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Brindisi ancora una volta esclusa: segretario calabrese per l'Adsp

Se le voci che circolano a Bari sono vere, ancora una volta le richieste del porto di Brindisi saranno ignorate. Il presidente dell’Adsp, Ugo Patroni Griffi, si appresterebbe a designare per l’incarico di segretario generale una professionista calabrese

Se le voci che circolano a Bari sono vere, ancora una volta le richieste del porto di Brindisi saranno ignorate. Il presidente dell’Adsp, Ugo Patroni Griffi, si appresterebbe a designare per l’incarico di segretario generale una professionista calabrese, Giovanna Chillà, avvocato e dal 2010 responsabile dell’ufficio legale dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro, e una degli otto aspiranti al ruolo secondo l’elenco trapelato nelle scorse settimane.

L’associazione degli Operatori marittimi salentini, che raccoglie agenti, spedizionieri, imprese portuali e tour operator di Brindisi e Otranto, aveva negli ultimi due mesi fatto pressing su Patroni Griffi e sulla politica regionale perché venisse riconosciuto il ruolo della nostra città nella rete dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale, precisando che non si trattava di una richiesta campanilistica, ma di una prova di riscatto e di rilancio dopo gli effetti negativi delle gestioni dell’authority brindisina dal 1995 in poi, sempre ad opera di una governance fatta di persone estranee al mondo del lavoro portuale e marittimo locale.

Eppure da Brindisi in tanti hanno preso molto, senza dare nulla in cambio. La storia si ripeterà? Le indiscrezioni dicono che la proposta di eleggere un professionista brindisino con esperienza specifica in portualità non è stata presa in considerazione (la Ops aveva indicato anche un nome, Nicola Zizzi, ex ufficiale delle Capitanerie di Porto, già presidente del Propeller e attuale dirigente del Comune capoluogo).

Ugo Patroni Griffi-6Proprio stamani il presidente dell’Adsp è stato a Brindisi per sugellare l’accordo con Marina Militare che riconsegna alla città e agli usi civili parte della banchina del Seno di Levante, una servitù che bloccava la circolazione di passeggeri e merci nel porto interno caduta in virtù della conclusione di un percorso cominciato tempo addietro. Ma sul piano pratico, Brindisi è fuori dalla governance effettiva dell’Autorità di sistema portuale (che mette in rete anche Bari, Manfredonia, Barletta e Monopoli).

Il rappresentante del Comune nel Comitato di gestione dell’ente infatti è una carica consultiva, perché la riforma assegna maggiori poteri ai presidenti delle nuove authority e agli stessi segretari generali. Un brutto segnale per Brindisi, se le anticipazioni dovessero trovare conferma, in uno scenario in cui questo territorio risulta fortemente in discussione.

Non bisogna dimenticare i segnali che giungono dal traffico aeroportuale (in realtà il segno meno nei voli nazionali non appare solo a settembre, ma da qualche tempo a questa parte), la querelle sui voli civili a Grottaglie, le incertezze sul futuro dei grandi insediamenti industriali, le scelte stesse della Regione Puglia di fronte alle emergenze in provincia di Brindisi: riorganizzazione delle strutture sanitarie, ciclo dei rifiuti, e appunto porto e aeroporto.

Non resta che attendere la comunicazione ufficiale della nomina del nuovo segretario generale. Se le indiscrezioni risulteranno confermate, i rapporti tra Adsp e operatori brindisini sono destinati ad un rapido raffreddamento. E non è detto che nella prossima primavera al Comune non si insedi una maggioranza tutt’altro che arrendevole in materia di porto e compatibilità urbanistiche.

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