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Le foto sono di Salvatore Barbarossa

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Crociere, politica e governance dei porti: se Brindisi dorme, perderà

Tempo di crociere, tempo di riflessioni e progetti  per il porto di Brindisi, se si intende entrare sempre più in questo giro che in Europa ha un “fatturato” di 6,7 milioni di passeggeri

BRINDISI – Tempo di crociere, tempo di riflessioni e progetti  per il porto di Brindisi, se si intende entrare sempre più in questo giro che in Europa ha un “fatturato” di 6,7 milioni di passeggeri, soprattutto – nell’ordine – tedeschi e inglesi (gli italiani circa 750mila, dati 2016), la metà dei quali sceglie il Mediterraneo tra le mete europee.

Oggi, è accaduto poche altre volte, tre navi in porto contemporaneamente ma una tantum: la nuovissima Silver Sea della compagnia Silversea, costruita da Fincantieri, arrivata di buon mattino e ormeggiata alla banchina della ex Stazione Marittima nel Seno di Levante, target elevato di clienti; stessa ora di attracco anche per la Queen Victoria della Cunard (pure made in Fincantieri) ma a Costa Morena Est; Msc Musica attesa per le 13, pure a Costa Morena Est.

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Per la Silver Muse e la Queen Victoria si tratta di toccate straordinarie. Brindisi infatti è home port quest’anno solo per la Msc Musica, 29 toccate previste per l’intera stagione. Con quelle straordinarie si andrà poco oltre, su un totale previsto per i porti pugliesi per il 2017 di 185 toccate, quasi tutte nel porto di Bari 90 - solo di Costa Crociere, che aumenteranno nel 2018 - fatta eccezione per Msc Musica, le 11 della Artemis (Grand Circle Cruise) a Monopoli, e appunto quelle straordinarie sempre per Brindisi e pochissime altre eccezioni.

La Silver Muse alla banchina ex Carbonifera a Brindisi-2

Questi erano i dati resi noti dalla stessa Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale dopo il Seatrade Cruise Global 2017, annuale appuntamento per gli operatori del settore e Fort Lauderdale in Florida, dove i nostri porti si sono presentati con un unico brand, Cruise Italy. Per l’anno in corso e in base alle prenotazioni e le stime fatte dalle compagnie, dalla Puglia passeranno 500mila crocieristi.

Tra le società di navigazione in campo sono Costa Crociere, Msc, Aida Cruises, Seven Seas, Renaissance Cruises, Viking Ocean Cruises, Crystal Cruises, Voyages to Antiquity, Sea Cloud Cruises, Cunard, ed altre tra cui quelle citate in questo articolo. Le toccate a Brindisi delle lussuose Queen Victoria e Silver Muse rientrano in crociere spot e non in circuiti settimanali. Come sarà una toccata spot anche quella di mercoledì della Seaburn Odyssey.

Ritorna dunque il discorso sollevato più volte dagli operatori portuali brindisini, che chiedono la definizione di un programma preciso per gli investimenti in infrastrutture e per la destinazione di quelle esistenti, in maniera tale da poter promuovere il porto presso gli armatori italiani ed esteri. Al momento si improvvisa, come se il porto di Brindisi, quello che oggi ha maggiori spazi commerciali in Puglia (ma anche rispetto ad altri porti adriatici), fosse perennemente impegnato ad affrontare emergenze. Il sistema del terminal lontano dalle navi è una soluzione di emergenza, anche disagevole, ad esempio. Ci vuole una nuova stazione marittima per crociere e traghetti.

Serve al più presto il nuovo Piano regolatore portuale, ma serve anche una presenza nella stanza dei bottoni dell’Autorità portuale di sistema svincolata dalle politiche locali. La scelta della carica numero due della Adsp, quella del segretario generale, da quanto si dice è fortemente condizionata dalla politica barese che ha già determinato lo scorso anno l’annullamento nella bozza di riforma della portualità le previsione di una sola authority per la Puglia, separando Taranto da Bari.

L’associazione degli Operatori portuali salentini (Ops) nell’incontro recente con il commissario straordinario al Comune di Brindisi, Santi Giuffrè, ha chiesto che si tenga conto nella nomina del segretario generale della Adsp di questa esigenza non di favoritismo per il porto di Brindisi, ma di garanzia per il giusto ruolo che gli compete, e questo non può avvenire se la designazione risponderà ad equilibri sanciti dalla maggioranza in carica nel capoluogo di regione.

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