Sabato, 23 Ottobre 2021
Economia

Intervento/ "Contro il declassamento del porto l'unità degli operatori brindisini"

‘Leggo con dispiacere il ‘’defilarsi’’ , da parte del Commissario dell’Autorità Portuale di Brindisi, comandante Mario Valente, dal documento contro il declassamento del porto di Brindisi elaborato dai rappresentanti politici nazionali e regionali dell’intero arco costituzionale come riportato dalla stampa locale

Riceviamo e pubblichiamo il seguente intervento inviatoci da Adriano Guadalupi, agente marittimo, spedizioniere e tour operator brindisino, a proposito del declassamento del porto di Brindisi e della riforma del sistema delle autorità portuali.

‘Leggo con dispiacere il ‘’defilarsi’’ , da parte del Commissario dell’Autorità Portuale di Brindisi, comandante Mario Valente, dal documento contro il declassamento del porto di Brindisi elaborato dai rappresentanti politici nazionali e regionali dell’intero arco costituzionale come riportato dalla stampa locale. Comprendo benissimo la sua posizione istituzionale, e che non si possa parlare di “declassamento” in quanto il porto di Brindisi è vivo e funzionale, come dimostrano le statistiche dei traffici portuali di questi ultimi tre anni, al contrario di altri porti come Taranto e Bari. Bastava, invece della  posizione rigida presa dal comandante Valente, fare riferimento ai tanti interventi, miei e di altri componenti il Comitato portuale, per cercare di mediare le diverse posizioni, giungendo ad una delibera programmatica del Comitato stesso per evidenziare ancora una volta la specificità del porto di Brindisi.

Non è mai troppo tardi! Pur meritevole, l’iniziativa presa solo oggi non è sufficiente. Forse occorrono le barricate? Gli stessi rappresentanti istituzionali appena un anno fa erano felici e contenti della bozza di riforma a firma PD che sosteneva già in animo un declassamento del nostro porto a “direzione di scalo” nell’ambito dell'autorità portuale barese. Per una nazione come l’Italia, la cui economia può e deve diventare più forte se investe maggiormente sull’export, i porti sono infrastrutture essenziali alla competizione internazionale: gateway logistico – intermodali  per lo sviluppo sostenibile di un territorio; e Brindisi lo è sempre stata.

E visto che la bozza di ‘’governance Delrio’’ è oramai compromessa (vedi le posizioni assunte recentemente da Savona, Salerno, Ravenna ed altri),  rimanere “direzione di scalo” senza alcun potere ed autonomia, si tradurrà in un modello funzionale del tutto incoerente  con le esigenze  di gestione della complessità, tipica degli scali rilevanti, come lo è quello di Brindisi. Se il progetto era e rimane questo, cioè declassare Brindisi a favore di Bari oppure di Taranto, diventa urgente una convocazione del Comitato Portuale per far fronte a questa nuova mistificazione dei dati dei traffici, di banchine e soprattutto di aree retroportuali di Brindisi, non secondo a nessuno in ambito meridionale.

Ultimamente, il ministro Delrio ha affermato che la Puglia ha un sistema portuale di assoluta rilevanza e quindi che le Authority di sistema siano due o una ( perché non tre?) non è un problema. Il problema è riempire i porti di lavori e di economia perché la Puglia può, attraverso i suoi porti, avere uno sviluppo molto importante. Se questa vision era possibile accettarla un anno fa, oggi noi operatori, affermiamo che questo non debba e non dovrà  accadere a discapito solo di Brindisi; e in tante occasioni di dibattito, convegni e chiarimenti ministeriali in cui si sottolineava l’autonomia per Brindisi, forse vi era un chiaro “conflitto d’interessi”da parte di altri partner pugliesi!

Fedespedi condivide appieno il documento contro il declassamento del Porto di Brindisi e si augura una forte sensibilizzazione di tutti gli operatori e associazioni di categoria per rimarcare  ancora una volta che Brindisi e il suo porto non possono rimanere a ruota  di altre realtà pugliesi. (Adriano Guadalupi - rappresentante Fedespedi)

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