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Brigante, nota a ministeri e Regione

BRINDISI - Al fine di documentare il più possibile le iniziative in corso in queste ore per scongiurare una crisi prolungata del traffico passeggeri e Tir nel porto di Brindisi, pubblichiamo integralmente la lettera in corso di invio da parte del consigliere regionale Giovanni Brigante al prefetto di Brindisi, al Ministero delle infrastrutture e Trasporti, al Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, al presidente della Regione Puglia, all'assessore regionale del Lavoro e all'assessore alle Infrastrutture e Trasporti. Il testo era stato elaborato prima dell'ultima vicenda che riguarda le navi per l'Albania.

BRINDISI - Al fine di documentare il più possibile le iniziative in corso in queste ore per scongiurare una crisi prolungata del traffico passeggeri e Tir nel porto di Brindisi, pubblichiamo integralmente la lettera in corso di invio da parte del consigliere regionale Giovanni Brigante al prefetto di Brindisi, al Ministero delle infrastrutture e Trasporti, al Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, al presidente della Regione Puglia, all'assessore regionale del Lavoro e all'assessore alle Infrastrutture e Trasporti. Il testo era stato elaborato prima dell'ultima vicenda che riguarda le navi per l'Albania.

"Egregie Autorità, vi segnalo che con il sequestro avvenuto ieri dell'unica nave rimasta in linea tra Brindisi e la Grecia la Ionian Queen dell'armatore Endeavour, i collegamenti col territorio ellenico sono totalmente interrotti, proiettando una luce sinistra sulle possibilità attuali e future di sopravvivenza del settore commerciale e turistico brindisino e delle attività portuali legati al comparto del trasporto marittimo di passeggeri e Tir verso la Grecia.

Questa interruzione di linea manda in sofferenza gli agenti turistici e marittimi che traggono la loro sopravvivenza economica proprio dai traffici marittimi di collegamento fra Italia, Grecia, Albania, fino a ieri attivi nel porto per la destinazione ellenica. Su questi traffici, le organizzazioni e gli operatori turistici locali a partire dagli anni '70 hanno puntato, sviluppando un modello di turismo di massa famoso nel mondo di grande successo, facendo toccare al nostro porto punte di oltre un milione di passeggeri in arrivo e partenza per i porti frontalieri ellenici.

Tale traffico ha avuto come ricaduta sul territorio lo sviluppo di molteplici attività imprenditoriali, legate al settore marittimo e alla destinazione turistica Grecia. Oggi questo modello economico è in crisi, soprattutto per la perdita di competitività che il porto di Brindisi ha registrato in questi anni rispetto agli altri porti dell'Adriatico, soprattutto nei confronti del vicino porto di Bari. Inoltre, l'attuale crisi economica-finanziaria che ha investito i paesi dell'euro, sta portando la Grecia verso il default, accentuando di conseguenza la crisi del nostro porto, che purtroppo a causa di miopi politiche di sviluppo smentite dai fatti, non ha saputo diversificare nel tempo la propria offerta di collegamenti marittimi inserendo nuove filiere commerciali di trasporto verso porti diversi da quelli greci.

Le Compagnie di Navigazione che scalano i porti Adriatici con destinazione Grecia, in virtù della crisi economica in corso, vivono un'enorme difficoltà di accesso al credito e sono pertanto tutte a rischio di fallimento, prova ne è il loro ridimensionamento operativo, la situazione attuale vede: la Minoan a Venezia ha in linea una sola nave, la Anek e Superfast ad Ancona hanno trovano un accordo di cooperazione commerciale mantenendo solo una unità per Compagnia, la Superfast a Bari mantiene una partenza giornaliera con navi di minore capienza passeggeri, sempre nel porto barese, la Ventouris Ferries mantiene due navi di vecchia generazione a vocazione prettamente commerciale e infine Brindisi, l'anello più debole della catena, con l'unica compagnia la Endeavor Lines, che operava fino ad ieri senza nessuna programmazione, con una, a volte due partenze a settimana con una sola nave in linea, col rischio di cancellazione di itinerari e corse per le difficoltà economiche dovute alla crisi che investe tutte le attività in Grecia.

Con il sequestro della Ionian Queen, il settore brindisino degli operatori marittimi e turistici già in grave difficoltà subisce un colpo mortale e la crisi si scarica virulenta sugli operatori del settore, i quali hanno già adottato procedure di lavoro part-time e riduzione di salari per salvare le aziende, ma ormai si vedranno costrette ad assumere provvedimenti di ridimensionamento delle attività o vere e proprie chiusure di aziende con istanza fallimentari dai propri creditori e conseguente licenziamento di personale.

Da qui la richiesta al Prefetto di Brindisi, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministero del Lavoro, al Presidente della Regione Puglia, di dichiarare lo stato di crisi delle attività commerciali del porto di Brindisi, per consentire di attuare sul territorio le misure urgenti di rafforzamento degli ammortizzatori sociali per le tante figure professionali che operano nel settore.

Per quanto riguarda la locale Autorità Portuale, si ritiene inoltre inssufficiente ad evitare lo stato di crisi del porto il programma di 27 approdi crocieristici di piccole e medie navi previste per il 2012, reso noto dalla stessa Autorità portuale. Iniziativa utile a diversificarne l'offerta degli approdi portuali, ma insufficiente dal punto di vista economico per gli operatori locali, in quanto marginale dal punto di vista economico, a causa del minimo valore aggiunto che uno scalo tecnico crocieristico porta non solo agli operatori del settore, ma a tutte le altre attività commerciali cittadine.

Di conseguenza per conservare il tessuto economico e i relativi livelli occupazionali indotti dalle attività portuali, è necessario preservare i traffici marittimi di collegamento con i porti greci ed albanesi ed avviare da subito politiche di diversificazione di linee commerciali con altri porti. In mancanza di iniziative concrete di questa natura già la programmazione prevista nel 2012 dei collegamenti con la Grecia, prevedeva un abbattimento del traffico passeggeri nel porto di Brindisi stimato per difetto di circa il 40% .

Già questo un segnale di forte crisi, con numeri impressionanti di riduzione dei traffici devastanti non solo per l'economia del settore, ma di una parte rilevante della città. Con la fermata della nave la situazione oggi precipita e configurano una prospettiva oscura per le aziende e i lavoratori operanti per il porto di Brindisi. Per cui chiediamo un forte intervento dalle autorità preposte, così come la Regione Puglia e lo Stato stanno facendo a Taranto per risolvere la crisi del Terminal Container, richiediamo la stessa attenzione per salvaguardare il settore dei traffici merci e passeggeri del porto di Brindisi per i collegamenti con la Grecia e forse domani per l'Albania, a tutela delle imprese e dei lavoratori brindisini, per non trasformare definitivamente il porto di Brindisi in un porto ad utilizzo soltanto per traffici energetici ed industriali".

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