Economia

Zona nafta: il Comune un piano ce l'aveva. Ecco cosa perde la città

Il Comune di Brindisi aveva a disposizione, per la ex Zona nafta, le basi di un progetto per nuovi servizi ai cittadini e al turismo. Ma il sindaco si è guardata bene dal dirlo. Ecco un’altra storia esemplare e molto poco edificante di risorse sprecate

BRINDISI – Il Comune di Brindisi aveva a disposizione, per la ex Zona nafta, le basi di un progetto per nuovi servizi ai cittadini e al turismo. Ma il sindaco si è guardata bene dal dirlo. Ecco un’altra storia esemplare e molto poco edificante di risorse sprecate. E la motivazione della mancanza di risorse finanziare per le bonifiche dell’area non regge: si sarebbe potuto candidare un progetto, al momento opportuno, a bandi nazionali ed europei.

Quali sono le reali ragioni di una decisione che, al contrario di quanto qualcuno afferma, non ha prodotto una restituzione dell’area alla città, ma una sottrazione di un settore di territorio urbanisticamente importante al controllo del Comune, consegnandolo invece all’Autorità portuale? Intanto bisogna dire che per una riqualificazione dell’area della ex Zona nafta, il Comune avrebbe avuto bisogno di acquisire, con una transazione, o con uno scambio di aree, i confinanti terreni del Consorzio Asi. Sarebbe stato troppo complicato trovare un accordo tra questa maggioranza e il presidente dell’Asi, Marcello Rollo, che la sostiene apertamente?

L’occasione che Brindisi ha perduto – salvo eventuali futuri ripensamenti e diversi accordi con la nuova authority di sistema portuale dell’Adriatico Meridionale – è ben descritta in alcune pagine della parte strutturale della bozza di Piano urbanistico generale che stava preparando il progettista estromesso, con tutta l’equipe del Pug, dalla defunta giunta Consales, il professor Giorgio Goggi. Bozza che circola da qualche tempo e ben nota agli uffici preposti del Comune.

La sistemazione dell'area prevista dal professor Goggi-2

Cosa si proponeva, nella parte riguardante la ex Zona Pol della Marina Militare, considerando ovviamente anche i problemi  posti dai vincoli gravanti sull’area, e le soluzioni agli stessi? Una serie di interventi integrati all’esigenza di ridimensionare i rischi di esondazione del Canale Patri. Quindi opere e servizi alla città, ma anche una sistemazione del sito dal punto di vista idrogeologico.

Nella bozza di Goggi ci sono l’idea di una darsena in fondo al Seno di Levante, con servizi dedicati, per piccole imbarcazioni da diporto a motore, la tipologia più diffusa tra i brindisini che praticano attività in mare. Poi verde attrezzato, strutture per il turismo, anche edilizia residenziale, una grande vasca di laminazione nella parte terminale del Canale Patri in prossimità della darsena, la sistemazione del ramo secondario tombato, un intervento sulla fascia di rispetto per l’area cimiteriale, da portare a 100 metri.

Tutto ciò, come già detto, considerando anche le soluzioni per i vincoli presenti. Brindisi non aveva bisogno di tutto questo? E tutto ciò lo mai potrà realizzare la nuova autorità portuale, visto che dovrà affrontare il riassetto di ben cinque porti, i problemi più urgenti legati alla logistica del commercio marittimo, e a Brindisi anche la mancanza del nuovo Piano regolatore portuale, mentre quello vigente non prevede alcun intervento per il sito della ex Zona Pol? Riportiamo integralmente di seguito il contenuto delle indicazioni di progetto del professor Goggi.

Il dimensionamento dell'area che prevedeva il piano di Goggi-2

LA BOZZA GOGGI DEL PUG E LE INDICAZIONI DI PROGETTO PER LA EX ZONA NAFTA

“S’intende per contesto del Seno di Levante la vasta area pianeggiante posta al fondo del braccio di mare omonimo ed occupata da impianti portuali. Per lungo tempo l’area non è stata disponibile perché occupata dallo stoccaggio dei carburanti utilizzati dalla Marina Militare: oggi questi serbatoi non sono più utilizzati e si apre quindi la possibilità di far rientrare quest’ambito nell’ambiente urbano della città.

L’area è scarsamente utilizzata, prevalentemente con piazzali di parcheggio e per il necessario collegamento tra le banchine in sponda destra e sinistra del Seno di Levante. E’ quindi divenuta piuttosto concreta la possibilità che anche questo comparto possa essere oggetto di scambio o di altro tipo di accordo tra l’Amministrazione Comunale e l’Autorità Portuale e tornare a far parte della città.

