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Impianto di Cdr e discarica di Autigno: convocato un tavolo a Bari

Il sindacato Cobas incontrerà venerdì mattina la task force regionale e i responsabili del settore, per discutere dei lavoratori ex Nubile

BRINDISI - Il destino dei lavoratori ex-Nubile ed Elettrogas, senza alcun sussidio da un anno, sarà l’argomento di un tavolo convocato per domani (venerdì 22 giugno) presso la presidenza della Regione Puglia, a Bari, dove il sindacato Cobas incontrerà la task force regionale per le emergenze occupazionali,  in presenza dell’ingegnere Barbara Valenzano, responsabile per la Regione del ciclo dei rifiuti, del commissario prefettizio di Brindisi, Santi Giuffrè, e  del Commissario ad Acta per il servizio di gestione del ciclo dei rifiuti, Gianfranco Grandaliano. Nel corso dell’incontro si parlerà della discarica di Autigno e nell’impianto di Cdr in contrada Pandi.

"Lo scopo dell’incontro – si legge in una nota a firma del segretario provinciale del sindacato Cobas, Roberto Aprile - è quello di perseguire il rispetto degli accordi fatti quasi tre anni fa in sede regionale  in cui si sanciva il loro ritorno a lavoro anche per lavori di ripristino degli impianti del Cdr e degli interventi di bonifica della discarica di Autigno”.

“Non sottacendo che gli interventi di bonifica e messa in sicurezza della discarica di Autigno – prosegue Aprile - li riteniamo completamente insufficienti. Hanno pesato come un macigno i diversi sequestri degli impianti da parte della magistratura che fanno il paio con i ritardi della Regione Puglia , la quale sta varando solo adesso il piano regionale dei rifiuti”. Aprile ricorda come la questione sembrava fosse risolta tre anni fa, “con l’affidamento dell’impianto di Cdr all’Amiu, la municipalizzata dei rifiuti di Bari , cosa poi improvvisamente scomparsa”.

“I lavoratori sono addirittura sotto processo  - ricorda il sindacalisti – con l’accusa di aver bloccato l’ingresso a lavoratori e mezzi provenienti da Bari per conto dell’Amiu, i quali venivano a togliere i  rifiuti rimasti accatastati dopo il sequestro giudiziario”.

A detta del Cobas, “l’impianto di Cdr deve essere necessariamente ripristinato per  trattare a Brindisi il rifiuto indifferenziato chiamato tal quale, che permette una serie di vantaggi ambientali, recupero di frazioni , diminuzione di volume dei rifiuti con la tritovagliatura”. “Di questo impianto la provincia di Brindisi ne ha assolutamente bisogno perché Brindisi e molti comuni della provincia sono  costretti a mandare i rifiuti fuori con notevole aggravio di costi per le tasche dei contribuenti”.

Di primaria importanza è ovviamente l’aspetto occupazionale, “perché  i lavoratori sono senza nemmeno il sussidio  di disoccupazione da oltre un anno. Il Sindacato Cobas si sta disperando da anni per arrivare ad un incontro regionale dove poter costruire un percorso che porti alla soluzione del problema occupazionale”.

“Riteniamo positiva invece  la nascita nella stessa discarica di Autigno del trattamento del percolato – afferma Aprile - che rimosso dal sottosuolo può aiutare anche a far riprendere il funzionamento  dell’impianto del recupero del gas”.

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