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I lavoratori di Wcs

I lavoratori di Wcs

Lavoro a termine al posto di dieci unità

BRINDISI – Si oppongono al trasferimento presso la raffineria di Taranto. E’ per questa ragione che dieci lavoratori di una ditta subappaltatrice dell’Enel attiva nel settore dei lavaggi idrodinamici, la Wcs, hanno bloccato fin dalle prime luci del giorno i cancelli della centrale Enel di Cerano.

BRINDISI - Si oppongono al trasferimento presso la raffineria di Taranto. E' per questa ragione che dieci lavoratori di una ditta subappaltatrice dell'Enel attiva nel settore dei lavaggi idrodinamici, la Wcs (Waste control service) del consorzio Cogemain, hanno bloccato fin dalle prime luci del giorno i cancelli della centrale Federico II di Cerano, provocando un incolonnamento di auto arrivato quasi fino all'innesto con la strada statale 613 che collega Brindisi a Lecce.

La protesta giunge dopo otto giorni di sciopero bianco e un incontro svoltosi ieri in Provincia fra i diretti interessati e il responsabile della Wcs. Supportati dai sindacati Cisal - Fialm e Uilm, i manifestanti minacciano di andare avanti con la mobilitazione fino a quando le loro istanze non verranno accolte. E decisivo, a tal proposito, potrebbe rivelarsi un faccia a faccia in corso in queste ore fra il titolare della Wps e i dirigenti della centrale, al quale presto potrebbero unirsi anche gli stessi lavoratori.

"Dal 2006 al 2008 - dichiara Giovanni Alfarano, delegato sindacale della Cisal - abbiamo lavorato con un contratto di lavoro per dipendenti da imprese esercenti servizi di pulizia industriale. Nel 2008, accettammo il passaggio a un contratto per lavoratori impiegati nel settore metalmeccanico, a fronte dell'impegno di alcune garanzie occupazionali ricevute da Enel. Poche settimane fa, la Wcs ci ha comunicato la decisione di spostarci verso la raffineria di Taranto. Sulla base delle nostre informazioni - prosegue Alfarano - al nostro posto, qui nella centrale Enel di Cerano, verrebbero assunti alcuni dipendenti con contratti di lavoro a tempo determinato".

Per otto giorni, come detto, gli operai hanno fermato le attività del loro cantiere. Nella giornata di ieri, l'incontro convocato in Provincia si è concluso con una sostanziale fumata nera, cui ha fatto seguito la protesta odierna. "Vogliamo restare - afferma ancora Alfarano - all'interno dell'Enel. Dopo tanti anni al servizio di questa centrale, non possiamo accettare il trasferimento". Se in giornata non si arriverà a una svolta positiva, i dimostranti non sciuoglieranno il sit-in. "Stiamo solo chiedendo - conclude Alfarano - il rispetto dei nostri diritti di lavoratori. Se questo non avverrà, la stato d'agitazione proseguirà". (Fotoservizio Gianni Di Campi)

 

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