Economia

La Camera di Commercio blocca Haralambidis: Comitato portuale illegittimo

Alt all'insediamento del nuovo Comitato portuale da parte della Camera di Commercio di Brindisi, che ha inviato al presidente dell'Autorità Portuale di Brindisi in scadenza di mandato, Iraklis Haralambidis, una formale diffida eccependo la legittimità del decreto presidenziale di nomina sia dei componenti eletti che di quelli designati

Una seduta del precedente Comitato portuale. Sotto, Alfredo Malcarne e Iraklis Haralambidis

BRINDISI – Alt all’insediamento del nuovo Comitato portuale da parte della Camera di Commercio di Brindisi, che ha inviato al presidente dell’Autorità Portuale di Brindisi in scadenza di mandato, Iraklis Haralambidis, una formale diffida eccependo la legittimità del decreto presidenziale di nomina sia dei componenti eletti che di quelli designati, e di presa d’atto di quelli di diritto, che porta la data del 20 aprile ultimo scorso, sia dal punto di vista dei poteri esercitabili dal presidente uscente, che dal punto di vista del rispetto delle procedure di designazione dei rappresentanti da parte delle categorie.

Alfredo MalcarneNon si conosce al momento la reazione dell’Autorità Portuale alla lettera firmata dal presidente della Camera di Commercio, Alfredo Malcarne, ma la diffida non consente dilazioni di risposta: Malcarne invita Haralambidis ad annullare in autotutela il decreto presidenziale 81 del 20 aprile, riservandosi, in difetto, ogni opportuna azione nelle sedi competenti. Quindi, nessun insediamento del nuovo Comitato portuale sino a definizione del problema.

Quali sono le obiezioni della Camera di Commercio. La prima riguarda proprio il potere di Haralambidis a procedere alla nomina dei componenti del nuovo organismo: il secondo comma dell’articolo 9 della legge 84/94 sulla portualità dice che la nomina spetta al nuovo presidente dopo la sua nomina o il suo rinnovo, mentre il mandato di Haralambidis scade l’8 giugno, tra meno di un mese.

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha chiesto alcune settimane addietro a Comune, Provincia e Camera di Commercio di Brindisi le terne dei nomi per la designazione del nuovo presidente dell’Autorità Portuale di Brindisi, non vi è ancora una decisione del ministro (che sottoscrive la nomina congiuntamente al presidente della Regione), né è ancora chiaro se saranno poi effettivamente nominati nuovi presidenti o inviati commissari straordinari nelle more del varo della riforma dei porti, rallentato anche dalle note vicende del caso Incalza.

La seconda questione riguarda una nomina in particolare, quella effettuata dall’Antep, l’Associazione nazionale terminalisti portuali, inclusa nel decreto di Haralambidis nella categoria imprenditori portuali. Antep ha nominato nel Comitato portuale di Brindisi l’ingegner Mirko Pistillo, un manager Enel abbastanza noto a Brindisi per la sua attività nell’unità produttiva di Cerano.

Iraklis HaralambidisMa l’obiezione della Camera di Commercio è legata non al nome, ma alla legittimazione dell’Antep, di cui è presidente l’imprenditore brindisino Ferrero Cafaro, a designare rappresentanti nei Comitati portuali. L’associazione infatti, pur essendo membro del Comitato di Coordinamento Nazionale dell'Utenza Portuale, non è un soggetto firmatario dei contratti nazionali di lavoro della categoria, ma è un’affiliata a Confetra ed a Fedespedi, la federazione degli spedizionieri doganali ( rappresentata in Comitato portuale a Brindisi da Adriano Guadalupi). E’ invece legittimata Assiterminal, la federazione dei terminalisti aderente e Confindustria, che al contrario partecipa e sottoscrive gli esiti della contrattazione collettiva.

Quindi, ritiene il presidente della Camera di Commercio, la designazione di un membro del Comitato portuale da parte di Antep è illegittima, e sia il presidente dell’Autorità portuale che la sua struttura tecnica avrebbero dovuto respingerla. Questo il secondo caposaldo della richiesta di annullamento del decreto in autotutela. Tutto fermo, perciò, in attesa della revoca del decreto, oppure di una motivata conferma dello stesso, ma con il forte rischio, in caso di insediamento del nuovo comitato portuale, dell’annullamento del decreto per mano della giustizia amministrativa, unitamente ad ogni atto che dovesse essere nel frattempo adottato dall’organismo.

La risposta di Haralambidis: vuole andare avanti lo stesso

Continua a tacciare tutto ciò che è critica contro di lui e la sua gestione dell'Autorità Portuale, ormai in limine vitae e con un discreto lascito di indagini della magistratura ancora aperte, di boicottaggio e di danneggiamento all'immagine del porto di Brindisi. Un fatto è certo: con Iraklis Haralambidis hanno litigato tutte le amministrazioni locali, i rapporti con le altre authority pugliesi non sono idilliaci, e l'unica cosa che cresce nel porto di Brindisi sono il traffico Tir e gli accosti delle navi da crociera, mentre non si può dire la stessa cosa del reddito delle imprese portuali che fatturano, ormai, soprattutto grazie al carbone Enel. Dal punto di vista turistico, poi, chi vuole visitare le Isole Ionie deve imbarcarsi altrove: da Brindisi non si va più nemmeno a Corfù, non ne parliamo di Paxos, Cefalonia, Zante.

