Economia

L'Asi torna alla carica con l'impianto di trattamento fanghi e annessa centrale

Non c’è verso di rimettere in funzione l’impianto di trattamento dei rifiuti industriali di proprietà del Consorzio Asi di Brindisi, dopo anni di attesa in cui i concessionari, prima la francese Veolia e poi la rientrata Termomeccanica, hanno "litigato" con gli iter autorizzativi per lasciare alla fine senza lavoro agli ex dipendenti

Il progetto dell'impianto dei fanghi, Marcello Rollo e una protesta dei lavoratori ex Veolia e Termomeccanica

BRINDISI – Non c’è verso di rimettere in funzione l’impianto di trattamento dei rifiuti industriali di proprietà del Consorzio Asi di Brindisi, dopo anni di attesa in cui i concessionari, prima la francese Veolia e poi la rientrata Termomeccanica, hanno cincischiato con gli iter autorizzativi per lasciare alla fine senza lavoro agli ex dipendenti . Anche questa volta, come si evince da un comunicato del presidente Marcello Rollo, in cui si ricostruisce parzialmente la vicenda, non si parla del revamping della piattaforma, che sarebbe sufficiente a riassorbire la mano d’opera originaria, per rilanciare invece l’idea del progetto di un impianto di trattamento dei fanghi dei depuratori civili, che già l’Asi aveva presentato a provincia e Regione assieme a Termomeccanica.

Marcello RolloSembra che per Brindisi non si sia in grado di proporre altro se non impianti per il trattamento di rifiuti altrui o depositi a rischio di incidente industriale. Da un lato la città (e la provincia) non dispongono ancora né di una discarica di soccorso pubblica, né di un impianto di compostaggio che rendano il territorio autosufficiente per l’ordinario ciclo dei rifiuti solidi urbani, dall’altro si avanza ancora una volta l’idea di costruire nella zona industriale un terminale per i fanghi dei depuratori fognari anche di altre regioni, e sempre in nome delle emergenze occupazionali, come se non vi fosse altra strada per dare posti di lavoro.

Perché il Consorzio Asi, un ente destinato allo scioglimento come le Province, continua a insistere su questo progetto, anche dopo che Termomeccanica ha lasciato Brindisi facendo causa per 5 milioni di euro allo stesso ente presieduto da Marcello Rollo? Chi sarà il nuovo concessionario che Rollo individuerà su mandato del consiglio di amministrazione dell’ente? Va ricordato che l’impianto di trattamento in progetto prevede anche un’altra centrale elettrica a biomasse, oltre che un essiccatoio per i fanghi. Brindisi dovrebbe ricevere chissà quante migliaia di tonnellate di residui fognari da trattare per poi alimentare un’altra centrale. Rollo ha già emanato un avviso esplorativo per manifestazione d'interesse. Poi sarà individuata una proposta di "interesse pubblico" con conferimento "del diritto di prelazione al relativo proponente". Quindi la gara.

E non è ben chiaro perché non si punta a rimettere in funzione con tecnologie avanzate la  già esistente piattaforma, che sarebbe utile anche alle imprese dell’area industriale brindisina e della provincia e che, in passato, ha pompato miliardi anche nelle casse dell’Asi oltre che di Termomeccanica, per finire poi sotto sequestro perché non più corrispondente agli standard previsti dalla legge. Termomeccanica, che a Brindisi non ha ottenuto il via libera per ragioni autorizzative all’operazione trattamento dei fanghi, starebbe invece realizzando l’investimento in Polonia, fa sapere Rollo nel suo comunicato.

Per inciso, Termomeccanica Ecologia (il maggior azionista è Intesa S. Paolo, dentro ci sono la Divisione Impianti di Termomeccanica, la Società Forni ed Impianti De Bartolomeis, l'Ansaldo Acque SpA e l'Ansaldo Tecnitalia, entrambe del Gruppo Ansaldo)  nel 2012 in Polonia ha vinto una gara da 95 milioni di euro per la realizzazione di un termovalorizzatore, più recentemente ha costituito sempre in Polonia una sua divisione per gestire in loco i suoi affari.

I lavoratori Termomeccanica“Ma l’impegno del Consorzio per la soluzione del problema dei lavoratori ex Veolia continua”, dice Rollo nel comunicato. “Contestualmente alla ripresa in possesso dell’impianto il consiglio di amministrazione ha infatti incaricato l’organo amministrativo di porre in essere tutti gli atti necessari a lanciare, in tempi rapidi, la procedura per l’affidamento di una concessione - che, attualmente, si ipotizza di soli servizi - per la realizzazione dell’intervento in oggetto, ovvero un impianto di trattamento fanghi da reflui urbani di proprietà dello stesso Consorzio, ubicato nei pressi della piattaforma”.

“Su espressa indicazione del presidente sarà chiesto di realizzare un impianto che utilizzi processi e tecnologie secondo le indicazioni formulate dalla Provincia di Brindisi in Conferenza di servizi decisoria del 19 dicembre2013 e che, ovviamente, imponga formalmente a ricollocare tutto il personale ex Veolia. Pertanto pur mantenendo il rispetto e l’attenzione che bisogna riservare alle varie sensibilità i fatti esposti devono portarci tutti, per quanto di competenza, a comprendere che lo sviluppo di un’area industriale ha, per sua natura, vocazione primaria ad ospitare impianti ed altresì che, per restare competitiva, deve poter garantire alle Aziende insediate i servizi ambientali dei quali necessitano”, conclude il presidente dell’Asi.

Quindi Rollo insiste, anche se Provincia, Comune e Regione hanno detto no. Proprio a metà agito due consiglieri comunali della stessa area politica del presidiente dell’Asi (Toni Muccio e Giampiero Epifani) attaccarono il dirigente del settore Ambiente ed ecologia della Provincia indicandolo come responsabile del fallimento del progetto. La Cgil mise in evidenza il fatto che Termomeccanica non si era impegnata invece a riattivare la Piattaforma polifunzionale, obiettivo per il quale era stata indetta la gara vinta dalla società per azioni di La Spezia. Il progetto per il trattamento e la termovalorizzazione dei fanghi era saltato fuori dopo.

Non risulta al momento che oltre ai centristi brindisini ci siano altri cui sta a cuore quell’operazione. La proposta alternativa fu quella di trovare posto ai lavoratori ex Veolia e Termomeccanica nel ciclo ordinario dei rifiuti.

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