Martedì, 26 Ottobre 2021
Economia

"Nel piano Eni Brindisi tagliata fuori dall'innovazione". Allarme Uil

Il segretario della Uil brindisina, Antonio Licchello, lancia un nuovo segnale di allarme sulle strategie Eni per il nostro petrolchimico, e pone problemi alla politica locale che obiettivamente non possono più essere ignorati, trattandosi di deduzioni legate a decisioni comunicate dal gruppo chimico ed energetico nel piano presentato il 6 giugno

BRINDISI - Il segretario della Uil brindisina, Antonio Licchello, lancia un nuovo segnale di allarme sulle strategie Eni per il nostro petrolchimico, e pone problemi alla politica locale che obiettivamente non possono più essere ignorati, trattandosi di deduzioni legate a decisioni comunicate dal gruppo chimico ed energetico nel piano presentato il 6 giugno. "Avevamo visto giusto quando contestammo l’Eni nella riunione organizzata dal sindaco di Brindisi", dice Licchello. "Il territorio di Brindisi non è interesse dell’Eni per quanto riguarda lo sviluppo, lo confermano nel piano presentato in quel di Mantova giorno 6 giugno. Ritengo, perciò, che l’Eni continui a mortificare il territorio di Brindisi, privandolo di investimenti importanti mirati a consolidare l’esistente e sviluppandolo nella produzione. E’ ancora più grave leggere che dal 2015 al 2018 Brindisi è fuori dalle strategie innovative sulla chimica".

Va detto però che il giudizio dei sindacati di categoria dei chimici è diverso. Ciò però non ha indotto Licchello a mutare opinione. Fatto più grave di tutti, per il segretario provinciale Uil, oltre alle assegnazioni di competenze sulle produzioni, il fatto che il più grande petrolchimico d'Itlia, quello di Porto Marghera, sarà riconvertito su produzioni "verdi" mentre a Brindisi tutto resterà come prima: "Infatti, gli investimenti sono orientati negli stabilimenti di Mantova, Ferrara, Priolo e Porto Marghera", afferma Licchello. "Sono convinto che tali investimenti non hanno logica industriale, ma prettamente politica". Il segretario della Ui ne trae alcune considerazioni: "Perché, mentre Brindisi che ha un impianto di produzione di butadiene, gli investimenti sugli elastomeri vengono destinati a Ferrara? Priolo pur avendo scarsa conoscenza sulle resine si aggiudica l’investimento sulle resine tachifiers; nel documento si riconferma la riconversione dell’intero Petrolchimico di Porto Marghera, nella produzione di biocarburanti e chimica verde".

Antonio Licchello"Mi viene, perciò, spontaneo chiedermi e chiedere: finita la fermata decennale di manutenzione (quella alll'impianto di cracking, ndr), cosa faranno le imprese? Dove andranno a lavorare i tanti giovani assunti per pochi mesi? Sicuramente occorrerà attendere solo le prossime fermate routinarie di pochissimi giorni e attendere in silenzio guardando il sole", conclude Antonio Licchello. "Continuo perciò a richiamare l’attenzione di tutti quelli che dicono di amare Brindisi e che sono vicini ai giovani, non accorgendosi però che, la disoccupazione aumenta, che le famiglie si impoveriscono di più, che le società presenti nella zona industriale, oltre ad ospitare imprese esterne ospitano nei  loro cantieri lavoratori che vengono da fuori (i soliti trasferisti) dimenticandoci che i 40 lavoratori ex Dow e ex Evc attendono ancora una collocazione, dopo le tante promesse da marinaio".

Un primo passo per Liccello è quello di ricomporrer un tavolo politico-sindacale di concertazione delle iniziative, ad opera di "un ente di buona volontà". Licchllo si dice convinto "che con grande responsabilità e convinzione, tutte le società presenti, compreso il Petrolchimico, potrebbero ritornare a svolgere un ruolo determinate nel territorio e per la città. E’ necessario perciò rispolverare quegli attributi necessari a modificare un andazzo di quella assoluta indifferenza ormai instaurata in tutti".

Cosa dicono invece le segreterie di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, Ugl Chimici e Cisal Chimici. "L’incontro che seguiva quello svolto lo scorso 5 giugno presso lo stabilimento di Mantova, durante il quale, l'amministratore delegato Ferrari ha presentato il Piano Strategico Industriale 2015/18 e il programma di Ricerca e Sviluppo di Eni-Versalis, ha rappresentato un importante momento di confronto territoriale. Versalis ha evidenziato come le scelte effettuate negli anni scorsi, insieme ad una ripresa dei mercati, abbiano determinato un rilancio non solo produttivo ma anche un inversione di tendenza sui bilanci negativi degli ultimi quattro anni". 

L'ingresso del petrolchimicoPer i sindacati di categoria, a differenza di Licchello, in Eni "aleggia un cauto ottimismo sostenuto da una crescita sostanziale del primo trimestre 2015 che favorirà un’attenzione particolare necessaria a strutturare una continuità al progetto industriale. Eni dal suo  canto, nonostante le perdite di 1,2 miliardi del triennio 2012-2014, ha continuato a dare fiducia iniettando nella società 1,5 miliardi di euro per la ristrutturazione della Versalis (che gestisce gli impianti di Brindisi, ndr). In questi anni, si sono affrontate scelte dolorose come le razionalizzazioni,  le chiusure e alcune vendite di quei siti che avevano delle pesanti perdite strutturali come Priolo, Sarroch, Gela e Porto Marghera".

"Su quest'ultimo sito è stato ribadito - dicono i sindacati dei chimici -  che la marcia è dettata solo da questo accordo ponte in essere con Shell ma per le quantità di prodotto etilene richieste  nel circuito europeo purtroppo non si intravede futuro, fermo restando che se ci saranno altre opportunità verranno prese in considerazione. Nel frattempo resta inalterato il processo della conversione alla chimica verde che procederà senza che ci siano dei problemi occupazionali. Il Petrolchimico di Brindisi resta invece per Eni-Versalis un punto di riferimento nel panorama della chimica di base e a margine della fermata decennale che si sta completando in queste settimane, verranno perfezionati alcuni studi che prevedono l’aumento della capacità produttiva complessiva". 

Petrolchimico, ingresso Eni VersalisInsomma, è ciò che dice anche Licchello: a Brindisi niene innovazioni produttive: "Per parte sindacale è stato ribadito con forza che, dopo gli sforzi compiuti da parte di tutti, ci si attende una inversione di tendenza in senso generale. E’ stato sottolineato, dando atto al management Versalis, del grosso lavoro svolto e dei risultati ottenuti passando da una società quale la Polimeri Europa priva di obiettivi strategici e in forte perdita a Versalis, società con un assetto preciso che si sposa  con le esigenze dei clienti in tutto il mondo e un processo d'internazionalizzazione che non rinuncia alle menti e alle braccia italiane", fanno sapere le cinque sigle sindacali del settore.

Salvo poi affermare che "i nuovi orizzonti sono quelli della green economy con l'implementazione nelle specialties fattore che diverrà decisivo per il rilancio della chimica e non solo quella verde, visto il consolidamento della chimica di base elemento importantissimo per il nostro Paese Italia". Ma a Brindisi resta la produzione di base, come fa notare Licchello. Su questa base i sindacati di categoria vorrebbero aprire con Eni "riflessioni sugli organici". Il segretario provinciale della Uil invece già segnala l'imminente crollo occupazione nels ettore degli appalti.

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