Economia

Sulle crociere troppe cortine fumogene: ecco come stanno le cose

L'ingresso a macchine indietro adagio della Msc Magnifica nel porto interno di Brindisi è stato accompagnato non dai getti d'acqua dei rimorchiatori, come si usava un tempo, ma da cortine fumogene, apparizioni un po' meste in banchina come quella dell'ex presidente dell'Autorità Portuale, Iraklis Haralambidis, e da una lunga coda di aspre polemiche su Facebook innescate dal capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, Mauro D'Attis. Grimaldi intanto inaugura una nuova linea anche a Bari

BRINDISI – L’ingresso a macchine indietro adagio della Msc Magnifica nel porto interno di Brindisi è stato accompagnato non dai getti d’acqua dei rimorchiatori, come si usava un tempo, ma da cortine fumogene, apparizioni un po’ meste in banchina come quella dell’ex presidente dell’Autorità Portuale, Iraklis Haralambidis, e da una lunga coda di aspre polemiche su Facebook innescate dal capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, Mauro D’Attis, che tempo fa ammise a nome del centrodestra che caldeggiare la nomina del professore greco era stato un errore, mentre ieri, forse sovrastato dalla mole della Magnifica, subendo una sorta di sindrome da folgorazione sulla strada di Damasco, ne ha tessuto le lodi attaccando – sempre sulla sua pagina Facebook – coloro che, assieme ad alcuni giornalisti (ma non dicono mai quali, tuttavia facilmente identificabili perché non sono quelli che stanno intorno a loro), sostennero e sostengono la necessità di allargare il Canale Pigonati.

Haralambides e Mauro D'AttisUna baraonda mediatica che come sempre rende difficile dare alle cose l’esatto valore, confonde le responsabilità e consente di cambiare le carte in tavola. Ovviamente a danno della città, e in questo caso del suo porto. Allora parliamo di crociere, ma anche della nuova linea che la compagnia Grimaldi proprio giovedì inaugurerà tra Patrasso, Bari e Venezia per il solo traffico ro-ro (Tir e trailer, senza passeggeri). Per prima cosa va ricordato che, sino a decisione contraria, la Msc non ha in programma alcun attracco nel porto di Brindisi per l’intero 2016, mentre ha confermato i suoi scali nel porto di Bari anche per il 2017. La speranza è che l’esperimento condotto lunedì mattina sia il segnale di un ripensamento. Ma sino a quando ciò non si verificherà, meglio non illudere i cittadini con l’avvenimento di ieri. (Nella foto, D'Attis e Haralambidis)

La seconda verità che viene dimenticata, anzi, che viene rimestata e  stravolta, è legata alla discussione che vi fu il 14 febbraio 2014 in Comitato portuale sull’allargamento del Canale Pigonati, come hanno tentato di ricordare a Mauro D’Attis che non fa parte di quell’organismo e non ne mai letto i verbali, probabilmente, sia il rappresentante di Raccomar, l’associazione degli agenti marittimi, Teo Titi, che il presidente della Camera di Commercio, Alfredo Malcarne, e qualche altro costante osservatore delle vicende portuali, come l’architetto Carlo Sciarra. A dire che una nave delle dimensioni della Msc Magnifica mai sarebbe potuta entrare nel porto interno di Brindisi, anche allargando il Canale Pigonati, furono proprio i vertici dell’Autorità Portuale presieduta da Iraklis Haralambidis. Ciò per contrastare chi chiedeva di fermare il consolidamento delle banchine del canale, opera attualmente in corso, perché ciò avrebbe reso in futuro complicatissimo e molto costoso l’allargamento.

