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UNa foto aerea e una immagine satellitare della ex Zona Pol

UNa foto aerea e una immagine satellitare della ex Zona Pol

La Marina libera la ex Zona Nafta. In cambio, lavori nella base per 17 milioni

Si sblocca la trattativa tra Marina Militare ed enti locali sulla progressiva liberazione di alcune aree del porto di Brindisi ormai inutilizzate dalla Difesa. E si comincia dalla zona Pol, nota anche come ex Zona Nafta, nel Seno di Levante, che bloccava la realizzazione del circuito doganale unico e il collegamento tra la Banchine di Levante

BRINDISI – Si sblocca la trattativa tra Marina Militare ed enti locali sulla progressiva liberazione di alcune aree del porto di Brindisi ormai inutilizzate dalla Difesa. E si comincia dalla zona Pol, nota anche come ex Zona Nafta, nel Seno di Levante, che bloccava la realizzazione del circuito doganale unico e il collegamento tra la Banchine di Levante, l’ultima dal versante città del Seno, e quella Feltrinelli dalla parte della zona industriale.

La Marina Militare fa sapere che venerdì 11 marzo, nella sede dell’Autorità Portuale, l’ammiraglio Eduardo Serra, Comandante Marittimo Sud, firmerà, insieme agli enti locali, il nuovo addendum all’Accordo di Programma che prevede la dismissione dell’area dei vecchi serbatoi. Nel corso degli incontri tecnici, il testo è stato rivisitato e “permetterà la realizzazione di opere necessarie per le esigenze operative della Marina, quali la riqualificazione complessiva dei moli della Base Navale all’interno del Seno di Ponente del porto”.

Satellitare della ex zona PolIn sostanza, in cambio della liberazione della zona Pol, la Marina otterrà interventi per ristrutturare le banchine di Maribase e della stessa Stazione Navale (ex Arsenale), scopo per cui saranno utilizzati i 17 milioni di euro messi a disposizione dall’Autorità Portuale inizialmente per spostare la zona carburanti sulla colmata ex British Gas di Capobianco (restituita agli usi del porto dalla Corte d’Appello di Lecce), operazione che invece non interessava allo Stato Maggiore dell’arma navale.

“La sottoscrizione del nuovo Addendum conferma la concreta partecipazione della Marina Militare – dice il comunicato - nell’individuare delle soluzioni ottimali connesse alla realizzazione di progetti a beneficio dello sviluppo delle attività portuali, preservando le capacità operative dell’attuale Base Navale”.

Ulteriore prova dell’interesse strategico e logistico della Marina Militare per Brindisi, dove è di stanza la Brigata Marina San Marco cui fanno capo le tre attuali unità di attacco anfibio, che saranno sostituite nei prossimi anni nell’ambito del programma di ammodernamento della flotta, e l’incrociatore portaelicotteri Garibaldi (anch’esso destinato alla cessazione della vita operativa).

Il nuovo addendum sostituisce quello del 18 gennaio 2012. Quest’ultimo – spiega la Marina - non aveva avuto concreta applicazione “a causa del mancato recepimento da parte delle amministrazioni centrali”. La restituzione della ex Zona Nafta al porto rappresenta una svolta concreta in un percorso che per anni è stato fermato e rallentato continuamente.

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