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Il ministro sceglierà Minotauro

BRINDISI – La soluzione più accreditata per l’incarico di commissario straordinario dell’Autorità portuale brindisina al momento è quella del comandante della Capitaneria di Porto, Giuseppe Minotauro. La speranza è che Iraklis Haralambidis non presenti ricorso abbreviando così i tempi stessi del commissariamento. La prima ipotesi sembra destinata a realizzarsi, la seconda è dubbia e richiederebbe una serie di condizioni: la prima, che Haralambidis prenda atto della situazione obiettiva e faccia un passo indietro; la seconda, che la politica lo convinca a farlo e lavori per questo, dagli enti locali (Comune e Provincia) a quelli economici.

BRINDISI - La soluzione più accreditata per l'incarico di commissario straordinario dell'Autorità portuale brindisina al momento è quella del comandante della Capitaneria di Porto, Giuseppe Minotauro. La speranza è che Iraklis Haralambidis non presenti ricorso abbreviando così i tempi stessi del commissariamento. La prima ipotesi sembra destinata a realizzarsi, la seconda è dubbia e richiederebbe una serie di condizioni: la prima, che Haralambidis prenda atto della situazione obiettiva e faccia un passo indietro; la seconda, che la politica lo convinca a farlo e lavori per questo, dagli enti locali (Comune e Provincia) a quelli economici.

Un lungo commissariamento inchiodato sull'ordinaria amministrazione infatti è l'incubo di molti osservatori delle vicende portuali e di molti operatori del settore. La crisi dei traffici del porto di Brindisi è sempre più grave, la mancanza di un progetto di porto del futuro, integrato con un ruolo specifico nel sistema Puglia, si fa sentire perché esclude la città dal giro degli investimenti pubblici e privati nel settore della logistica e dell'intermodalità. Per quanto tempo ancora Brindisi potrà fare a mano di un nuovo Piano regolatore del porto che sostituisca quello del 1975, e preveda invece nuovi assetti, le opere strategiche e non da ultimo le sinergie e la simbiosi con il nuovo Piano urbanistico generale della città?

La domanda che molti si pongono è se il capo dell'autorità marittima andrà nella vicina sede dell'Authority ponendosi il problema di avviare i meccanismi per lunghi anni bloccati. La risposta non può che essere una: dipende dagli interlocutori. Il commissario che il ministero designerà avrà poteri ordinari e straordinari, potrebbe accettare il confronto e l'interlocuzione con le amministrazioni comunale e provinciale, con la Camera di Commercio, con il consorzio Asi. Potrebbe parimenti limitarsi ad amministrare la quotidianità.

Allora perché il ministero quasi certamente sceglierà il capitano di vascello Giuseppe Minotauro? Per una serie di ragioni contingenti, in parte anche legate alla spending review. Il comandante della Capitaneria in veste anche di commissario dell'Autorità portuale, non accumulerebbe più due indennità come in passato, ma ne percepirebbe solo una, e qui va detto che il governo Monti nell'ottica del contenimento della spesa nel settore pubblico non guarda di buon occhio alle repubbliche indipendenti che gestiscono i porti. Un altro motivo è la possibilità che tale soluzione offre di disinnescare ogni pressione politica di parte.

Per altri sarebbe molto meglio invece che il ministro Corrado Passera puntasse su professionalità locali che anche nella veste di commissario straordinario potrebbero avviare i processi virtuosi sin qui bloccati. Insomma, per la prima volta dal 1994, la direzione del porto a un brindisino.

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