Con la solita punta di astio, Haralambidis risponde ad Alfredo Malcarne dichiarando che andrà avanti lo stesso, che la nomina del Comitato portuale è legittima, che i punti eccepiti dalla Camera di Commercio sono inesistenti, che il Ministero dei Trasporti è con lui. E quest'ultimo passaggio era scontato: il Ministero dei Trasporti è sempre stato con lui, salvo averlo obbligato a tirare una riga sopra le elargizioni di premialità a dirigenti e personale prima messe in discussione dai suoi "nemici" in Comitato portuale, poi dalla magistratura inquirente (c'è un processo). tanto da doverle rimuovere dalla contrattazione di secondo livello. Tutti aspettano di sapere di quanto siaano cresciuti gli affari per le imprese portuali brindisine e i posti di lavoro, perchè l'economia dei porti si misura così e non solo con le cartoline delle belle navi.

Ma Haralambidis vuole chiudere il suo mandato, che scade l'8 giugno, portando in Comitato portuale la richiesta di concessione ventennale del Gruppo Grimaldi, che un presidente in scadenza dovrebbe ragionevolmente lasciare come compito al successore: uno che va via tra un mese non può condizionare gli assetti economici del porto per i prossimi venti anni. Il presidente greco del porto di Brindisi però ritiene di sì, e si parla di una data già stabilita, quella del 22 maggio. Queste sono voci, non resta che attendere. E' chiaro che se Iraklis Haralambidis convocherà il nuovo Comitato portuale, arriveranno i ricorsi ed altre azioni concesse dalla legge, "che saranno valutate ed eventualmente decise dalla giunta camerale", conferma Alfredo Malcarne. Il quale si dice da un lato scoraggiato dal fatto che risulta impossibile "indurre al ragionamento" il presidente dell'Autorità portuale, e dall'altro sorpreso dal fatto che lo stesso "abbia ricevuto in due ore una risposta dal Ministero dei Trasporti" (ma era una battuta).

Il comunicato dell'Autorità Portuale

"In risposta alla nota con la quale il presidente della Camera di Commercio, dottor Alfredo Malcarne, invita l’Autorità portuale ad annullare, in autotutela, il decreto con il quale è stato nominato il nuovo Comitato portuale, si precisa che, ancora una volta, nel momento in cui la città di Brindisi ed il suo porto stanno riscuotendo, come non mai negli ultimi tempi, ampi ed incondizionati consensi si tenti in maniera pretestuosa e fuorviante di incrinarne l’azione amministrativa cercando di paralizzarne le attività, senza tener conto del gravissimo nocumento che l’intera città subisce a causa di tali comportamenti.

Proprio per evitare tale nocumento ed in linea con quanto ebbe a dire il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Dicastero vigilante, allorquando richiamò “il dovere” dell’allora commissario Mastroianni a nominare il Comitato portuale, si è proceduto, in ossequio alla normativa vigente ed alla consolidata prassi amministrativa, a nominare il nuovo Comitato. Si rammenta, infatti, che il secondo comma dell’art. 9 della Legge 84/94, inopportunamente richiamato dal presidente Malcarne, nel caso di specie, non può trovare alcuna applicazione, in quanto non riferibile ad un presidente nel pieno delle sue funzioni e quindi legittimato a compiere qualsivoglia atto amministrativo.

Una semplice lettura di decreti aventi lo stesso oggetto e la stessa valenza emessi dall’Autorità portuale di Brindisi in passato e da tante altre Autorità portuali avrebbe potuto indurre il presidente Malcarne ad evitare di sottrarre alla sua preziosa attività il tempo dedicato alla sua nota. La procedura seguita nella circostanza da questa Autorità portuale, sulla quale, peraltro, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti non ha mai nulla eccepito, è la stessa che determinò nel 2007 e nel 2011 la firma dei decreti presidenziali con i quali, all’epoca, furono nominati i Comitati dei quali, per lo meno nell’ultimo, lo stesso presidente Malcarne ha fatto parte.

Stesse valutazioni attengono alla questione relativa alla mancata interpellanza di alcune associazioni di categoria. Si rammenta, infatti, che anche qui per prassi consolidata e già ritenuta valida in passato dallo stesso presidente delle Camera di Commercio si è proceduto ad interpellare quelle associazioni di categoria alle quali appartengono le imprese maggiormente rappresentative del territorio. Spiace, infine, che ancora una volta, attraverso sterili polemiche, si faccia passare un’immagine di Brindisi e di taluni suoi amministratori distorta e lontana dalla realtà e che sicuramente non rende giustizia alla città e agli sforzi che, nonostante tutto, vengono profusi per rendere il porto di Brindisi maggiormente appetibile per i tanti turisti che vi trovano accoglienza e simpatia.

In ogni caso, si precisa che sulle questioni sollevate dal dottor Malcarne questa Autorità portuale ha interessato il superiore Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che con propria nota -in data odierna- ha precisato che il Comitato portuale, così come nominato, è validamente costituito".

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