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Il sindaco va da ministro: vuole i porti di Brindisi e Taranto uniti

Aveva lasciato il tavolo del Comitato portuale l'1 luglio, senza restare a combattere, perchè non era stata accolta la sua proposta di rinvio della discussione sulla concessione Grimaldi in attesa che si insediasse il nuovo consiglio comunale

BRINDISI - Aveva lasciato il tavolo del Comitato portuale l'1 luglio, senza restare a combattere, perchè non era stata accolta la sua proposta di rinvio della discussione sulla concessione Grimaldi in attesa che si insediasse il nuovo consiglio comunale, per una valutazione collegiale su quella richiesta. Nessun consiglio comunale ha dato mandato al sindaco Angela Carluccio di recarsi a Roma assieme al sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, per chiedere al ministro Graziano Delrio l'accorpamento dei porti delle due città, in alternativa all'Autorità unica di sistema Bari, Brindisi, Manfredonia, Monopoli e Barletta. A meno che un'assemblea - peraltro disertata da molti - non valga quanto un deliberato delle assise cittadine.

Questione di fretta, e questione di vecchi progetti covati a lungo proprio dall'area centrista cui Angela Carluccio appartiene, guidata dall'imprenditore di Francavilla Fontana, ex presidente della Provincia e attuale presidente dell'Invimit, Massimo Ferrarese, e dall'entourage brindisino del presidente dell'Asi, Marcello Rollo. Ricordate la storia degli accopramenti tra province? Brindisi meglio con Lecce, o meglio con Taranto? O con Taranto e Lecce insieme? Alla fine tanto chiasso per nulla: le Province scompariranno, e in malo modo perchè l'iter di accompagnamento a questa mutazione del governo del territorio si rivela sempre più trascurato, accidentato e non sostituito dalla nascita delle associazioni tra Comuni.

Qualcuno vuole far sposare ora il porto di Taranto con quello di Brindisi, due strutture che non hanno mai avuto relazioni commerciali e vocazioni coincidenti. Brindisi oggi alla ricerca del recupero di un ruolo nel traffico con l'area balcanica e del rientro nella Dorsale Baltico-Adriatica, Taranto piegata dall'errore di essere diventato mono-dipendente da quella Evergreen che a un certo punto se ne è andata stroncando il traffico container e lasciando in banchina senza lavoro centinaia di lavoratori del terminal. Un fattore comune? Il traffico dei prodotti chimici, e del carbone, sullo Ionio per l'Ilva, e a Brindisi per l'Enel.

Insomma, un osservatore esterno non potrebbe non vedere che si tratta di due criticità alla ricerca di soluzioni. Ma per il sindaco Angela Carluccio, che questa volta non sente il bisogno del confronto del consiglio comunale, la scelta giusta è Brindisi e Taranto insieme, e questo hanno prospettato la ministro dei Trasporti: "L'incontro, molto cordiale, è avvenuto quest'oggi presso la sede del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a Roma. I porti di Brindisi e Taranto costituiscono realtà contigue fortemente legate tra loro e perfettamente complementari, il primo per altro orientato sul traffico crocieristico, il secondo su quello dei container", dice la nota del Comune di Brindisi.

Traffico crocieristico? "Altri enti primari, quali le Camere di Commercio, stanno già procedendo all'accorpamento rendendo quindi più agevoli la pianificazione e l'esecuzione di politiche di sviluppo dei due porti in sintonia", annuncia il sindaco. Sarebbe stato meglio precisare che parliamo di altre realtà di cui è stato deciso lo scioglimento. "Carluccio e Stefano hanno sottolineato che dar vita a una piattaforma ionico-salentina non farebbe che alimentare le potenzialità di un'area che vive già grandi omogeneità nel campo delle ricchezze storiche, artistiche, culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche".S

"Sull'altro fronte Bari manterrebbe comunque un ruolo rilevante grazie alla presenza dei porti di Barletta, Manfredonia e Monopoli", ringraziando a non finire i brindisini per aver loro lasciato mano libera nei traffici con Grecia, Albania, e Turchia, andrebbe aggiunto. "Il ministro Delrio ha ascoltato con attenzione le richieste dei due sindaci pugliesi assicurando che saranno prese celermente in esame". 

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