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"Appalti Cerano, un meccanismo perverso per le imprese locali"

Il commissario provinciale dell'Udc, Euprepio Curto, denuncia il ricorso da parte del gruppo elettrico alla procedura di gara online dell'asta inversa, e chiama il sindaco all'impegno

BRINDISI - Dopo le polemiche elettorali su Enel, utilizzate dall’attuale maggioranza contro il candidato avverso del centrosinistra Nando Marino, presidente della società di basket sponsorizzata dalla società elettrica, “si riteneva che dal nuovo sindaco, e dalla sua maggioranza, dovesse essere assunta una qualche  urgente  iniziativa finalizzata a chiarire definitivamente i rapporti tra Enel, le istituzioni brindisine e la stessa città. Invece, nulla! Sul tema è calato il silenzio più assoluto, come se non interessasse più a nessuno come il gigante energetico si attesti sul nostro territorio”.

Lo dice il commissario provinciale dell’Udc, Euprepio Curto, introducendo il tema delle gare di appalto Enel per la centrale di Cerano, condotte ormai con il meccanismo dell’asta inversa che penalizza fortemente le imprese locali: “Purtroppo, esso (il tema) continua ad essere di estrema attualità non solo in quanto, molto opportunamente, qualche sigla sindacale ha denunciato il sostanziale affievolimento delle relazioni industriali,  e del conseguenziale dialogo, ma anche perché  la multinazionale dell’Energia, che vede peraltro  la congrua partecipazione del  Ministero dell’Economia, ha reintrodotto alcune procedure di gara sulle quali non è possibile non esprimere valutazioni molto negative a causa dei riflessi devastanti che queste determinano sul sistema socioeconomico in generale, e su quello  brindisino in particolare”, dichiara Curto.

Curto spiega che “Enel adotta ormai prevalentemente quelle procedure di gara online che qualche anno fa erano state oggetto di numerose interrogazioni parlamentari a causa della loro scarsa trasparenza. Ebbene, oggi Enel quelle procedure le ha pure peggiorate, escogitando un nuovo modello: quello della cosiddetta asta inversa in virtù della quale, stante un determinato prezzo base, ogni dieci minuti le imprese partecipanti alla gara possono  proporre un determinato ribasso, con ciò determinando non solo quella  corsa al massimo ribasso che stride con i principi generali della qualità delle prestazioni rese, ma anche con i ripetuti rilievi posti  dall’Autorità Nazionale Anticorruzione”.

“Se poi a tanto si aggiunge la progressiva marginalizzazione di gran parte delle imprese locali storicamente più qualificate, messe da parte per lasciare il posto a soggetti imprenditoriali non locali sui quali da tempo in altre sedi sono in corso verifiche delicatissime, ci si rende conto – sottolinea il commissario provinciale Udc - di quanto ormai poco  la politica brindisina pesi sulle decisioni di Enel: meno di zero”. Quindi, secondo Euprepio Curto “urge richiamare tutti alle proprie responsabilità: dal nuovo sindaco, alla sua giunta; dalla maggioranza consiliare, alle  stesse opposizioni; dai sindacati, che nel corso di questi anni con Enel  hanno dialogato poco, a quelli che hanno dialogato troppo…; alla stessa Confindustria, della quale comprendiamo gli imbarazzi, a condizione che essa comprenda i nostri a chiamare le questioni con il proprio nome e cognome”.

                        

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