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Domenica, 5 Dicembre 2021
Economia

La Sfir ha iniziato la sua attività produttiva, poi toccherà all'energia con biomasse

BRINDISI – L'attività produttiva della raffineria di zucchero Sfir è già cominciata. Dopo l'arrivo dei primi carichi di materia prima, sono iniziate le fasi di lavorazione dello zucchero dallo stato grezzo a quello che viene comunemente utilizzato nelle case o nei bar ogni giorno. Per quanto riguarda la produzione di energia con biomasse, invece, se ne parlerà nei prossimi mesi, forse a partire da febbraio.

BRINDISI - L'attività produttiva della raffineria di zucchero Sfir è già cominciata. Dopo l'arrivo dei primi carichi di materia prima, sono iniziate le fasi di lavorazione dello zucchero dallo stato grezzo a quello che viene comunemente utilizzato nelle case o nei bar ogni giorno. Per quanto riguarda la produzione di energia con biomasse, invece, se ne parlerà nei prossimi mesi, forse a partire da febbraio.

L'azienda ha così rispettato i tempi per l'avvio della produzione entro il 2010, mantenendo così l'impegno che le deriva dalla ricevuta assegnazione delle intere quote di trasformazione per l'Italia dello zucchero greggio di canna relative alle campagne di commercializzazione 2007-2008 (50mila tonnellate) e 2008-2009 (100mila tonnellate), secondo quanto previsto dal decreto ministeriale 18 aprile 2006.

Ma la capacità complessiva degli impianti a regime punta alle 300mila tonnellate annue di zucchero di canna raffinato, che corrisponde al bisogno stimato del Mezzogiorno. Nello stabilimento lavoreranno 80 dipendenti: sull'aspetto occupazionale vi erano state polemiche nelle scorse settimane, soprattutto sugli accordi relativi agli ex Dow, ex Evc, ex Pastis e ex Bti.

Il protocollo registrava anche l'impegno di Sfir a ridimensionare sino a 185 tonnellate annue le emissioni massiche previste dell'impianto e al trattamento ottimale dei reflui, nonché la destinazione a concimi e mangimi dei residui di lavorazione. La raffineria è approvvigionata di zucchero greggio via mare con 10-15 navi l'anno, e di 50mila tonnellate di olio di palma e di girasole con altre 10 navi, mentre altre 5-6mila tonnellate di olio vegetale saranno prodotte da un impianto interno di spremitura rifornito da colture locali. Sfir ha progettato a Brindisi anche una filiera agro-energetica per la parziale alimentazione di una minicentrale interna cogenerativa da 39 megawatt, composta da due motori a combustione interna da 17 megawatt elettrici ciascuno, un gruppo a turbogas da 5 megawatt elettrici, e da una caldaia sempre a metano da 20 megawatt termici. La raffineria può immettere in rete 30 megawatt elettrici.

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