Centrale Enel: "Produzione in calo, preoccupati per la tenuta occupazionale"

"Enel vada oltre la richiesta di essenzialità al 2020 e a garantisca una nuova proposta di strategia industriale per l’innovazione dei processi e possibili graduali riconversioni del sito”

BRINDISI – I sindacati confederali e la Rsu manifestano forte preoccupazione per il futuro produttivo e la tenuta occupazionale dei lavoratori diretti e dell’indotto della centrale Enel “Federico II” di Cerano. Le sigle Filctem-Cgil, Flai-Cisl e Uiltec hanno espresso i loro timori legati al calo di produzione dello stabilimento e per le prospettive future dello stesso nel corso di un incontro con Enel Produzione e nel pomeriggio durante un’assemblea generale dei lavoratori.

In questo clima di incertezza manifestato dai lavoratori si innestano fra l’altro la protesta in atto da ieri (27 marzo) per il licenziamento dei dipendenti della Wcs-consorzio Cogemain a seguito di un cambio d’appalto e l’inchiesta (riguardo alla quale i sindacati hanno chiesto chiarimenti all’azienda) avviata di recente dalla Procura di Brindisi sul sistema degli appalti nella Federico II.

A tutto questo va aggiunta l’inchiesta sul funzionamento dell’impianto che da quanto si apprende da una nota congiunta dei segretari sindacali Antonio Frattini, Marco Bernardo e Carlo Perrucci lo scorso giugno è stata aperta dall’Autorità garante della concorrenza, su segnalazione dell’Autorità per l’energia, il gas e il sistema idrico, “con la possibilità di sanzioni per Enel – sostengono i sindacati - e nuove determinazioni sul funzionamento futuro degli impianti”.

La produzione, dunque, è il nodo principale. “Nel 2016 – si legge nel comunicato sindacale - era stata stimata una produzione di 13 TWh, l’anno si è chiuso con circa 8 TWh, per il 2017 la previsione è di 10 TWh, con una possibile ripresa del funzionamento nei mesi estivi”. 
I sindacati ricordano che “nel nuovo contesto la centrale di Brindisi, è stata considerata da Terna (gestore della rete elettrica in alta tensione) impianto essenziale per il 2017, questo per garantire in particolari momenti produzione per i Servizi di rete, stabilità di tensione e di frequenza, Enel da parte sua ha chiesto che l’essenzialità sia estesa anche per gli anni successivi fino al 2020”. 

“Questa particolare condizione di scarso funzionamento della centrale – proseguono i sindacarti - genera l’assenza di navi in banchina, per questo Enel non sta effettuando copertura con prestazioni straordinarie dei turni”.

Nel corso dell’incontro con i sindacati si è parlato anche della conferenza dei servizi ministeriale sulla revisione dell’Aia, dove “il Comune ha votato contro e il Ministero della Salute ha chiesto di monitorare i risultati della Valutazione del Danno Sanitario”. “Ciò – si legge ancora nella nota dei sindacati - ha determinato la decisione di riportatore in una specifica valutazione in Consiglio dei Ministri per l’emissione del relativo decreto”. 

Alla luce di tali problematiche, i sindacati esortano l’Enel ad “andare oltre la richiesta di essenzialità al 2020 e a garantire una nuova proposta di strategia industriale per l’innovazione dei processi e possibili graduali riconversioni del sito”.

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