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Economia

Aziende in crisi e licenziamenti, Leo Caroli: "Servono misure straordinarie per Brindisi"

Rientra il licenziamento di 76 dipendenti della Sir, ma 164 unità di Euroapi finiscono in cassa integrazione. Il presidente della task force: "Si convochi tavolo ministeriale per un accordo di programma"

BRINDISI – La crisi della chimica e la decarbonizzazione sono le direttrici intorno alle quali si sta sviluppando la tempesta perfetta che in questi giorni si sta abbattendo sull’economia brindisina, con centinaia di lavoratori in bilico, fra licenziamenti e cassa integrazione. Le vertenze brindisine, assorbite ormai in un’unica macro vertenza Brindisi, sono approdate fra ieri e oggi (mercoledì 15 maggio) presso il tavolo convocato dalla task force regionale per le emergenze occupazionali, presieduta da Leo Caroli, in presenza dei rappresentanti delle ditte coinvolte, dei sindacati, di Confindustria e del sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna.

Da Bari arrivano una notizia tutto sommato buona e un’altra decisamente meno buona. Quella buona è il rientro della procedura di licenziamento di 76 lavoratori della ditta Sir, incaricata della movimentazione di carbone presso la banchina di Costa Morena Est, a servizio della centrale Enel Federico II di Cerano. Le 76 unità saranno messe in sicurezza, tramite ammortizzatori sociali. La notizia meno buona è l’avvio della procedura della cassa integrazione nei confronti di 164 su 233 lavoratori a tempo indeterminato della Euroapi (ex Sanofi), il cui stabilimento, messo in vendita dalla multinazionale, è praticamente inattivo da mesi, a seguito di anomalie rilevate dall’Aifa (Agenzia italiana del farmaco).

Vertenza Sir e decarbonizzazione

La task force, di concerto con tutte le parti coinvolte, è al lavoro per sbrogliare l’intricata matassa. L’incontro svoltosi ieri pomeriggio è stato dedicato alla vertenza Sir. Il tavolo ha concordato, come detto, sulla messa in sicurezza dei lavoratori, tramite due diverse ipotesi di percorso per accedere agli ammortizzatori, in attesa di un esame congiunto con il ministero, per la concessione definitiva della cassa integrazione.

La crisi della Sir è figlia dell’ormai imminente dismissione della centrale di Cerano. “La decarbonizzazione - dichiara Leo Caroli a BrindisiReport - non rappresenta un problema. Lo diventa la gestione della decarbonizzazione, allorquando non sono pronti i progetti alternativi. Le aziende iniziano a dismettere, a licenziare o anticipare i licenziamenti delle persone e non abbiamo nulla da offrire in cambio”.

Di fondamentale importanza è il ruolo di Enel, che ieri è stata rappresentata ai massimi livelli. “L’abbiamo incalzata – dichiara Caroli - perché presenti questi progetti, dei quali tanto si parla”. Intanto è arrivata una rassicurazione importante: la società non dichiarerà mai un esubero fra i propri dipendenti e conferma un impegno a trovare una soluzione che dia continuità occupazionale, nei loro confronti.

Ma si pone la questione dei lavoratori dell’indotto: un problema che dovrà necessariamente avere riscontro dall’arrivo di nuovi investimenti e di nuovi progetti industriali, “o nelle aree portuali oggi occupate da Enel o nelle are della stessa Enel – spiega Caroli - per convertirne, in toto o in parte, le attività”. “Ma questi progetti – ricorda il presidente della task force - non sono ancora noti. Mancano. E ormai non c’è più tempo. Per questa ragione abbiamo chiesto a Enel di cominciare a fare qualche nome di manifestazioni di interesse e di articolare i propri progetti per il futuro”. Il confronto dovrà avvenire sul tavolo ministeriale per la decarbonizzazione. “Per questo il verbale di ieri - sostiene Caroli- sarà trasmesso al Mise (ministero per lo Sviluppo economico), con la richiesta di attivare una discussione di merito. La Puglia è pronta a sostenere i progetti di investimento”.

Euroapi e crisi chimica

L’altro nodo è quello della chimica. Nei giorni scorsi ha destato forte preoccupazione la notizia dell’esclusione dello stabilimento Basell di Brindisi dal piano di investimenti annunciato dalla multinazionale. E poi c’è il caso Euroapi, con la procedura di cassa integrazione nei confronti di 164 lavoratori, ufficializzata nel corso del tavolo che si è svolto stamattina. La task force ha inoltre ottenuto l’impegno dell’azienda a offrire una copertura con ammortizzatore sociale anche nei confronti dei lavoratori interinali, interloquendo con le agenzie da cui questi sono dipendenti.

L’azienda ha comunque confermato l’impegno a non dismettere le attività. “Ma naturalmente siamo tutti consapevoli - afferma ancora Caroli - che non si potrà riprendere se non dopo che l’Aifa avrà certificato nuovamente l’idoneità dello stabilimento a produrre i farmaci, dopo la nota questione delle criticità sulla sicurezza e sulla qualità dei prodotti. Questa certificazione è attesa per fine giugno. Già a luglio potremmo tornare a fare il punto della situazione e a valutare le manifestazioni di interesse per l’acquisizione dello stabilimento, che sono già alla valutazione del management aziendale. Certo che uno stabilimento che è inattivo e fermo e che non ha certificazione Aifa, non interessa a nessuno”.

"Un accordo di programma per Brindisi"

La crisi della chimica, la decarbonizzazione e le difficoltà del settore aerospaziale (vedi le incertezze sui siti Dema di Brindisi) dovranno convergere in un tavolo nazionale per lo sviluppo futuro di Brindisi. I sindacati hanno insistito su questo. Si tratterebbe di un’unica vertenza Brindisi che può essere articolata su più livelli. “La Regione Puglia - assicura Caroli - condivide questa impostazione. Il sindaco Marchionna è disponibile a chiedere convocazione urgente di un tavolo ministeriale”. Ma per chiedere cosa? “La sottoscrizione  - risponde Caroli - di un accordo di programma: un impegno fra livelli istituzionali, che coinvolge datori e sindacati, a realizzare investimenti e con impegni a favore dello sviluppo di Brindisi”.

“Noi abbiamo sommessamente lanciato una proposta – prosegue il presidente della task force - che è quella di non scrivere nuove leggi, ma di dotare Brindisi di misure straordinarie. Gli ammortizzatori sociali che oggi siamo stati capaci di individuare per i lavoratori, fra qualche mese scadranno. E poi non ci saranno più misure ordinarie”. Caroli chiede “misure nuove e regole nuove all’interno delle leggi vigenti”, tramite la modifica della legge 181. Si propone, insomma, una riforma “che offra nuovi strumenti di protezione dei lavoratori, che non dovranno perdere il posto di lavoro nel mentre l’accordo di programma sviluppa e attua le misure di sostegno per Brindisi”. Servono “misure più attrattive rispetto a quelle attuali – conclude Caroli - altrimenti nessuno verrà a investire a Brindisi”.

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