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Cessione Versalis a un fondo americano: incontro a Roma col ministro Guidi

Si è parlato pure del futuro del petrolchimico di Brindisi nel corso di un incontro sul piano industriale di Eni, e in particolare sulla cessione della controllata Versalis al fondo americano Sk-Capital, che si è svolto stamani presso la sede del ministero dello Sviluppo Economico

BRINDISI – Si è parlato pure del futuro del petrolchimico di Brindisi nel corso di un incontro sul piano industriale di Eni, e in particolare sulla cessione della controllata Versalis al fondo americano Sk-Capital, che si è svolto stamani presso la sede del ministero dello Sviluppo Economico. Da quanto si apprende da agenzie di stampa, il ministro Federica Guidi ha affrontato la questione, fra gli altri, con i rappresentanti delle Regioni Emilia Romagna, e Lombardia.

Oltre allo stabilimento di Brindisi, si è parlato anche di altri sette siti produttivi di Eni: Porto Marghera, Ferrara, Mantova, Ravenna , Priolo, Ragusa, Porto Torres. La decisione del gruppo dirigente di Eni di cedere a un gruppo straniero il settore della chimica ha messo in agitazione le organizzazioni sindacali, mai del tutto persuase dai paletti per la vendita di Versalis posti dall’amministratore delegato del colosso energetico, Claudio Descalzi.

“Per cinque anni  - dichiarò il manager lo scorso gennaio - la società deve restare nel suo perimetro, per tre anni non ci devono essere tagli al personale, l’ad deve restare quello attuale e Versalis deve restare italiana”. Il nuovo investitore dovrebbe rilevare almeno il 70 per cento della società e fornire capitale per 1,2 miliardi necessario per passare alla chimica verde. 

In pole positio c’è dunque Sk Capital. Da quanto riportato dalla testata online specializzata Formiche.net in un articolo firmato da Michele Arnese e Laura Magna, si tratta di “un fondo di proprietà di Barry Siadat e Jamshid Keynejad, rispettivamente presidente e managing director, con sede a New York: ha 18 dipendenti (10 assunti nel 2015), ha una capitalizzazione totale di 1 miliardo di dollari totalmente impegnati in 8 aziende partecipate quasi tutte di piccola dimensione”. 

Sk Capital è attivo soprattutto in America. “Siadat  - riporta ancora Formiche.net - ha lavorato per 37 anni nell’industria chimica sedendo nei boar di diverse società specializzate e ha due lauree, una in ingegneria chimica conseguita all’Università del Wisconsin e una in Ingegneria dei Polimeri dell’Università del Massachusetts. Dottorato in matematica con lode per Keynejad”.

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