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Intervento/ Porticciolo, inascoltati i richiami dei revisori

De profundis per la società Bocca di Puglia spa. Nata sotto i migliori auspici e con progetti di altissimo profilo per le sorti di Brindisi ed in generale del basso Adriatico, ha dovuto registrare da subito condizionamenti che ad oggi non sono assolutamente comprensibili: un  enorme capannone, per rimessaggio e per lavori di qualsiasi genere per imbarcazioni  di diversa stazza

BRINDISI - De profundis per la società Bocca di Puglia spa. Nata sotto i migliori auspici e con progetti di altissimo profilo per le sorti di Brindisi ed in generale del basso Adriatico, ha dovuto registrare da subito condizionamenti che ad oggi non sono assolutamente comprensibili: un  enorme capannone, per rimessaggio e per lavori di qualsiasi genere per imbarcazioni  di diversa stazza, è rimasto da sempre inutilizzato quando, invece, avrebbe ed ha ancora la possibilità di offrire tante occasioni di lavoro.

Tralasciando i costi ingenti sopportati dal Comune come ad esempio lavori esterni alla costruzione pari ad un miliardo delle vecchio conio, la gestione del porticciolo turistico segna una perdita pari a  297.052 euro al 31 dicembre 2014 a seguito della contrazione dei “caratteristici” ricavi, ma ancor più della lievitazione degli interessi maturati sul debito verso la  società Igeco, che è l'azionista di maggioranza creditore della somma di  3.770.448 per forniture eseguite nel corso dei lavori di realizzazione della struttura del porto turistico di stazionamento:  se la predetta società dovesse procedere azionando un decreto ingiuntivo per il recupero di detto credito nei confronti dei soci quali le conseguenze contabili al bilancio comunale? 

La riduzione del capitale societario di oltre un terzo per le continue perdite, arrivate a quota 687.726 euro, pone il Comune di fronte alla obbligatoria decisione circa il rispetto della norma per la copertura del debito e per questo  che aveva deciso di fare un passo indietro cedendo le proprie quote senza, però, ad oggi adottare alcun provvedimento: a chi vendere e a quale valore le azioni in possesso.

La decisione non è di poco conto, ma sta di fatto che il problema deve essere risolto con celerità e con la massima trasparenza.   
La questione di bilancio che, attiene alla contabilità della società,  consegue di riflesso a quella della Amministrazione comunale che, allo stato, difetta nella rappresentazione contabile degli atti anche della situazione economico-finanziaria della partecipata che gode ancora di agevolazioni non consentite, peraltro, a soggetti aventi finalità di lucro e non di pubblico interesse.    

Appare certo che la società in questione usufruisce da anni di una notevole riduzione nel calcolo dell'imposta per i rifiuti solidi urbani che rileva quanto meno, se corrisponde al vero, la responsabilità con immediata messa in mora di chi aveva il dovere di accertamento, la esecuzione degli atti per il recupero dell'imposta evasa.

Per quel che attiene alla profondità  raggiunta dal “rosso” in bilancio, il Collegio sindacale ha ricordato ai soci che Bocca di Puglia si trova in condizioni tali da richiedere “senza indugio” la convocazione dell’assemblea per gli opportuni provvedimenti perché il capitale sociale è sceso parecchio. Più di un terzo. Nessuna risposta.

La nave, quindi, sta affondando nelle acque interne di Brindisi ma il Comune resta silente.  Silenzio assoluto da Palazzo di città su questo fronte, come ha riportato BrindisiReport in un articolo recente. Rotto solo in occasione dell’ultima assemblea dei soci, lo scorso 30 aprile, quando l’Amministrazione cittadina, rappresentato dall’assessore al Bilancio, Carmela Lo Martire, ha comunicato l’astensione di fronte alla nuova perdita contabilizzata. Pratica archiviata. De profundis.

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