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Economia

"Lavoratori Securpol Puglia di Brindisi, ancora non è arrivata la trecidesima"

L'affondo di Filcams Cgil e Fisascat Cisl: "Tali cronici ritardi determinano conseguenze drammatiche"

BRINDISI - Le organizzazioni sindacali della provincia di Brindisi Filcams Cgil e Fisascat Cisl "sono costrette a denunciare la grave situazione che continua a interessare i lavoratori e le lavoratrici di Securpol Puglia di Brindisi. Ad oggi le maestranze non hanno ancora percepito la 13esima mensilità che, come esplicitato nell’articolo 117 del contratto collettivo nazionale di lavoro per 'dipendenti da istituti e imprese di vigilanza privata e servizi fiduciari', dovrebbe essere corrisposta entro il 20 dicembre", si legge in una nota.

I sindacati proseguono: "La Securpol Puglia, così facendo, sta attuando una gravissima violazione delle norme contrattuali. A ridosso delle festività natalizie, tale inadempienza rischia di avere pesantissime ripercussioni economiche sulle famiglie dei lavoratori che aspettavano l’istituto contrattuale per poter trascorrere serenamente con i propri congiunti giorni messi a dura prova dalla pandemia".

La Securpol Puglia oggi vanta nella sola provincia di Brindisi oltre 120 dipendenti, occupati negli appalti delle Asl, Autorità Portuale, Enel, Aeroporto etc. Tutti i giorni essi lavorano, "ma è faticoso farlo nella quasi consapevolezza che pezzi di salario non arriveranno puntuali, soprattutto quando non si ha altro reddito, ragion per cui è facilmente intuibile che tali cronici ritardi determinino conseguenze drammatiche. Chi lavora deve essere pagato", si legge nella nota.

La Filcams Cgil e la Fisascat Cisl rivendicano il pagamento immediato della tredicesima e puntualità nei futuri pagamenti. "Se così non fosse si attiveranno tutte le iniziative opportune oltre alla richiesta di attivazione verso le committenti della responsabilità in solido. I problemi accumulatisi sono tanti, oltre al pagamento della tredicesima, e passano per le ore di straordinario espletate su alcune postazioni quasi strutturalmente, la gestione non funzionale delle ferie e dei permessi, fino ad arrivare alla distribuzione centellinata di dispositivi di protezione individuali nonostante i vari protocolli sulla sicurezza siglati", proseguono i sindacati.

Un altro punto dolente denunciato dai sindacati: "Ciò che allarma, preoccupa e duole è che la Securpol Puglia non ha comunicato tale ritardo né alle Rsa né alle segreterie territoriali sindacali, facendo venire meno le giuste relazioni sindacali che faticosamente sono state costruite in questi anni. La Filcams Cgil e la Fisascat Cisl sono stanche di andare in giro per tavoli prefettizi e tentativi di conciliazione all’Ispettorato del lavoro dove purtroppo non vi è nessuna risoluzione definitiva a queste questioni aperte".

I sindacati chiudono la nota con queste parole: "I lavoratori e le lavoratrici devono essere pagati e pertanto si procederà ad attivare anche la responsabilità solidale e a chiedere direttamente l’intervento sostitutivo dei pagamenti delle retribuzioni agli enti committenti, così come previsto dalla normativa vigente degli appalti in questi casi. Qualora non bastasse si procederà alle azioni giudiziali e al contempo a rivendicare quanto dovuto utilizzando tutte le forme di protesta normativamente previste".

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