Domenica, 24 Ottobre 2021
Economia

Il Comune autorizza: riparte il progetto del centro commerciale no food

Aliotto riparte. Nonostante le ferite del passato, la società leccese resta a Brindisi per realizzare un centro commerciale no food, tra bricolage e giardinaggio, di fronte all'ospedale Perrino, dove da quindici anni c'è lo scheletro di cemento armato. Simbolo delle tribolazioni, prima amministrative e poi penali, sfociate in un processo per lottizzazione abusiva che sembrava avesse allontanato per sempre l'investimento da milioni di euro, anche dopo la pronuncia dell'assoluzione definitiva sigillata dalla Cassazione "perché il fatto non sussiste"

BRINDISI – Aliotto riparte. Nonostante le ferite del passato, la società leccese resta a Brindisi per realizzare un centro commerciale no food, tra bricolage e giardinaggio, di fronte all’ospedale Perrino, dove da quindici anni c’è lo scheletro di cemento armato. Simbolo delle tribolazioni, prima amministrative e poi penali, sfociate in un processo per lottizzazione abusiva che sembrava avesse allontanato per sempre l’investimento da milioni di euro, anche dopo la pronuncia dell’assoluzione definitiva sigillata dalla Cassazione “perché il fatto non sussiste”.

La ferita del passato. Gli investitori hanno confermato la volontà espressa nel 2000 di realizzare “BrinPark”, definito come un’area commerciale integrata, nella zona compresa tra la strada statale 7 Appia e via Caduti di via Fani, ricadente nel rione Sant’Elia. Ma quanto a tempistica e soprattutto ammontare della spesa, con annesse ricadute sul piano occupazionale, mantengono un basso profilo.

C’è silenzio per scaramanzia, per prudenza e cautela visto tutto quello che è successo anni addietro, quando i dirigenti della società e il responsabile del settore Urbanistica del Comune di Brindisi, finirono a giudizio a conclusione della più ampia inchiesta sulla cosiddetta “tangentopoli brindisina” che portò alla decapitazione dei vertici di palazzo di città, quando correva l’anno 2003 e scattarono gli arresti eccellenti (sindaco dell’epoca in primis).

Aliotto finì sotto la lente di ingrandimento della procura e per ottenere una verità processuale definitiva sono stati necessari anni. Tempi della giustizia. Tempi lunghi, al punto da estinguere il reato contestato, ma gli imputati, tanto i vertici di Aliotto che il dirigente comunale, hanno rinunciato alla prescrizione in Cassazione: volevano una pronuncia nel merito e l’hanno ottenuta nel 2011, quando gli Ermellini hanno di fatto confermato la professione di innocenza sottoscritta sin dalle prime battute delle indagini.

Il progetto. Acqua passata. Adesso si guarda al futuro e Aliotto in questa direzione ha ripreso a muovere i primi passi tra Bari, presso gli uffici della Regione Puglia, e Brindisi, presso la sede della Ripartizione all’Urbanistica. Nei giorni scorsi, infatti, l’ufficio comunale ha preso visione del “progetto esecutivo per le opere di urbanizzazione a scomputo del piano attuativo convenzionato per la realizzazione dell’area Brinpark”. E lo ha passato alla giunta che, su proposta del titolare della delega all’Urbanistica, Pasquale Luperti, lo ha approvato rimettendo concretamente in carreggiata l’investimento.

Il progetto originario risale niente di meno che al 1998, la convenzione è del 2000: tre anni più tardi Aliotto è diventato un caso sottoposto al vaglio dei giudici del Tar di Lecce, i quali hanno annullato il titolo abilitativo edilizio per la “mancata previsione nella regolamentazione regionale di una grande struttura di vendita alla quale è stata equiparata la tipologia di cinque medie strutture commerciali oggetto del permesso a costruire in parola”.

La sentenza è stata impugnata davanti al Consiglio di Stato, ricorso poi dichiarato “improcedibile per la sopravvenuta carenza di interesse anche per effetto della successiva programmazione da parte della Regione Puglia della realizzabilità di una grande struttura di vendita no food, allocabile nel bacino in cui ricade l’area di proprietà di Aliotto”. A Bari il progetto è tornato nel 2005, quando in sede di conferenza di servizi è stata concesso l’autorizzazione, “tuttora vigente per effetto di provvedimenti di proroga adottati”. La nuova convenzione urbanistica è arrivata il 28 ottobre 2008, tre anni più tardi, è stata comunicata la conclusione dell’iter istruttorio e dodici mesi più tardi c’è stato anche il nulla osta del settore Lavori pubblici “anche con riferimento alla congruità dei prezzi”.

L'area del futuro centro commerciale no food Aliotto 2-2-2Le spese. Per il Comune di Brindisi, “le opere di urbanizzazione da realizzare sono funzionali alla costruzione di tre plessi edilizi”, che saranno realizzati partendo dallo scheletro esistente”: quelle primarie ammontano a poco meno di due milioni di euro (1.959.719 euro), fra rete metano, illuminazione, percorsi pedonali, reti Telecom ed Enel, rete fognante e rete per le acque meteoriche; quelle secondarie si fermano a 666mila euro, tra verde attrezzato, parcheggi pubblici e illuminazione anche con torri faro.

Sul piano della spesa per il verde, l’amministrazione ha chiesto la creazione di “una fascia tampone a ridosso del viale Caduti di via Fani, al fine di attenuare l’inquinamento acustico e atmosferico, creato dall’inevitabile aumento del traffico connesso alla presenza del centro”. La proposta di piantumazione prevede “tre filari di macchia mediterranea, utilizzando le specie tipiche della zona, come Quercus Ilex, Carrubo, Olea europea, Viburno, Mirto, Lentisco, Phillirea e Corbezzolo”. Per “esaltare la scenografia delle costruzioni, si è previsto di utilizzare piante a forma verticale quali le palme”. Aliotto, inoltre, ha assunto l’onere aggiuntivo di “progettare ed eseguire a proprie spese una rotatoria di accesso all’area da edificare sull’asse urbano di viale Caduti di via Fani, su aree in parte della stessa società a in altre pare su suolo del Comune”, allo scopo di migliorare l’accessibilità e la viabilità.

La fidejussione. A garanzia della corretta esecuzione delle opere di urbanizzazione, in sede di convenzione, è stata prevista la polizza fideiussoria della Unipol Assicurazioni di 780.043 euro. La società ha versato 257.301 euro quale prima e seconda rata del contributo concessorio dovuto e non restituito a seguito dell’annullamento del permesso a costruire nel 2001. “Tale importo ricapitalizzato, detratto dal totale dovuto a titolo di conguaglio da Aliotto, vede un salto di oneri di urbanizzazione pari a 300.882,95 euro da versare”. Stando ai conteggi fatti a palazzo di città, 233.216,50 euro sono necessari per la “sanatoria delle opere esistenti”.

Quanto poi all’affidamento dell’appalto, all’esecuzione e al collaudo delle opere di urbanizzazione secondaria, Aliotto dovrà rispettare alcune prescrizioni, prima fra tutte l’avvio della procedura negoziata, invitando almeno cinque soggetti a presentare offerta, scegliendo l’operatore che presenterà le condizioni migliori, secondo il criterio del prezzo più basso o dell’offerta più economicamente vantaggiosa. Si riparte, quindi.  Brinpark torna d’attualità.

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