Domenica, 17 Ottobre 2021
Economia

Trasporto delle merci: progetti in conflitto. Ma uno è già finanziato e appaltato

Quale deve essere lo snodo ferroviario per le merci della zona industriale e del porto di Brindisi? Il parco merci di Tuturano oppure la piastra logistica integrata retroportuale (Plir) che l’Asi vuole realizzare su suoi terreni nella zona industriale

BRINDISI – Quale deve essere lo snodo ferroviario per le merci della zona industriale e del porto di Brindisi? Il parco merci di Tuturano oppure la piastra logistica integrata retroportuale  (Plir) che l’Asi vuole realizzare su suoi terreni nella zona industriale e affidare a un operatore privato? Come spesso accade a Brindisi, i progetti sono due ma uno, quello collegato ai programmi pubblici, è già finanziato, ha una dotazione di 30milioni di euro ed è stato già appaltato. Quello dell’Asi non gode di alcun finanziamento perché il progetto è stato inserito in seconda fascia dal Ministero dei Trasporti, cioè dove i soldi non arriveranno mai.

Ma il presidente dello stesso Consorzio Asi nelle scorse settimane ha chiesto all’Autorità Portuale il finanziamento approvato il 20 ottobre scorso dal Comitato portuale, e il 10 agosto il commissario straordinario dell’ente ha dovuto firmare il decreto per assegnare la somma di 450mila euro al progetto della Plir su cui Marcello Rollo insiste. I soldi serviranno a concorrere alla progettazione della piastra logistica, che pare costi un milione circa. Il resto dovrebbe mettercelo l’Asi, ma la domanda è se saranno soldi spesi bene, vista la posizione assegnata al progetto stesso dal ministero.

Una portacontainer a Costa Morena Ovest-2Forse Rollo sperava mesi fa in “santi in paradiso” che al Ministero dei Trasporti non ci sono più, ed ora forse spera nel fatto che l’operazione della piastra logistica integrata retroportuale è stato inserita nella bozza dell’accordo di programma che Salvatore Tomaselli e Mimmo Consales vogliono firmare col governo Renzi. Fatto sta che nel frattempo sta andando invece avanti il progetto del raccordo ferroviario tra Costa Morena, viale Archimede e il parco merci di Tuturano, che è frutto di una concertazione preesistente tra vari enti del territorio società e agenzie pubbliche.

Proprio il 4 agosto il dirigente del Comune di Brindisi addetto al settore, Fabio Lacinio, ha firmato una determina che assegna a Snam, società Eni che gestisce anche le infrastrutture di trasporto degli idrocarburi, la somma di 750mila euro, prelevati dalla dotazione di 30 milioni di euro del progetto del raccordo ferroviario Costa Morena – Tuturano, affinché vengano progettate ed eseguite opere di eliminazione delle interferenze tra due metanodotti e i binari del raccordo, problema da risolvere con urgenza pena un ulteriore ritardo della realizzazione della bretella.

Malgrado tutto, questa è un’opera concreta, come già detto finanziata e già appaltata. Ora va realizzato un intervento imprevisto, una variante con opere di protezione e di un nuovo impianto di intercettazione "Pil" sul metanodotto "Allacciamento Enipower Brindisi DN 500- 75 bar" e metanodotto "Spina di Brindisi Dn 300 - 70 bar”. La consegna dei lavori del raccordo tra porto e zona industriale di Brindisi, e la linea ferroviaria Lecce-Bari all’altezza del Parco merci di Tuturano, al consorzio d’imprese Ecit vincitore della gara, era avvenuta il 7 gennaio 2014, dopo la determinazione del quadro economico definitivo, anche alla luce del ribasso di gara.

Una banchina a Costa Morena EstLa somma totale del progetto pari a 30.000.000,00 euro risulta finanziata per 16.558.000,14 euro con contributo PO-FESR 2007-2013 sulla linea di intervento 5.1, Azione 5.1.2, per 12.275.950,34 euro a valere sull’Accordo di Programma integrativo tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Regione Puglia , la Provincia di Brindisi, il Comune di Brindisi, l’Autorità Portuale ed il Consorzio Sisri (ora Asi) del febbraio 2006 e 1.166.049,52 euro a carico del Comune di Brindisi. Quindi non si può dire che una mano non sa cosa fa l’altra.

I 450mila euro concessi dall’Autorità Portuale per il finanziamento di un progetto di un altro ente furono oggetto di polemiche nella seduta del Comitato portuale del 20 ottobre 2014, quando qualcuno pose il problema della restituzione della somma in caso di mancata realizzazione dell’opera. Ma tutto è stato inquadrato nell’ambito di un protocollo in cui le parti rinunciavano al contenzioso sulla titolarità di alcune aree comprese nella zona di Costa Morena, di cui l’Asi rivendicava la competenza. Con il protocollo devono essere consegnate all’Autorità Portuale. E si tratta di aree demaniali destinabili alla retroportualità.  Quelle che l’Asi vuole destinare alla sua piastra logistica invece sono distanti da Costa Morena, e dovrebbero perciò esservi collegate da un raccordo ferroviario. Ma si sta già realizzando quello per il parco merci di Tuturano. Quindi, al di là delle parole, delle conferenze stampa, e degli annunci, non c’è in realtà alcun nuovo coordinamento sulla logistica delle merci, oltre quello affidato a suo tempo al Comune di Brindisi per il raccordo con Tuturano. E comunque tale compito non compete in alcun modo all’Asi.

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