"La Provincia affida lavori a terzi e non alla Santa Teresa"

Diffida dei sindacati confederali all'ente per l'applicazione del piano industriale. Chiesto incontro urgente

BRINDISI – Cgil, Cisl e Uil hanno diffidato formalmente “tutti gli organismi di governo sia a livello statale che locale” ad applicare correttamente la normativa di settore per consentire alla società in house della Provincia di Brindisi, la Santa Teresa Spa, di attuare il suo piano industriale. “Da tale missiva ci aspettiamo una pronta convocazione con tutte le parti in indirizzo tesa all’assegnazione alla Santa Teresa della ordinaria manutenzione di strade, scuole, biblioteca (ancora inutilizzata) ed altre attività di cui al Dlgs 16 giugno 2017, n.100,  oltre alla ricollocazione, con provvedimento di competenza Regionale, di una parte del personale interessato,  presso il Mercato del Lavoro e il Centro per l’Impiego della Provincia di Brindisi ormai al collasso per carenza di personale”, scrivono i sindacati confederali al Ministero del Lavoro, Regione Puglia e Provincia di Brindisi.

A tutela dei 113 lavoratori della multiservizi della provincia, i tre sindacati ricordano che il piano industriale è rimasto inattuato, e che “tra le risorse ad oggi esigibili vi  sono quelle da utilizzare  nei 6 anni  a decorrere dal 2017 per programmi straordinari di manutenzione  della rete viaria delle province ed approvate con il Decreto  Sud (legge.18/17). Il 38% di tali somme saranno destinate al Sud ed in Puglia potrebbero essere intercettati oltre 10 milioni di euro. A questo dovranno sommarsi – sostengono i sindacati - una serie di provvedimenti assunti dallo stesso socio unico della Santa Teresa, la Provincia di Brindisi, la quale - in palese conflitto con l’atto di indirizzo del Consiglio Provinciale che prevedeva di  trattenere la partecipazione societaria della Santa Teresa – ha affidato una serie di servizi che ricadono nelle competenze della Santa Teresa, a società esterne e con affidamento diretto”.

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“La somma non è di modesta entità, si discute di oltre 231.000 euro, che ben avrebbero potuto essere gestiti per ridare linfa alla società ed ai suoi dipendenti. Ed infatti, la Società Santa Teresa proprio per poter gestire questo genere di appalti  - proseguono i sindacati - è stata accreditata presso la piattaforma Anac  ex Dlgs 50/16, ciò nonostante in questa delicata vicenda non ha mai ricevuto alcun invito a partecipare all’offerta economica, tant’è che i lavori sono stati affidati direttamente a favore di soggetti terzi estranei, in palese violazione dello statuto societario rappresentato al 100% dalla Provincia di Brindisi, lo stesso Ente che con atti illegittimi e contraddittori non permette alla Società Santa Teresa l’avvio del Piano Industriale”. Da qui la diffida.

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