Sabato, 12 Giugno 2021
Economia

"Industria del mare" a Brindisi: "Insediamento da 150 nuovi posti di lavoro"

Si tratta di un contratto di rete tra imprese impegnate nella cantieristica, retrofitting, decommissioning e in genere industria della Blue economy

BRINDISI – E’ nato oggi (giovedì 20 maggio) il distretto della "industria del mare", un contratto di rete tra imprese impegnate nella cantieristica, retrofitting, decommissioning e in genere industria della Blue economy. Il soggetto giuridico verrà costituito nei prossimi giorni e poi con le imprese del contratto di rete incontreremo gli enti locali e le categorie, ad iniziare dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e dall'assessore allo Sviluppo economico, Alessandro Delli Noci. 

“Un insediamento in area Zes – annuncia il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi - che può generare, nel breve termine, oltre 150 nuovi posti di lavoro. La prova empirica della correttezza degli scenari di probabilità su cui abbiamo costruito la nostra visione di porto. Una occasione per riqualificare il personale in uscita dalla Red economy. Grande attenzione da parte dei partecipanti alle opportunità aperte dalle nuove banchine di costa Morena e dalla Zona franca. Il futuro non è più quello di una volta (e per fortuna!)”. 

Si tratta di 7 aziende, del comparto della nautica e delle manutenzioni in generale, che assieme sviluppano un giro di affari per circa 17 milioni di euro e danno lavoro ad oltre 280 dipendenti:  Consorzio Cantieri Riuniti del Mediterraneo, Sea Event Agency, Tecnogal Service srl, Cannone Teodoro srl, Mps-Manufacturing Process Specification srl, Mts- Maintenance of Technological System, Naval Balsamo srl, Ditta Vito Capriati.

Gli obiettivi del Polo nautico di Brindisi sono numerosi e vanno dalla realizzazione di un centro di trasformazione e refitting per mega yacht e navi da diporto e di un centro di costruzioni navali; alla  progettazione, l’ampliamento e l’avviamento delle unità produttive esistenti, è prevista, inoltre, la creazione di un centro di manutenzioni meccaniche, un centro di costruzioni metalliche per installazioni offshore e un centro servizi.

“L’area Zes di Brindisi spicca il volo, commenta il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi. Prende vita un insediamento che può generare, nel breve termine, oltre 150 nuovi posti di lavoro. La prova empirica della correttezza degli scenari di probabilità su cui abbiamo costruito la nostra visione di porto. Un’occasione importante per riqualificare il personale in uscita dalla Red economy e da quel processo di transizione energetica  che già sta provocando rilevanti ripercussioni sociali e che bisogna assolutamente arginare, con programmi di sviluppo seri e con la promozione di progetti produttivi e nuovi modelli organizzativi”.

“La costituzione del Polo per l’Industria del mare a Brindisi, alla luce delle nuove dinamiche di sviluppo del territorio, muove dal nuovo e importante insediamento produttivo del Consorzio Cantieri Riuniti del Mediterraneo, nella convinzione che il settore, se opportunamente sostenuto e valorizzato, può rappresentare una concreta occasione di crescita nel campo economico e sociale, con importanti ricadute occupazionali-  commenta Giuseppe Meo, presidente del Salone Nautico di Puglia, coordinatore del progetto. Stiamo creando un network ad alta potenzialità di sviluppo e innovazione fra le aziende aderenti, puntando sulle infrastrutture, sulla ricerca, sull’apertura internazionale e sulla qualificazione del capitale umano. Realizzeremo, nelle aree già in concessione e che potranno essere messe a disposizione da Adspmam, un Polo integrato fra i più importanti nel Mediterraneo. Un ringraziamento particolare al presidente Patroni Griffi per aver colto il nostro invito e per la grande disponibilità dimostrata”.

Punto di forza dell’idea progettuale è la costituzione reale e permanente di una partenrship fra le imprese che operano nel porto di Brindisi, con l’investimento di circa 40 milioni di euro, realizzando un sistema strettamente integrato, finalizzato ad avviare attività di produzione, assistenza, manutenzione, rimessaggio, formazione e internazionalizzazione.

Articolo aggiornato alle ore 11 del 21 maggio (le imprese che partecipano al progetto)

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