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Inceneritore e fanghi, parla Rollo

BRINDISI - Riceviamo dal presidente del Consorzio Asi di Brindisi, e pubblichiamo per dovere di cronaca, una risposta al nostro articolo del 6 settembre sulla vicenda della piattaforma di trattamento dei rifiuti speciali Asi di Brindisi.

BRINDISI - Riceviamo dal presidente del Consorzio Asi di Brindisi, e pubblichiamo per dovere di cronaca, una risposta al nostro articolo del 6 settembre sulla vicenda della piattaforma di trattamento dei rifiuti speciali Asi di Brindisi. La risposta non risolve le nostre e le altrui perplessità, e vorremmo capire meglio cosa vuole dire "proponendo, in luogo degli impianti integrativi in precedenza previsti dal progetto Casmez, una linea per il trattamento dei fanghi provenienti dagli impianti civili, impianti simili a quello situato proprio a margine della piattaforma e gestito da Aqp".

Significa che Asi e Termomeccanica abbandonano il progetto di revamping dell'inceneritore, del trattamento delle acque reflue e quello dell'ampliamento della discarica ex 2C, per concentrarsi solo su quello del trattamento dei fanghi? Il passaggio non è chiaro, salvo ulteriori precisazioni da parte dell'Asi. Ma capiremo di più in sede di incontro in prefettura.

Il nostro articolo metteva infatti in luce come la Provincia abbia varie volte sollecitato ad Asi adempimenti per le procedure autorizzative riguardanti il termodistruttore e l'inceneritore, ed abbiamo invece precisato che gli adempimenti per il nuovo progetto di trattamento dei fanghi sono regolari tanto è vero che è in corso la conferenza dei servizi. Riguardo invece la storia dell'impianto, Marcello Rollo dimentica che è stato a suo tempo sottoposto a sequestro penale e a perizia di ufficio dalla procura della Repubblica. Inoltre ritardi di mesi dei bollettini postali sono rari anche in Italia, ammesso che qualcuno spedisca così versamenti da decine di migliaia di euro. Ecco, tuttavia, la nota del presidente Asi.

In relazione all’articolo pubblicato da Brindisi Report il 6 settembre u.s. dal titolo “Il gioco delle responsabilità e la verità degli atti ufficiali” ritengo necessario chiarire quanto segue. La piattaforma per il trattamento rifiuti industriali è un opera voluta e finanziata dalla Stato che, tramite la Cassa per il Mezzogiorno, programmò e finanziò l’impianto che ha funzionato sino al 2008, anno in cui il gestore pro tempore Veolia inizio la propria politica di disimpegno dalle attività intraprese in Italia.

L’impianto è stato condotto nel rispetto di tutte le autorizzazioni di legge ed ha operato per conto di numerosi operatori privati oltre che di soggetti pubblici. A seguito del disimpegno di Veolia il Consorzio Asi si è attivato per individuare, a mezzo di procedura di evidenza pubblica, un nuovo gestore che rilevasse l’impianto, rifunzionalizzandolo nel rispetto delle migliori tecnologie disponibili, per tre fini:

- continuare a fornire un servizio alle industrie a prezzi trasparenti;

- evitare l’abbandono ed il degrado di un patrimonio impiantistico pubblico;

- salvaguardare il posto di lavoro di maestranze specializzate;

- continuare a dare possibilità di lavoro ad un indotto non trascurabile di manutentori, tecnici, vigilanti ecc.

Per il delicato aspetto occupazionale la gara per la gestione fu espressamente richiesta dal tavolo apertosi con le Istituzioni, Confindustria ed organizzazioni sindacali presso la Prefettura di Brindisi nel 2009.

Il nuovo soggetto Gestore, Termomeccanica Ecologia, individuato a seguito di procedura di evidenza pubblica, ha presentato un progetto di rifunzionalizzazione degli impianti , proponendo, in luogo degli impianti integrativi in precedenza previsti dal progetto Casmez, una linea per il trattamento dei fanghi provenienti dagli impianti civili, impianti simili a quello situato proprio a margine della piattaforma e gestito da Aqp. E’ stata mia cura presentare pubblicamente questi progetti ai soci istituzionali del Consorzio (Comune di Brindisi e Provincia) che con i propri rappresentanti hanno apprezzato l’azione del Consorzio, condividendo la trasparenza di ogni sua azione a riguardo.

Per tale ragione spiace che qualcuno alimenti l’idea che vi sia in atto un conflitto tra Consorzio e Provincia e che siano, per questo, strumentalmente utilizzati i lavoratori. Il Consorzio non si è sottratto ad alcuna della procedure autorizzative richieste né è pensabile che possa essere il presunto ritardato versamento di un bollettino postale a bloccare delle autorizzazioni così rilevanti. Se una critica proprio ora deve essere mossa, rammento che è stato necessario adire il competente Tar di Lecce per dirimere una preliminare controversia insorta circa la titolarità del procedimento di Autorizzazione Integrata Ambientale, risoltasi con una sentenza che ha riconosciuto la Provincia di Brindisi quale titolare del procedimento, ma che, purtroppo, ha fatto perdere inutilmente parecchi mesi.

Allo stato attuale e’ stata avviata la procedura di Via regionale , come richiesto dalla Provincia di Brindisi nell’ambito della procedura Aia, e si è già svolta la prima conferenza di servizi sulla linea di trattamento fanghi. Si attende, pertanto, l’esito di tale ultimo procedimento, che qualora si concludesse positivamente, consentirebbe l’apertura del cantiere, in attesa della più lunga procedura di competenza regionale. In tale quadro non vi è alcun interesse da parte del Consorzio , né da parte del gestore Termomeccanica di introdurre elementi conflittuali di alcun genere, tantomeno fomentando i lavoratori.

Quanto sopra nella certezza che la trasparenza negli atti autorizzativi ed il pieno rispetto delle norme in vigore siano indispensabili per il prosieguo di un attività industriale guardata, giustamente, con molta attenzione, per tutte le implicazioni alla stessa correlate ma che, se correttamente condotta, può costituire la più valida risposta delle istituzioni al preoccupante fenomeno della discarica abusiva dei residui delle lavorazioni industriali. E’ forte l’auspicio che le procedure intraprese di Aia e Via si possano concludano in modo lineare, trasparente e, per quanto possibile, celere. Esse sono, infatti, la garanzia che le attuali normative prevedono a tutela della salute dei cittadini e nel contempo delle attività industriali ed anche degli stessi lavoratori. (Marcello Rollo)

 

 

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