Martedì, 18 Maggio 2021
Economia

Lavori al Terminal Costa Morena, l'Ordine degli Architetti chiederà un incontro con Giurgola

BRINDISI - Il Consiglio dell’Ordine degli Architetti chiederà a breve, e comunque prima delle ferie estive, un incontro con il presidente dell’Autorità Portuale Giuseppe Giurgola per discutere dei lavori e delle scelte per gli incarichi professionali per quanto riguarda il porto di Brindisi. La conferma arriva dal presidente dell’Ordine Fulgenzio Clavica, dopo che il Consiglio ha preso atto di segnalazioni in merito: “Non è in discussione tanto la progettazione per la stazione marittima, beninteso – spiega Clavica – né tantomeno il valore dei colleghi scelti, sicuramente preparati, ma abbiamo bisogno di un confronto per capire come mai non si tenga conto di molte altre professionalità esistenti già sul territorio”.

Il terminal privato di Costa Morena

BRINDISI - Il Consiglio dell'Ordine degli Architetti chiederà a breve, e comunque prima delle ferie estive, un incontro con il presidente dell'Autorità Portuale Giuseppe Giurgola per discutere dei lavori e delle scelte per gli incarichi professionali per quanto riguarda il porto di Brindisi. La conferma arriva dal presidente dell'Ordine Fulgenzio Clavica, dopo che il Consiglio ha preso atto di segnalazioni in merito: "Non è in discussione tanto la progettazione per la stazione marittima, beninteso - spiega Clavica - né tantomeno il valore dei colleghi scelti, sicuramente preparati, ma abbiamo bisogno di un confronto per capire come mai non si tenga conto di molte altre professionalità esistenti già sul territorio".

Il punto di partenza, inevitabilmente, è la scelta dall'Authority per i lavori per la ristrutturazione e l'ampliamento del Terminal Costa Morena. In Consiglio è pervenuta una richiesta di verifica del progetto esecutivo delle opere, "dal che si evince che è stato redatto un preliminare ed un definitivo, e che il preliminare è stato affidato con procedura fiduciaria". Ma proprio l'affidamento è uno dei motivi del contendere: non esisterebbe, infatti, un Albo professionisti di cui tenere conto in situazioni come queste e - visto che si parla di incarichi di fiducia -, non a tutti è chiaro evidentemente come mai la fiducia non venga concessa a professionisti del territorio, che lanciano un segnale d'allarme non soltanto per un incarico sfumato, ma soprattutto per i contraccolpi che possono essere avvertiti dall'economia locale.

In Consiglio era già pervenuta una richiesta di verifica: "Poiché l'ammontare delle opere in appalto (quindi progettate) - si segnalava - è complessivamente pari a 9.640.802,51 euro, si rende doveroso verificare, per il principio di lealtà equità e trasparenza, la rispondenza delle procedure di affidamento degli incarichi di progettazione, se non vi sia elusione delle norme stesse, nonché in ultimo se vi siano implicanze con il Codice Deontologico".

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