitato, sindaco in testa, che non condividono minimamente né il gesto né i contenuti della lettera dell'ingegnere scelto da Haralambidis. Vi proponiamo in versione integrale il testo ricevuto. Quanto alle conclusioni, sarebbero ovvie: il docente greco, di fronte a questo nuovo atto di sfiducia, dovrebbe quanto meno rinunciare a proseguire lo scontro frontale con la città e riaprire i giochi per l'affidamento della poltrona.

L'intervento reca le firme di Mimmo Consales (sindaco di Brindisi), Giovanni Brigante (in rappresentanza della Regione Puglia), Alfredo Malcarne (presidente Camera di commercio), Giuseppe Marinò (presidente Confindustria), Ferrero Cafaro (armatori), Teo Titi (agenti marittimi), Antonio Licchello (Uil); Giovanni Bonatesta (autotrasportatori) e di Michelangelo Greco e Antonio Narcisi (lavoratori aziende portuali).

«Il candidato del presidente Haralambidis alla carica di Segretario Generale dell'Autorità portuale di Brindisi, è intervenuto, con una lettera aperta recapitata ai componenti del Comitato portuale, per riportare "nell'alveo della correttezza giuridica la procedura di nomina a tale carica".

Secondo la sua opinione - beninteso assolutamente "disinteressata" - la legge 84/94 non lascerebbe spazio ad equivoci: il presidente dovrebbe formulare, discrezionalmente e a proprio insindacabile giudizio, il nome del soggetto che ritiene idoneo e competente a ricoprire il ruolo di Segretario generale e, conseguentemente, il Comitato portuale sarebbe chiamato (solo) a verificare se il soggetto proposto sia un "esperto di comprovata qualificazione professionale nel settore disciplinato dalla presente legge".

Una tale lettura, a dir poco "approssimativa", lascia seriamente perplessi. Non può dubitarsi infatti che proprio fra i requisiti che la legge richiede ad un aspirante Segretario Generale, debba esservi la profonda conoscenza della legge 84 del 1994.

Al contrario di quanto sembra ritenere Guadagnuolo, la nomina del Segretario Generale è un atto che, secondo la legge di riforma dell'ordinamento portuale, rientra nella competenza esclusiva del Comitato portuale, né la lettera né la ratio del testo legislativo consentono di considerare l'atto deliberativo dell'organo collegiale come un atto "a contenuto vincolato", precludendo qualsiasi margine di valutazione autonoma dell'organo collegiale.

L'art. 9, comma 3, lett. h), della legge 28 gennaio 1994, n.84 e successive modifiche, prescrive infatti espressamente che il Comitato portuale delibera, su proposta del presidente, la nomina e l'eventuale revoca del segretario generale.

Il successivo art. 10 della citata legge n.84 del 1994, al comma 2, prevede espressamente che: "Il segretario generale è nominato dal comitato portuale, su proposta del presidente, tra esperti di comprovata qualificazione professionale nel settore disciplinato dalla presente legge".

La deliberazione del Comitato portuale è dunque un atto deliberativo a contenuto altamente discrezionale mediante il quale l'Organo collegiale è chiamato a valutare la complessiva "comprovata qualificazione professionale" del soggetto, valutazione da cui non possono prescindere anche i requisiti generali di idoneità personale, correlati alle funzioni che la stessa legge attribuisce al Segretario generale (ivi compreso il vaglio di quelle circostanze personali, ad es. carichi pendenti) che potrebbero indurre a soprassedere alla nomina di un soggetto piuttosto che di un altro.

Il carattere altamente discrezionale dell'atto deliberativo di nomina, riservato al competenza del Comitato portuale, trova del resto una ulteriore conferma nei compiti che la legge stessa attribuisce al Segretario generale, chiamato, in generale, a collaborare direttamente proprio con il Comitato portuale, oltre che - funzione non certo trascurabile - a curare i rapporti, ai fini del coordinamento delle rispettive attività, con le amministrazioni statali, regionali e degli enti locali.

Ed invece proprio il nome di Guadagnuolo per la carica di Segretario generale, ha determinato una grave frattura con le principali istituzioni regionali e locali rappresentate in Comitato portuale, paradossalmente proprio sulla figura del Segretario generale che è chiamato a curare i rapporti proprio con dette istituzioni.

Presso altri porti è già accaduto che il Comitato portuale abbiano valutato negativamente candidati pur in possesso dei requisiti di legge. Alla luce delle precedenti considerazioni, appare quanto meno irrituale ed inopportuna, se non maldestra, l'iniziativa assunta da Guadagnuolo il quale, privo di qualsivoglia legittimazione, avvia una singolare "campagna elettorale", mediante inopinate quanto generiche dichiarazioni programmatiche sul futuro del porto di Brindisi.

Impropria, per non dire altro, appare la sollecitazione rivolta da Guadagnuolo - che sembra addirittura sostituirsi di fatto anche al Presidente in carica - a svolgere addirittura un incontro collegiale fra i componenti del Comitato portuale ed egli stesso, "per parlare di organizzazione, di indirizzi e di programmazione futura dell'Autorità portuale, per scambiare idee e discutere su progetti e programmi innovativi e strategici su ciò che a tutti sta a cuore: lo sviluppo del Porto di Brindisi".

All'ingegnere Guadagnuolo verrebbe di rivolgere la seguente domanda: visto che concepisce l'Autorità portuale come un luogo aperto, aperto innanzitutto alla trasparenza ed alle esigenze del territorio, perché non consentire al Comitato portuale di valutare, in assoluta trasparenza, anche i curricula degli altri concorrenti raccolti dal presidente Haralambidis?»

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