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"La nuova amministrazione è chiamata ad assumere decisioni vitali"

"Ci sono gli spazi per riuscirci, anche se il divario economico-sociale con altre provincie ha assunto dimensioni molto profonde"

Riceviamo e pubblichiamo una nota della Uil Brindisi sulla riunione dell'esecutivo territoriale dell'organizzazione sindacale, a conclusione della fase congressuale. 

A conclusione della fase congressuale si è riunito l’esecutivo territoriale della Uil di Brindisi per discutere sulla situazione in cui versa il nostro territorio.

Dopo l’intervento introduttivo del Segretario generale Antonio Licchello, molto spazio è stato dato ai problemi antichi che affliggono la nostra collettività, non affrontati e risolti negli ultimi anni con le opportunità di sviluppo mancate, a causa di una politica discutibile e perdente. Questi sono stati gli argomenti che hanno avuto spazio nella discussione odierna. L’Amministrazione comunale brindisina, appena eletta, è chiamata ad assumere decisioni vitali per invertire la rischiosa rotta che fino ad oggi ha percorso la politica.

La Uil di Brindisi è convinta che ci sono gli spazi per riuscirci, anche se il divario economico-sociale con altre provincie ha assunto dimensioni molto profonde. La nostra comunità occupa gli ultimi posti nella graduatoria nazionale ed in quella regionale, nonostante le potenzialità infrastrutturali, naturali ed indotte del territorio. Le novità e le idee che circolano in questo momento potrebbero essere vincenti, se opportunamente discusse, condivise e realizzate.

Viene avanti la proposta di incontro tra i 3 sindaci di Brindisi, Lecce e Taranto mettere in piedi un coordinamento istituzionale, in considerazione della verosimile radice ed appartenenza politica, per discutere strategie e programmi di sviluppo comuni. Se fosse soltanto questa la ragione, allora, lo diciamo già da ora, avrebbe vita breve e, malinconicamente, farebbe la stessa fine dei tanti progetti faraonici sulla carta, miseramente falliti!

Bisogna tenere in considerazione, salvaguardando la storia, le eccellenze produttive, le peculiarità dei territori senza considerarsi i primi della classe, alla ricerca a priori di vedersi riconosciute titolarità e ruoli di rappresentanza superiori. Lo diciamo perché già sono cominciati tra gli attori politici e non coinvolti i primi distinguo su questo o quello che si vorrebbe, potrebbe fare e realizzare.

La nostra regione possiede ricchezze e potenzialità eterogenee e complementari tra loro che hanno solo bisogno di essere ottimizzate e sfruttate. Non facciamoci scappare l’occasione! Sarebbe un imperdonabile errore che ci farebbe tornare indietro lamentando, ancora una volta, l’ennesima opportunità perduta!

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