Lavoratori Nubile, picchetto a Cerano

BRINDISI - Un gruppo di dipendenti della ditta Nubile Srl sta bloccando, fin dalle prime ore luci del giorno, l'ingresso principale della centrale Enel "Federico II" di Cerano. I lavoratori chiedono di essere assorbiti dall'azienda, la Cannone Srl, che a partire dal prossimo 17 luglio subentrerà nel trasporto di fanghi e ceneri.

La manifestazione dei 18 dipendenti licenziati dalla Nubile

BRINDISI - Un gruppo di dipendenti della ditta Nubile Srl sta bloccando, fin dalle prime ore luci del giorno, l'ingresso principale della centrale Enel "Federico II" di Cerano. I lavoratori chiedono di essere assorbiti dall'azienda, la Cannone Srl, che a partire dal prossimo 17 luglio subentrerà alla Nubile nel servizio di trasporto di fanghi e ceneri che derivano dal processo produttivo della termoelettrica a carbone.

Pochi giorni fa, 18 lavoratori hanno ricevuto una lettera di licenziamento  dalla Nubile Srl. La decisione di mettere in atto la protesta è maturata ieri mattina, dopo che il tavolo in Provincia per la risoluzione della vertenza che aveva riunito tutte le parti in causa (sindacati, Nubile, Cannone ed Enel) si era chiuso con una fumata nera. Alle 17 odierne nuova riunione, ma questa volta la mediazione avverrà in Prefettura.

Il blocco non sta compromettendo i servizi essenziali della centrale, e si svolge all'ingresso riservato al personale. Libero invece quello destinato ai camion che fa da accesso anche al parco carbone. Va chiarito che il contratto nazionale della categoria (quella del trasporto) non prevede la clausola del transito automatico del personale tra azienda uscente ed azienda subentrante. Sino ad oggi è stata tuttavia applicata una procedura di questo genere, ma solo in assenza di personale eccedente da parte della nuova impresa.

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Enel a quanto pare non intende entrare nel merito del problema, ma a Brindisi sono ormai ricorrenti le tensioni occupazionali legale alle cessazioni dei contratti di appalto per i servizi industriali, in cui frequentemente entrano in gioco anche pressioni interne delle imprese interessate. E' la precarietà di un sistema sostanzialmente monocliente, se si considera il numero ristretto di committenti nell'area industriale brindisina.  Sul posto ci sono i poliziotti della Digos e i carabinieri.

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