Giovedì, 21 Ottobre 2021
Economia

"L'area Sin scoraggia gli investimenti. E i candidati tacciono"

L'esperienza di una imprenditrice brindisina alle prese con l'effetto dissuasivo dei costi di caratterizzazione sulla realizzazione dei progetti

Prendendo spunto da un articolo apparso alcuni giorni addietro su di un quotidiano del presidente provinciale Fiavet, Adriano Guadalupi, inerente agli ostacoli frapposti dalla burocrazia agli imprenditori che vorrebbero investire, vorrei portare a conoscenza dei concittadini quanto accaduto a livello personale quale titolare di una società che vorrebbe investire nella realizzazione di una struttura sportiva, nei 22 ettari di proprietà in Contrada Piccoli confinante con il Canile Comunale, con destinazione urbanistica “Infrastrutture Sportive”.

Dal 1998 con l’emanazione della L. 426/98 sono bloccata con una assurda burocrazia, che tiene sospesa un’autorizzazione all’esecuzione di una pista per kart, con la motivazione consistente nella richiesta di caratterizzazione dell’intera area nel rispetto di quanto inserito nel decreto del Ministero dell’Ambiente il quale individua la perimetrazione del sito di interesse nazionale di Brindisi risultante su richiesta del nostro Comune pari a 114.000.000 di mq (centoquattordici milioni di metri quadrati) a differenza di altre realtà che hanno fatto inserire le seguenti aree: Venezia (Porto Marghera) mq. 35.950.000 (di cui mq. 4.790.000 di canali); Napoli Orientale (Bagnoli) mq. 3.450.000; Manfredonia mq. 2.010.000; Taranto mq. 3.200.000; Cengio e Saliceto mq. 1.220.000; Piombino mq. 8.400.000; Brindisi mq. 114.000.000.

Detta caratterizzazione consisterebbe nell’effettuare tre carotaggi per ettaro - profondità circa 10 metri - del costo di circa 5.000-6.000 euro per ettaro con un costo complessivo di circa 110.000-130.000 euro, per ottenere il risultato che il terreno non risulterebbe inquinato ma la falda sì. Pertanto per ottenere l’autorizzazione alla realizzazione degli impianti sportivi essendo sempre stati terreni agricoli a seguito di dette analisi dovremmo partecipare a contribuire alle spese necessarie a bonificare la falda acquifera inquinata da terzi.

A queste condizioni quale imprenditore sano di mente investirebbe nel nostro territorio? Della suddetta problematica sono interessati numerosi imprenditori che attendono al palo le decisioni della politica che mai arriveranno. Buona parte degli investimenti per tale motivo sono stati dirottati nella zona industriale di Mesagne che per le numerose richieste di insediamento sta raddoppiando la superficie destinata agli insediamenti produttivi.

Alla luce di quanto innanzi ho notato che nessun aspirante sindaco ha minimamente accennato a tale problematica visto tra l’altro che essendo il sindaco colui che deve tutelare la salute dei cittadini, dovrebbe preoccuparsi di tutti i prodotti agricoli coltivati sui terreni oggetto di bonifiche, visto che vanno a finire sulle tavole dei brindisini senza che detti terreni siano stati oggetto di caratterizzazione. Pertanto la mia speranza è che chiunque venga eletto abbia l’umiltà di prendere in considerazione tale problematica risolvendola definitivamente sollevando notevolmente l’economia cittadina.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"L'area Sin scoraggia gli investimenti. E i candidati tacciono"

BrindisiReport è in caricamento