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Lavoratori Dcm: primi passi verso il rinnovo della cassa integrazione

Ieri incontro presieduto dal sindaco di Brindisi. Emendamento da presentare entro l’avvio della discussione parlamentare della legge di bilancio

BRINDISI - A livello istituzionale e sindacale si muovono i primi passi per il rinnovo della cassa integrazione dei 74 lavoratori della ditta Dcm (ex Gse), a rischio licenziamento a partire da aprile 2022. Indicazioni confortanti sono arrivate da un incontro in video conferenza che si è svolto ieri (lunedì 18 ottobre) presso il Comune di Brindisi, in presenza del sindaco Riccardo Rossi, dei segretari delle organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Fismic, Ugl, Cobas, e di una delegazione dei cassintegrati Dcm. 

Sono intervenuti anche il deputato Marco Lacarra, segretario regionale del Pd e componente della commissione "Lavoro" alla Camera dei deputati, e il liquidatore della Dcm. L’iter per la proroga di un anno degli ammortizzatori sociali era in realtà stato avviato nei giorni scorsi dai deputati Mauro D’Attis (Forza Italia) e Luca Aresta (Movimento 5 stelle) promotori prima di una lettera inviata al ministro del Lavoro, Andrea Orlando, e poi di una ordine del giorno, depositato lunedì alla Camera, che impegna il governo ad attivarsi per la concessione dell’agognato rinnovo. Gli stessi deputati hanno preso parte all’incontro svoltosi ieri.

“Lacarra – dichiara il segretario generale della Fiom Cgil Brindisi, Angelo Leo - dopo il continuo contatto diretto con il sottoscritto, ha spiegato che bisogna presentare un emendamento alla legge esistente per il prolungamento degli ammortizzatori sociali”. 
In avvio di riunione, il presidente della task force regionale per le emergenze occupazionali ha proposto di presentare, all’unisono, un emendamento al parlamento per dare la possibilità di avere ulteriori 12 mesi di cassa integrazione. Da quanto si apprende da una nota della Fiom Cgil a firma di Angelo Leo, il liquidatore ha dato la propria disponibilità “a dar seguito a tale emendamento soltanto se i cassintegrati Dcm avessero ritirato il ricorso depositato presso il tribunale di Brindisi, poiché a suo dire le risorse economiche dell’azienda sono sufficienti soltanto a far fronte al contributo che l'azienda versa per la possibile proroga della cassa e non può far fronte all'azione legale”. 

Sindacati incontro Dcm  2-2

L’ipotesi di un accordo di questo tipo è stata però respinta dal sindaco, il quale ha rimarcato che l’eventualità di un ritiro dell’azione legale potrà essere presa in considerazione a seguito della messa in sicurezza dei lavoratori, a condizione che non che non si parli di licenziamenti. Il segretario della Fim, Michele Tamburrano, a nome di tutte le segreterie presenti, ha sostenuto che non poteva essere un anno di cassa integrazione a far fare il passo indietro ai cassaintegrati per il ritiro del ricorso. L’azienda è stata invitata a partecipare al tavolo di trattativa e a presentare soluzioni. Il fronte sindacale ha inoltre rimarcato come in questi giorni si stiano verificando delle problematiche riguardanti “il ritardo della cassa integrazione, l’omissione di pagamento al fondo metasalute, periodi non quotati ai fondi complementari, mancata corresponsione degli assegni familiari di agosto, la corresponsione di tre giorni di cassa integrazione di giugno”.

L’obiettivo, adesso, è quello di presentare l'emendamento in tempo utile affinché se ne discuta in occasione della prossima convocazione parlamentare per la discussione della legge di bilancio. “Dopodiché – chiarisce Angelo Leo - una volta avuta la certezza dell’approvazione dell'emendamento, si potrà aprire il confronto tra le parti”.

“I cassintegrati Dcm Brindisi – prosegue Leo - sono soddisfatti del primo passo in avanti che si sta facendo per la proroga della cassa integrazione, ribadendo inoltre che il ritiro del ricorso avverrà soltanto a fronte del ritiro del licenziamento, che potrà dar modo finalmente di rientrare nel perimetro Dema, come da accordi sottoscritti nel 2018. Consapevoli che la strada è in salita, consapevoli che soltanto con l'unità e l'autorevolezza di chi oggi sta tutelando i lavoratori potranno portare dei risultati, attendiamo l'esito dell'emendamento e successivamente ci incontreremo per gli aggiornamenti. Inoltre - conclude Leo - per quanto riguarda il ricorso è già stato assegnato il giudice, stiamo aspettando che ci dicano giorno dell'udienza. Nessun passo indietro”. 

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