Economia

Cessione ramo d'azienda da Dcm a Dar: "A rischio 85 lavoratori"

Michele Tamburrano (Fim Cisl): "Dar disposta a rilevare solo 100 dei 185 dipendenti della Dcm, il Mise convochi suito le parti"

foto di repertorio

BRINDISI - Ottantacinque lavoratori dell’azienda Dcm sono a rischio. Lo denuncia il segretario generale delle Fimc Cisl Taranto-Brindisi, Michele Tamburrano, sulla base di una comunicazione inviata dalla stessa Dcm ai sindacati, che rende nota la volontà di procedere alla cessione del suo ramo d’azienda a Dar Srl. La Dar, però, intenderebbe rilevare solo 100 dei 185 dipendenti della Dcm. Va ricordato che le due società vennero costituite a seguito del fallimento della Gse.  Stando al piano industriale originario concordato con i sindacati, la Dcm avrebbe dovuto accogliere temporaneamente, in cassa integrazione, circa la metà degli ex dipendenti della Gse, in attesa del riassorbimento da parte della ditta Dar, azienda in piena attività. Ma tale piano industriale, di fatto, non si è mai concretizzato. 

Adesso, dunque, 85 lavoratori rischiano di essere “abbandonati al loro destino”; denuncia la Fim Cisl. “Come Fim Cisl  - si legge nella nota del sindacato - riteniamo questa presa di posizione come un’accelerazione inopportuna e irrispettosa, sia dei lavoratori che perderebbero irrimediabilmente il loro posto di lavoro, sia delle istituzioni; ricordiamo infatti la presenza di due tavoli di crisi già istituiti sia presso il Mise che presso la Task Force della Regione Puglia che hanno come obiettivo quello di garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali”. 

“Oggi – fa presente Michele Tamburrano - è quanto mai necessario che imprese e istituzioni, insieme al sindacato stabiliscano un confronto con un impegno e un contributo serio, perché perdere per assenza di confronto sarebbe un errore imperdonabile. Chiediamo al Mise di fare presto, è necessario che le crisi vengano affrontate, non possiamo parlare solo di Recovery Plan o di strategie di rilancio mentre le aziende sprofondano e i lavoratori con le loro famiglie finiscono per strada”. “Intimiamo, inoltre, sia alla Dcm che alla Dar controllata del gruppo Dema - di sospendere sin da subito la procedura ex articolo 47, ossia la procedura sindacale per il trasferimento del ramo d’azienda, e di tornare al tavolo negoziale sindacale per trovare forme di tutela per questi lavoratori che, ad oggi – conclude Tamburrano - sono esclusi dal perimetro dell’operazione anche in virtù delle recenti novità ministeriali previste dalla nuova Legge di Bilancio e degli impegni scritti assunti da Dar nel passato".

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