Economia

"Opa ostili" contro Ryanair. Favori ai petrolieri, tagli al turismo

Le “Opa ostili” del governo Renzi contro Ryanair stanno costringendo la compagnia low-cost più grande del mondo, e la prima compagnia aerea in Europa, a lasciare progressivamente l’Italia. Il taglio dei voli è già cominciato in Sardegna

L'aerostazione di Brindisi

Le “Opa ostili” del governo Renzi contro Ryanair stanno costringendo la compagnia low-cost più grande del mondo, e la prima compagnia aerea in Europa, a lasciare progressivamente l’Italia.  Il taglio dei voli è già cominciato in Sardegna dove la Regione a guida renziana applica scrupolosamente la linea impartita da Roma a vantaggio di Alitalia, sino a costringere lo stesso segretario regionale del Pd, l’imprenditore Renato Soru, ad insorgere indignato.

Ma in Puglia cosa fa il governatore Michele Emiliano? E’ pur vero che il contratto con Ryanair scadrà nel 2019, ma non è commercialmente rassicurante l’intento del presidente della Regione di aspettare il verdetto della magistratura (penale, non civile o amministrativa) sulla regolarità del rapporto economico con la compagnia low-cost inaugurato dalla giunta Vendola.

Certo è che le indecisioni, o peggio ancora l’attività di lobbying a favore di Alitalia in corso nel Paese, danneggiano solo ed esclusivamente i viaggiatori e le economie, come ormai si sostiene da più parti. Una grande parte della crescita del turismo in Puglia, nazionale ed internazionale, ad esempio, è legata all’attività delle basi Ryanair negli aeroporti di Bari e Brindisi. Tutto certificato da uno studio universitario.

Ad Alghero, dopo il taglio di sette collegamenti da parte di Ryanair “scacciata” dalla Regione,  i tour operator della Sardegna Settentrionale denunciano già un caduta del 70 per cento delle prenotazioni per l’estate 2016. Un disastro. Il primo segnale era arrivato nell’ottobre scorso, quando il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, aveva portato da 6,50 a 9 euro a tratta l’addizionale comunale, che serve a finanziare – scrive in un servizio “Il Fatto Quotidiano” - il "Fondo speciale per il sostegno del reddito e dell' occupazione del personale del trasporto aereo". In altre parole, gli esuberi di Alitalia.

L’impatto dell’aumento dell’addizionale su Alitalia si perde nell’alto costo del biglietto da centinaia di euro sulle tratte nazionali, mentre su un volo da 25 euro di Ryanair la differenza si sente eccome. Si penalizzano passeggeri e le compagnie low-cost per sostenere Alitalia, e poi in Puglia si apre un’indagine per gli incentivi a Ryanair, che allo stato attuale non sono esclusi da alcuna normativa italiana ed europea, e si indagano i manager che hanno risanato i bilanci di Aeroporti di Puglia tagliando per primi i propri stipendi. E cosa fa la Regione Puglia? Aspetta, mentre agli operatori turistici vengono i sudori freddi.

Allo stato attuale, Ryanair in Italia gestisce 20 milioni di passeggeri sulle tratte internazionali, il doppio di Alitalia- Etihad, e 30 milioni di viaggiatori sulle tratte nazionali contro i 23 della compagnia amministrata da Luca Cordero di Montezemolo. Che dire. Agevolazioni ai petrolieri, tante: la motivazione è che si devono salvare posti di lavoro e che l’Italia ha bisogno di metano. Quindi boicottaggio del referendum contro le trivelle (sentitevi lo spot del Pd), ed emendamenti per sbloccare Tempa Rossa. Al turismo invece si tagliano luce, acqua e gas.

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