Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Economia Fasano

L'olio di sansa? Migliore di quello di semi: una ricerca coinvolge Fasano

Una ricerca dell’Università di Udine, in collaborazione con uno stabilimento oleario della provincia di Brindisi, potrebbe rivalutare il “disprezzato” olio di sansa, che anche occupando il gradino più basso della scala di qualità delle quattro categorie merceologiche degli oli da olive, è comunque da considerare di gran lunga superiore ad altri oli vegetali diversi dall'oliva

FASANO - Una ricerca dell’Università di Udine, in collaborazione con uno stabilimento oleario della provincia di Brindisi, potrebbe rivalutare il “disprezzato” olio di sansa, che anche occupando il gradino più basso della scala di qualità delle quattro categorie merceologiche degli oli da olive, è comunque da considerare di gran lunga superiore ad altri oli vegetali diversi dall'oliva, come quelli di semi e gli altri grassi vegetali.

Un’attività di ricerca finalizzata a verificare il contenuto in tocoferoli, la vitamina E, negli oli di sansa di oliva è stato avviato grazie all'accordo siglato in questi giorni tra il dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Udine e la Nicola Pantaleo SpA, una azienda olearia di Fasano. "Non è semplicemente uno scarto di lavorazione, ma una preziosa risorsa, e, con ogni certezza, anche un valido antagonista degli oli di semi e di altri grassi vegetali", si afferma nel comunicato sull’accordo.

Il referente scientifico per il Dipartimento di scienze degli alimenti dell’Università di Udine è il prof. Lanfranco Conte, uno dei massimi esperti mondiali in materia di analisi chimica degli oli di oliva nonché membro della Società chimica italiana, e presidente della Società Italiana per lo studio delle sostanze grasse, oltre che delegato italiano del Comitato di Chimica Oleicola del Consiglio Oleicolo Internazionale (Coi).

La sperimentazione riguarderà la valutazione analitica del contenuto di tocoferoli (vitamina E) in campioni di oli di sansa raffinati e la verifica di quale sia la concentrazione di tocoferoli di partenza e quali siano le fasi tecnologiche più critiche per la sopravvivenza di questi composti, anche al fine di migliorare la qualità dell'olio venduto, rendendolo un valido antagonista degli oli di semi ed altri grassi vegetali che rappresentano il 96% dei consumi di oli e grassi nel mondo.

L’attività di ricerca, che durerà dodici mesi, sarà effettuata con la collaborazione, oltre che della Nicola Pantaleo SpA anche di frantoi, sansifici e raffinerie, tra cui la Saio Spa e Casa Olearia Italiana SpA.

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