L’area in questione, peraltro, è soggetta all’esondazione del Canale Patri, come risulta dal PAI, ed in passato è già stato necessario realizzare una vasca volano -peraltro insufficiente- per metterla in sicurezza. A fianco di quest’area, sul lato Est, ve ne è un’altra, attualmente non utilizzata, di proprietà del Consorzio ASI, che potrebbe essere ceduta al Comune in uno scambio di aree. Quest’ultima, leggermente elevata, si presta all’edificazione, sia in termini funzionali sia paesaggistici.

L'ex Zona Pol come è attualmente-3

Quest’area, però, è gravata da numerosi vincoli che, per poter attuare questo progetto, andranno valutati e, ove possibile, rimossi. Sono di seguito elencati.

• Vincolo cimiteriale. Il cimitero di Brindisi è stato ampliato sulla sua fascia di rispetto senza costituirne una più estesa, si trova quindi ad essere totalmente privo di fascia di rispetto. Il Piano prevede di ricostituire la fascia, di dimensione ridotta al valore minimo di 100 m (per la quale occorrerà acquisire la necessaria autorizzazione prefettizia richiesta dal RD 1265/1934), che limiterà in parte l’edificabilità dell’area.

• Vincoli idrogeologici. Sull’area insiste il vincolo idrogeologico relativo al Canale Patri, imposto dall’Autorità di Bacino. Si prevede che, con la creazione della darsena (di cui al punto successivo) che dovrebbe annullare la pericolosità del canale, questo vincolo possa essere ridotto o rimosso. Inoltre esiste un altro corso d’acqua minore, che scorre verso le banchine portuali, ove viene tombato. Si può pensare che, con opportuni interventi, anche questo vincolo possa essere rimosso. L’Autorità di Bacino è stata consultata nella riunione del 20.11.2014 ed ha mostrato una disponibilità nell’ambito di quanto previsto dall’art. 6, “Alveo fluviale in modellamento attivo e aree golenali”, comma 4 delle NTA. Per l’altro corso d’acqua, con un bacino imbrifero limitato sono possibili opere nella fascia dei 75 m previo nulla osta da parte dell’Autorità di bacino. Occorrerà inoltre rispettare il Regolamento regione Puglia 11.3.2015 “Norme per i terreni sottoposti a vincolo idrogeologico”. Ovviamente, sarà necessario operare in stretto rapporto con l’Autorità di Bacino per verificare se queste operazioni siano possibili e in quale misura e realizzare le opere di messa in sicurezza dell’area preventivamente alla nuove costruzioni.

Brindisi - La strada del Canale Patri 2

• Vincolo PPTR. Su tutta l’area il Piano pone il vincolo di 300 m dalla battigia, che comprende anche le aree urbane edificate e quelle degli impianti portuali, tuttavia questo vincolo non dovrebbe riguardare le aree urbane e quelle portuali, si può quindi pensare di concordare con la regione una variante al PPTR. A fianco di quest’area, sul lato Est, ve n’è un’altra, attualmente non utilizzata, di proprietà del Consorzio ASI, che potrebbe essere ceduta al Comune in uno scambio di aree.

La fortunata posizione di questo comparto nel paesaggio del porto interno la predispone ad una destinazione di carattere turistico-residenziale-ricettivo ed in particolare nel campo della nautica da diporto. L’ipotesi progettuale è quella di ampliare la foce del canale Patri, realizzando un’ampia darsena interna che abbia la funzione di vasca volano ed una foce di dimensioni maggiori, in modo da mettere in sicurezza l’area (con benefici effetti anche sul tratto a monte del canale Patri) destinandola all’ormeggio delle imbarcazioni a motore di piccola taglia.

Si tratterebbe di “opere di difesa se inserite in organici piani di assetto e progetti di sistemazione ambientale” previste anche dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (PAE0096). L’area occupata dai serbatoi della nafta potrebbe essere liberata, bonificata e destinata a verde e ad attrezzature di servizio a carattere turistico e ricettivo e nautico.

L’area posta a fianco verso Est ed accessibile dalla retrostante via Perrino, potrebbe essere utilizzata per uno sviluppo residenziale di ridotte dimensioni ma di notevole qualità paesaggistica. In questo modo si possono raggiungere tre importanti obiettivi:

· un migliore assetto idrogeologico;

· un’ulteriore possibilità di sviluppo nel campo turistico e delle attività del tempo libero,

creando inoltre strutture per la piccola nautica da diporto che, allo stato attuale, non sembrano sufficienti rispetto alla domanda potenziale;

· uno sviluppo urbano residenziale e ricettivo, ottenuto in buona parte senza consumo di suolo vergine e recuperando un luogo che possiede grandi potenzialità paesaggistiche.

L’attuazione di queste previsioni urbanistiche dovrà avvenire tramite uno o più appositi piani particolareggiati o analoghi piani attuativi di dettaglio. Il dimensionamento della vasca volano sarà effettuato in sede di studio idrogeologico".

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