Giovedì, 28 Ottobre 2021
Economia

Il tentativo di spostare il tracciato del gasdotto diventa scontro politico

Se il consorzio Tap avesse trovato tecnicamente più praticabile ed economicamente più conveniente individuare in provincia di Brindisi il punto di approdo del gasdotto sottomarino tra Albania e Puglia, avrebbe scelto Brindisi

Se il consorzio Tap avesse trovato tecnicamente più praticabile ed economicamente più conveniente individuare in provincia di Brindisi il punto di approdo del gasdotto sottomarino tra Albania e Puglia, avrebbe scelto Brindisi. Qui, negli anni della valutazione condotta da Tap per stabilire il sito più idoneo, il consorzio internazionale incontrò amministratori, associazioni, giornalisti. E trovò solo un no degli ambientalisti circoscritto all’ipotesi di approdo in zona acque chiare, perché il gasdotto avrebbe influenzato lo sviluppo turistico-residenziale di quella zona. Tutto sommato, un quisquilia rispetto alla battaglia condotta contro il rigassificatore British Gas.

Tutte le ipotesi di approdo del gasdotto TapPoi Trans Adriatic Pipeline ha cambiato i propri piani, scegliendo un punto di approdo prossimo a San Foca, in territorio di Melendugno. E da quel giorno i politici della provincia di Lecce, a turno, hanno cominciato a premere per spostare nuovamente verso Brindisi il tracciato del gasdotto. Come quasi sempre, dietro il tentativo di regalare a un territorio vicino ciò che non si vuole in casa propria, ci sono scarsissime argomentazioni tecniche. Non si comprende in che modo l’Italia possa, dopo gli annunci dei mesi scorsi del governo Renzi sulla conferma del sito di San Foca, possa buttare all’aria un paio d’anni di lavoro degli ingegneri di Tap che hanno effettuato le prospezioni subacquee e terrestri per il gasdotto. (Nella foto, le ipotesi Brindisi scartate anni fa, e il tracciato su San Foca del gasdotto)

Tap è un’opera strategica per l’Unione europea, e il governo italiano è già alle prese con la grana del raddoppio del gasdotto Snam Brindisi-Minerbio per poter veicolare verso il principale snodo nazionale della rete gas verso il resto d’Europa il metano dei giacimenti del Caspio che passerà il Canale d’Otranto attraverso la conduttura del consorzio elvetico-tedesco-norvegese, per potersi permettere anche uno stop o un allungamento dei tempi in Puglia. Questo dice la logica, ma la Regione Puglia andrà comunque a Roma ad accompagnare la delegazione di San Foca e della Provincia di Lecce a incontrare il governo. (Il Tracciato del gasdotto Tap tra Albania e San Foca)

Alle polemiche risponde oggi l’assessore regionale all’Ambiente, Lorenzo Nicastro. “E' francamente incomprensibile come, ancora, si continui a tentare di far passare notizie che non corrispondono al vero in relazione alle richieste formulate dalla Regione Puglia nell'incontro a Roma di mercoledì scorso sulla vicenda Tap. La posizione della Puglia è stata quella di chiedere in una sede 'istituzionale' che si tenesse conto delle voci che si levano dai territori, che si prendessero in considerazione le eccezioni tecniche sollevate nei pareri Via regionali in ordine agli impatti ambientali e alle questioni di sicurezza sin dal 2013”, dice Nicastro.

Lorenzo NicastroNon abbiamo proposto localizzazioni alternative, come qualcuno tenta di far passare, abbiamo chiesto – sottolinea l’assessore all’Ambiente della giunta Vendola - che si avviasse una procedura di confronto con i territori, per un approdo diverso da San Foca, partendo, come era logico, dalle altre ipotesi analizzate dal proponente all'interno della procedura di Valutazione ambientale. E' del tutto evidente che la nostra proposta mira proprio a restituire spazi di confronto tra le istituzioni, prima tra tutte quelle locali”. (Nella foto, Lorenzo Nicastro)

Uno che non la pensa come lui è Pino Romano, il capogruppo regionale del Pd, che è stato anche sindaco di San Pietro Vernotico, nel cuore del territorio che potrebbe rappresentare una alternativa a San Foca (anche se già scartato da Tap come punto d’approdo pochi anni fa, e parliamo di lendinuso, mentre le altre opzioni erano Cerano, zona industriale, e Acque Chiare). “Quali sono le risorse concrete che il territorio di approdo del gasdotto Tap dovrà ottenere per il risanamento ambientale, e quali sono le ricadute occupazionali documentabili. Sono questi i temi che oggi si devono mettere sul tavolo mentre qui si gioca a fare la guerra fra territori che vengono messi strumentalmente in contrapposizione tra loro”, protesta Romano.

“Un atteggiamento, questo, che non porta da nessuna parte e che fa solo perdere occasioni potenzialmente positive alla Puglia. Si continua a perdere tempo. Apprendiamo infatti dalla stampa che mercoledì prossimo a Roma i rappresentanti del governo e quelli della Regione Puglia – ricorda il capogruppo regionale del Pd - torneranno a riunirsi con i rappresentanti della Provincia di Lecce e del Comune di Melendugno. All’incontro interverrà anche l’amministratore delegato di Tap Italia, Giampaolo Russo. La cosa assurda è che la Regione non abbia invitato a questo tavolo, al quale si discuterà di approdi alternativi a quello di San Foca, né i rappresentanti della provincia di Brindisi né quelli del Sud di Lecce (Trepuzzi, Squinzano, ecc. ecc.), ovvero dei territori individuati dalla Regione Puglia come approdi alternativi”, polemizza Romano.

