Economia

Lavoratori della sanità privata, la quarantena da Covid che nega il premio

Sull'importo dell'incentivo influisce questo fattore, nonostante non possa definirsi "malattia", denunciano Cgil, Cisl e Uil. Per loro è una "beffa"

BRINDISI - Problemi per il Covid, ma non in corsia, per i lavoratori della sanità privata: per loro, a causa della quarantena, ci sarebbe il rischio di perdere un premio, come da contratto. Lo denunciano le segreterie Cgil Fp, Cisl Fpl e Uil Fpl. Le quali definiscono il caso "surreale". Si legge in un comunicato diramato dalle tre sigle sindacali: "Continua la beffa nei confronti dei lavoratori sanità privata che, a distanza di quasi due anni ormai, continuano a combattere dall'interno il 'nemico covid'. E' uscito in questi giorni un articolo su 'aiop.it' trattante il premio di incentivazione ex articolo 65 del Ccnl Aiop-Aris".

"Tale articolo - prosegue il comunicato - prevede che ogni anno a tutto il personale, nel mese di luglio, sia corrisposto un premio di 450 euro lordi, dopo 258 giorni di presenza in servizio. Questo stesso importo è suscettibile di variazioni, 15 euro per ogni giorno di assenza o presenza fino a un totale massimo di 580 euro.
Su questo articolo si cita che la malattia da Covid, o 'quarantena', verrà considerata come malattia generica. Ora, non solo come già sappiamo i dipendenti sanitari devono sopperire allo stato di emergenza, lavorando in ambienti poco sicuri, con il peso di portare a casa ogni giorno un virus che potrebbe rivelarsi letale, soprattutto qualora avessero un parente 'fragile'; non solo il personale, deve sopperire alla enorme disorganizzazione che vige da più di un anno e mezzo in tutti gli ambienti sanitari ad ogni livello, ma deve anche essere beffato e 'multato' perdendo il suddetto premio".

Ma il punto non è solo il premio: "Otre a tutto ciò va considerato anche che è già complicato fare le indagini per rintracciare le persone che sono state a contatto con un positivo per metterle in quarantena fiduciaria, se la popolazione che spesso è restia a segnalare i nomi dei contatti è anche a conoscenza del fatto che l'anno successivo, colleghi e parenti ci rimetteranno anche economicamente, il rischio di 'omettere' i nominativi dei possibili infettati e di conseguenza l'espansione del virus sarà più incisiva sulla curva epidemiologica, con la maggior espansione 'silente' del virus".

Le organizzazioni sindacali ricordano che "la quarantena fiduciaria interessa persone sane, che vengono isolate per monitorare una eventuale comparsa di sintomi. Questo presuppone che già a priori il concetto di malattia su cui fonda i suoi criteri l'Inps decade. Si definisce malattia 'una indennità riconosciuta ai lavoratori quando si verifica un evento morboso (malattia) che ne determina l'incapacità lavorativa'. Va da sé che un soggetto che non sviluppa sintomi resta ovviamente sano. Fatte queste premesse si porta alla luce l'ennesima ingiustizia subita da tutti i lavoratori, nel non percepire il premio produzione, già misero di suo, dopo tutto l'impegno profuso, dopo la pazienza e l'abnegazione dimostrata da tutti negli ultimi due anni, dove il lavoratore invece di essere premiato viene continuamente beffato, offeso e punito dagli stessi che lo chiamano eroe".

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