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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Economia Ostuni

L'inutile lite tra Regione e Ostuni sui confini del Parco delle Dune

Una vicenda in cui tutti gli attori hanno commesso qualche errore, che va riconosciuto per tornare ad un tavolo

Il conflitto Regione Puglia-Comune di Ostuni sull’ampliamento del parco delle Dune Costiere a est dell’attuale confine, quindi verso il territorio di Carovigno, merita un approfondimento al di là del comunicato ufficiale dell’amministrazione comunale, in cui si dà notizia della decisione di impugnare la delibera della giunta regionale davanti alla giustizia amministrativa, a salvaguardia degli interessi economici e sociali della stessa Ostuni.

L'annuncio del ricorso al Tar

Lasceremo per ultima, però, la questione degli interessi, perché non è detto che sia giusta ed inconfutabile la lettura degli stessi fatta – trasversalmente – dalla politica locale. Lascia di stucco invece la mancata ricerca di una mediazione tra la stessa Regione Puglia e il Comune in sede di conferenza dei servizi.

Torre Pozzelle

Da un lato il Comune si è presentato solo al confronto decisivo con una proposta di perimetrazione, che andava fatta molto prima, lasciando di fatto alla stessa Regione mano libera nel tracciare l’area di ampliamento. Dall’altro, la Regione non può pensare di affrontare un problema di questa portata senza il consenso dell’amministrazione locale, attraverso una definizione comune degli interessi prioritari.

Un invito alle mediazione era peraltro giunto sempre in sede di conferenza dei servizi dagli stessi vertici dell’ente parco, il cui presidente, in una fase successiva, ha poi condiviso le proposte di perimetrazione (molto più selettive) avanzate dal Comune. Ciò malgrado l’ente parco è stato accusato in consiglio comunale di aver tramato nell’ombra per potersi estendere dall’attuale confine est – sostanzialmente quello del Pilone -, sino a Torre Pozzella saltando solo l’area di Villanova, includendo l’intera area degli ulivi secolari.

spiaggia parco dune costiere-2

Insomma, tutto il sistema di interazione Regione-Comune di Ostuni-Parco delle Dune Costiere esce ammaccato da questa vicenda. Il fatto preoccupa chi invece ha plaudito sino a questo momento alle scelte compiute a suo tempo, che stanno dando frutti importanti sia sul piano dell’offerta di turismo sostenibile (ci torneremo), che di crescita di una micro-economia importante, che coinvolge dai piccoli agricoltori, alle strutture turistiche comprese nell’area del parco, agli operatori balneari, recuperando le sacche di abusivismo esistenti e destagionalizzando le visite nel territorio e la fruizione del suo patrimonio ambientale.

Va trovata una intesa, anche se si è usciti da quella conferenza dei servizi dopo un muro contro muro: la Regione infatti chiese di mettere ai voti la sua proposta di estensione del parco e quella del Comune, e quest’ultima fu votata solo dalla stessa amministrazione civica di Ostuni e dalla Provincia di Brindisi. Non sarà una sentenza della giustizia amministrativa a sanare le ferite, anzi.

Il Parco delle Dune costiere tra Ostuni e Fasano

Il Comune vuole che l’area tra Monticelli e Costa Merlata non sia integrata nel territorio del Parco regionale delle Dune Costiere, perché in quella fascia vari costruttori edili e società hanno acquistato terreni per realizzare strutture turistiche, e impedire ciò significherebbe, secondo una lettura politica – trasversale – del problema perdere servizi e ulteriore potenziale di ricettività.

Si potrebbe ribattere che forse i turisti scelgono Ostuni perché la sua costa (malgrado alcune sacche di abusivismo) conserva ancora un importante equilibrio ambientale, e che se fosse solo e soprattutto per i servizi e la ricettività, uno se ne andrebbe a Rimini o in Versilia, e quindi converrebbe più riqualificare l’esistente che costruire. Tuttavia ciò è nelle mani di chi i cittadini hanno mandato a governare la città e il suo territorio, ma anche del Piano paesaggistico territoriale regionale, che su quelle aree ha già apposto vincoli, e chi vuole costruire ne sarà pertanto condizionato.

Turisti affascinati dagli ulivi secolari

Il Parco regionale delle Dune Costiere è pronto a condividere un percorso di intesa, che prevede la perimetrazione dell’area di Torre Pozzella, con le sue calette, i suoi ginepri e l’immediato entroterra, con l’affidamento della sua gestione allo stesso ente parco. Idem per il cordone dunale di Rosa Marina sino al Pontile (altra proposta del Comune), ed anche la gestione della nuova area protetta proposta dal Comune di Cisternino, che comprende i cosiddetti Monti comunali con i loro boschi. Su questa strada la posizione della Regione Puglia potrebbe essere limata in maniera importante, riguardo la fascia da Monticelli a Costa Merlata, nel corso di una ripresa della trattativa. In fondo, c’è anche il problema costituito dal fatto che un accrescimento delle competenze richiederebbe anche un adeguamento della struttura attuale del Parco regionale delle Dune Costiere.

Vedremo cosa accadrà. Pur non ingerendo nelle posizioni del partner direttamente interessato, dovrebbe svolgere in tal senso un ruolo l’altro attore del parco, il Comune di Fasano, che al momento dice sì all’impostazione della Regione Puglia, purché gli ampliamenti non tocchino il territorio di sua pertinenza. Anche in questo modo, però, non si fa molta strada.

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