Scioperi alla Federico II: "Rischi per la sicurezza dei lavoratori diretti dell'Enel"

"I lavoratori elettrici diretti non sono parte attiva delle varie manifestazioni e non si è in presenza di alcuno sciopero di solidarietà nel pieno rispetto della normativa vigente della Legge 146/90 e 83/2000 sugli scioperi del pubblico servizio”

BRINDISI – I lavoratori elettrici diretti della centrale Enel “Federico II” di Cerano rappresentati dai sindacati Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec "non sono parte attiva delle varie manifestazioni e non si è in presenza di alcuno sciopero di solidarietà nel pieno rispetto della normativa vigente della Legge 146/90 e 83/2000 sugli scioperi del pubblico servizio”. Lo chiariscono le segreterie e i coordinamenti territoriali dei sindacati attraverso una nota diramata oggi (11 maggio), giorno in cui quattro lavoratori dell’indotto coinvolti nel cambio d’appalto fra la Wcs e la Sea hanno occupato un balcone a una cinquantina di metri d’altezza, dopo aver presidiato per giorni, insieme ad altri colleghi accomunati dallo stesso destino, l’ingresso dello stabilimento.

I sindacati, a nome dei lavoratori elettrici “esprimono forte preoccupazione per quanto si sta determinando a seguito della contrazione delle commesse che rischiano di ridurre le attività lavorative per le ditte appaltatrici creando una vera e propria crisi economica ed occupazionale complessa, e allo stesso tempo manifestano vicinanza umana ai lavoratori e alle loro famiglia in preda allo sconforto per la possibile perdita del posto di lavoro che auspichiamo venga scongiurata”.  

Le manifestazioni e i presidi dei lavoratori dell’indotto, da quanto si legge nella nota sindacale, “non permettono un regolare e tranquillo accesso ai lavoratori Enel turnisti e giornalieri, obbligando di fatto l’Enel a formalizzare quotidianamente ad ogni cambio turno la lista del personale turnista per consentire il cambio ai lavoratori adibiti al regolare esercizio e al presidio degli impianti”.

“Questa condizione, di obiettivo impedimento al regolare svolgimento delle attività lavorative del personale Enel – proseguono le organizzazioni sindacali - conseguentemente determina da parte dell’Azienda l’esclusione di tutti gli altri dipendenti del sito produttivo, creando di fatto una condizione di assoluta insicurezza per la regolare gestione delle attività manutentive, di programmazione e attività di sfaff del sito".

Ad ogni modo i sindacati, per scongiurare il rischio di attriti fra i lavoratori, “hanno ritenuto opportuno già dai giorni scorsi, indirizzare il personale di tutto il sito Enel di Cerano, presso la sede Enel Produzione ‘palazzina sociale’ sita in via E. Fermi, dove insiste un marcatempo regolarmente abilitato al rilievo della presenza del personale, tale da garantire la sicurezza e l’incolumità delle persone”

Alla luce di tutto ciò, i sindacati ritengono indispensabile anticipare l’incontro già programmato per il giorno 15 p.v. utile a trovare intese per scongiurare l’utilizzo di ferie e/o permessi vari, provocando ricadute economiche negative sui dipendenti”

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