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Carciofi

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La Cia denuncia crisi per il carciofo

BRINDISI - Di nuovo ombre sul presente e sul futuro di una delle produzioni di punta dell'agricoltura brindisina. La Cia scrive a prefetto e sindaco.

BRINDISI - Di nuovo ombre sul presente e sul futuro di una delle produzioni di punta dell'agricoltura brindisina. Alla già pesante crisi denunciata in tutta la Puglia dai produttori di pomodoro, ora si aggiunge quella del carciofo che non trova sbocchi di mercato sia come prodotto di consumo, che come prodotto destinato all'industria di trasformazione. La spiegazione sta nella concorrenza determinata dall'import da vari paesi esteri.

Con una nota inviata questa mattina al prefetto di Brindisi Nicola Prete e al sindaco di Brindisi Mimmo Consales, la Cia (Confederazione italiana agricoltori) ha denunciato la grave crisi che stanno attraversando i produttori di carciofi brindisini. Nella stessa nota il presidente della confederazione, Giannicola D'Amico, ha chiesto maggiori controlli sugli ingressi di prodotti agroalimentari di provenienza estera sul territorio italiano e brindisino in particolare.

"In questi giorni i produttori di carciofo in agro di Brindisi e comuni limitrofi lamentano la completa assenza di richiesta di prodotto sia per il mercato fresco ma anche e soprattutto per l'industria di trasformazione e, ove vi sono richieste di prodotto, i prezzi proposti sono al di sotto dei costi necessari alla sola raccolta - si legge nella nota inviata dalla Cia al prefetto e al sindaco -. Di contro si parla di prodotto semilavorato, di dubbia qualità ed incerta provenienza, che crea concorrenza sleale nei confronti dei nostri produttori da sempre attenti alla qualità e salubrità delle produzioni".

Una situazione che sta mettendo in ginocchio il comparto agricolo già di per sì provato dagli aumenti esponenziali dei costi di produzione. Solo nell'ultimo anno registriamo aumenti dell'energia elettrica (+ 4%), dei carburanti (+ 4,5%), di concimi e sementi (+1,7%), degli antiparassitari (+1,3%), dell'acqua irrigua (+150%), degli oneri sociali, delle imposte e tasse terreni e fabbricati rurali. "Le aziende - si legge tra l'altro nella nota - sono ormai al tracollo e rischiano l'imminente chiusura con gravissimi danni per tutto il comparto, anche per i riflessi sulla riduzione di giornate lavorative e abbandono dei territori agricoli con conseguente degrado ambientale".

Alla luce di tutto ciò la Cia provinciale di Brindisi ha chiesto al prefetto e al sindaco "di sollecitare gli Enti preposti a intensificare i necessari controlli sugli ingressi di prodotti agro-alimentari di provenienza estera sul territorio nazionale, e nello specifico di carciofo sul territorio brindisino" e di convocare "un tavolo tecnico per affrontare la questione".

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