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Aeroporto col segno più anche a febbraio. Ma territorio distratto

I dati del mese e del primo bimestre 2018. Occorrono analisi compiute, però, sulle tendenze e sui bisogni del bacino ionico-salentino

BRINDISI – Col segno più i dati dell’aeroporto di Brindisi anche per il mese di febbraio 2018, su cui la chiusura dell’aeroporto di Bari non dovrebbe aver influito visto che il “Karol Wojtyla” è diventato inattivo dalla sera del 28 di quel mese (e sino all’8 marzo incluso). 

Passeggeri in percentuale

I passeggeri dei voli nazionali sono aumentati del 5,4 per cento rispetto al febbraio del 2017 (Bari stazionario), quelli dei voli internazionali del 17,4 per cento (Bari più 20 per cento), di cui la quota passeggeri di paesi dell’Unione Europea costituisce il 41,5 per cento (a Bari sono stati il 23,4 per cento). Dati utili soprattutto per le analisi dei tour operator delle province servite dall’Aeroporto del Salento e per le amministrazioni locali.

In totale, Brindisi ha totalizzato un +7 per cento del commerciale, Bari il 5,9 per cento. Sommando invece gennaio e febbraio 2018, Brindisi – Aeroporto del salento segna un +13,6 del commerciale (Bari un 8,8). I voli nazionali nei primi due mesi del 2018 hanno registrato un incremento del 6 per cento, Bari ha totalizzato un +2,3. Nei voli internazionali l’Aeroporto del Salento a gennaio-febbraio il traffico è cresciuto del 21,7 per cento, a Bari del 24,1.

Un aereo sulla pista dell'aeroporto di Brindisi-2

Passeggeri in cifre

 Nel solo mese di febbraio 2018, Brindisi – Aeroporto del Salento 138.684 passeggeri (118.724 nei nazionali, 19.598 negli internazionali); Bari 295.128 passeggeri, (198.015 nei nazionali, 96.604 negli internazionali). Nel bimestre, Brindisi 280.126 passeggeri (240.506 nei nazionali, 39.156 negli internazionali); Bari 610.855 passeggeri (402.389 nei nazionali, 207.671 negli internazionali).

I dati dei voli

A febbraio l’Aeroporto del Salento ha registrato il 2,45 per cento in più (940 movimenti), Bari il 4,4 (2.218 movimenti): per Brindisi, però, i voli nazionali sono stati lo 0,5 in meno, mentre per Bari lo 0,1 per cento in più, mentre hanno salvato il trend i voli internazionali, con il 24,5 per cento in più per Brindisi e il 14,4 per Bari. Esaminando i dati del bimestre, brindisi ha totalizzato un numero complessivo di 1.981 voli con un +3,4 per cento (+0,7 nei nazionali, +24,2 negli internazionali), Bari un +5,6 con 4.681 voli (+1,3 nei nazionali, +15,1 negli internazionali).

Una situazione che richiede un attento esame da parte delle amministrazioni del territorio, per poter affrontare interlocuzioni utili con Aeroporti di Puglia e con la stessa Regione. L’apertura della nuova ala dell’aerostazione brindisina costituisce una buona base di supporto alle politiche delle compagnie, mentre il Salento rappresenta sempre la maggiore e più diversificata offerta turistica (da qualificare ed adeguare progressivamente agli standard europei, perché le eccellenze non possono coprire a lungo le aree di inadeguatezza).

Area gate aeroporto di Brindisi 2-2

C’è poi il capitolo dei voli nazionali. Lo scalo di Brindisi e le tre province ionico-salentine sono quelle che hanno pagato maggiormente le ristrutturazioni Alitalia e Ryanair, non bisogna dimenticarlo. Ma i problemi non si risolvono né con i proclami, né con le boutade campanilistiche, né con le sortite tardive come nel caso dei riassetti operativi dell’Enav, noti sin dal 2014, probabilmente inevitabili ma non certo inattesi.

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