Msc Magnifica 2-2Ci sono le registrazioni, per chi è abituato a documentarsi e ad approfondire. Invece oggi alle stesse persone che negavano tale possibilità pur di tacitare i sostenitori dell’allargamento, viene attribuito da alcuni giornali il progetto, il sogno di fare entrare nel Seno di Levante un bestione da quasi 300 metri di lunghezza. E’ molto facile cambiare le carte in tavola, e D’Attis dimostra di non essere affatto informato su come andarono le cose quel 14 febbraio del 2014. Non parliamo poi di qualche consigliere comunale che nell’armadio ha più maglie di Ibrahimovic, che si è affrettato a  twittare “Haralambides 1- Gufi 0”.  Secondo i vertici dell’Autorità Portuale, invece, mai e poi mai  nel porto interno sarebbe potuta entrare una nave più lunga di 220 metri, come la Zenith e l’Europalink, da considerare casi episodici perciò.

Ma anche quel giorno i nostri sfiorarono l’autogol. Avevano invitato come esperto alla sessione del Comitato portuale il capo dei Piloti del Porto, Leo Morolla, il quale da marinaio prudente ed esperto affermò che si sarebbe potuto azzardare sino a 250 metri di nave, ma aggiunse anche che un allargamento del Canale Pigonati sarebbe stato utile per superare questo handicap. Come molti sapranno, è stato proprio Leo Morolla a portare dentro al Seno di Levante, ieri mattina, i 297 metri della Msc Magnifica. Questo dimostra una cosa: che nel porto interno di Brindisi si può ragionare seriamente, dati i servizi nautici a disposizione, su un  traffico crocieristico fatto anche di grandi navi, e che l’allargamento del canale Pigonati era e resta una condizione oggettiva di vantaggio, di sicurezza e di adesione per le compagnie.

Brindisi - Il Canale Pigonati-2Infatti una terza verità è costituita dal fatto che l’affrontare ogni volta una evoluzione nel porto medio per entrare di poppa nel canale Pigonati non è una manovra né semplice né ordinaria, e che per far ciò non solo occorre il consenso del comandante della Capitaneria di Porto, ma anche quello del comandante della nave, al quale spetta l’ultima parola. Se il comandante non è convinto, la manovra non si fa (è già accaduto con la Mein Schiff della Tui). Un canale più largo servirebbe a convincere comandanti e compagnie che il gioco vale la candela. Non ci spingiamo a dire che forse un canale più largo ridurrebbe anche l’handicap del vento, sostenibile solo sino a 15 nodi per una manovra con una nave come quella di ieri. Insomma, le battute su Facebook, le accuse fuori posto a chi si batte per migliorare le infrastrutture e l’agibilità del nostro porto, i meriti attribuiti alle parti sbagliate, costituiscono un elemento di confusione per i cittadini di Brindisi che hanno diritto a sapere esattamente come stanno le cose, in cosa si può sperare, e su cosa si può lavorare.

E veniamo alla nuova linea che Grimaldi da giovedì inaugura a Bari. Qualcuno potrebbe dire: ecco le conseguenze dell’opposizione che la compagnia napoletana ha trovato a Brindisi. Ora si stanno spostando a Bari. Le cose non stanno così. A Bari, Grimaldi fissa una tappa di una nuova autostrada del mare con Venezia e Patrasso, senza passeggeri ma solo per camion e trailer. Inoltre, a Bari la nave di Grimaldi non avrà sconti sui servizi portuali, come invece avviene a Brindisi, né prelazioni di ormeggio, né tariffe agevolate dalle imprese che movimentano i trailer. Quindi perché dovrebbe spostare le sue navi da Brindisi nel porto del capoluogo di regione, solo perché la questione della concessione ventennale richiesta è stata congelata, lasciando così una banchina dove praticamente non ha concorrenti e che gli costa molto meno? Non è sostenibile l’idea della scelta di un altro porto da parte di Grimaldi, dove non sarebbe concesso ciò che invece ha ottenuto a Brindisi, solo per “punire” chi sostiene la necessità di rivedere i termini della concessione richiesta. Sarebbe una offesa alla stesso gruppo partenopeo, uno dei più grandi al mondo.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sulle crociere troppe cortine fumogene: ecco come stanno le cose

BrindisiReport è in caricamento