Pino Romano“Ma a che gioco stiamo giocando? Se il governo dirà sì all’approdo nella provincia di Brindisi cosa farà la Regione, si confronterà a posteriori con questi territori, trascinando la decisione all’infinito? Sono tutti interrogativi ai quali, forse, si cerca di non rispondere rimandando tutto a un meccanismo ideologico che contrappone il no della Puglia al sì del governo”, si chiede Pino Romano. “E quindi a una guerra Puglia - resto del mondo che trova le sue radici in quella che qui si combatte in trincea, tra i territori. (Nella foto, Pino Romano)

Romano non rinuncia a ricordare al presidente Nichi Vendola le battaglie condotte contro il rigassificatore di Brindisi, territorio invece cui oggi la Regione Puglia pensa di “regalare” il gasdotto Tap per salvare invece San Foca: “La politica, di qualsiasi colore, che pensa che la malattia e la morte sono prezzi necessari del progresso – diceva Vendola per esprimere la sua contrarietà e la sua ‘guerra di pace’, ricorda Romano - è una politica che puzza di morte e che va sconfitta dalla politica che parla di vita. Se pensano di vincere la partita – aggiungeva Vendola - con un’autorizzazione come quella che può giungere dal ministero dell’Ambiente, si stanno illudendo. Brindisi diventerà per loro come le sabbie mobili. Perché tutti gli enti, sicuramente la Regione, sicuramente il Comune ma penso anche la Provincia, daranno vita ad azioni concrete, anche in sede giudiziaria, per impedire alla Brindisi Lng di fare ciò che la città non vuole”. “Mi domando: ma da allora che cosa è cambiato?”, conclude Romano.

Anche il senatore del Pd di Brindisi, Salvatore Tomaselli, critica il percorso intrapreso dalla Regione Puglia, e considera già chiusa la procedura per lo sbarcoi del gasdotto a San Foca, e ogni tentativo di riaprire la partita deleterio per i tempi di realizzazione di un'opera strategica. "Sulla vicenda del progetto per la realizzazione del gasdotto Tap torna in questi giorni il balletto delle polemiche sulla localizzazione dell'approdo dopo che la Regione Puglia ha improvvidamente rilanciato il tema della individuazione di un nuovo sito tra Brindisi e Lecce. Si é giunti addirittura ad indicare tre località alternative, senza che, del tutto inopinatamente, si avesse il buongusto non dico di concordare ma almeno di avvisare quelle comunità locali e le loro istituzioni", osserva Tomaselli.

Il senatore Salvatore TomaselliPoi la critica si fa più dura: "Una iniziativa irresponsabile perché alimenta ancora demagogicamente l'idea che si possa per davvero a questo punto scegliere un sito alternativo a quello di San Foca. Una scelta che è il risultato dell'attività di indagine tecnico-scientifica svolta tra il 2003 e il 2011 e che ha portato a individuare l'area dell'attuale approdo, San Foca, quale soluzione ottimale in termini di fattibilità? tecnica, di sicurezza e di impatti ambientali, socio-economici, nonché sull'uso del suolo e sul patrimonio storico-culturale. Un sito che non interferisce con le aree protette in mare e sulla terra e il tracciato onshore indicato si trova in aree agricole e non urbanizzate". (Nella foto, Salvatore Tomaselli)

"Tale scelta ha prodotto un progetto che dopo un lungo iter istruttorio ha acquisito lo scorso anno il parere positivo del comitato nazionale Via. La Regione Puglia, legittimamente, per quanto a mio parere del tutto demagogicamente, ha negato - prosegue Tomaselli -  il concerto per il rilascio dell'autorizzazione integrata, ultimo atto del lungo iter procedurale. La stessa Regione ha inteso accompagnare tale posizione con la richiesta di riesame del sito: una scelta che, ove accolta, porterebbe ad azzerare l'iter finora seguito e, quindi, il progetto redatto su cui c'è stata l'espressione favorevole di VIA e porterebbe, sostanzialmente, a riaprire un nuovo procedimento istruttorio e valutativo".

"Una ipotesi che allungherebbe i tempi di cantierizzazione dell'opera, prevista per l'inizio del 2016, di almeno due anni. Una prospettiva, ovviamente, non sostenibile dall'Italia - sostiene il senatore del Pd - che ritiene tale infrastruttura strategica perchéé diversifica i mercati di provenienza per l'approvvigionamento del gas, la principale fonte energetica che viene utilizzata nel nostro paese. Ed insostenibile anche per il Consorzio che sta realizzando il gasdotto e per i vari paesi coinvolti che, nel caso in cui l'Italia decidesse di mettere in discussione l'attuale progetto approvato, hanno già avanzato l'ipotesi di spostare il percorso del gasdotto utilizzando la dorsale balcanica". Il percorso del gasdotto Tap nei Balcani

"Per tali ragioni sono convinto che l'iter debba essere concluso e sono certo che lo sarà perché siamo di fronte ad un'opera di cui il nostro paese ha fortemente bisogno per i prossimi decenni e sono convinto, altresì, che si tratti di una infrastruttura del tutto sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale. Argomenti di grande rilevanza per il futuro del nostro Paese che sono ben noti anche ai tanti esponenti politici pugliesi che su questa vicenda da tempo continuano a dare pessima prova, rinunciando alla prima qualità che dovrebbe avere chi ha davvero a cuore gli interessi generali e non le proprie carriere: ovvero raccontare la verità, usare lo stesso linguaggio a Melendugno, a Bari e a Roma, discutere con serietà, rigore e competenza, rifuggire da inutili e deleteri atteggiamenti demagogici, insomma agire con l'etica della responsabilità mettendoci la faccia anziché sollecitare reazioni istintive ed emotive dell'opinione pubblica. Ma comincio a dubitare che ciò possa ancora accadere", conclude Salvatopre Tomaselli. (Nella foto, il percorso di Tap in Grecia e Albania)

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