Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Economia

"Volevano urbanizzare sulla costa un'area più grande di quella di espansione di Milano"

Ieri abbiamo pubblicato alcune riflessioni critiche di Pierpaolo Petrosillo sulle previsione contenute nella bozza del nuovo Pug di Brindisi. Oggi facciamo lo stesso con un articolo di chiarimenti inviatoci dal professor Giorgio Goggi, il capo dell'ufficio del Pug congedato con scambio di esposti-querele dall'amministrazione Consales, e sostituito con il professor Karrer. Le sue spiegazioni, certamente già a disposizione degli inquirenti, sono dirompenti

BRINDISI - Ieri abbiamo pubblicato alcune riflessioni critiche di Pierpaolo Petrosillo sulle previsione contenute nella bozza del nuovo Pug di Brindisi. Oggi facciamo lo stesso con un articolo di chiarimenti inviatoci dal professor Giorgio Goggi, il capo dell'ufficio del Pug congedato con scambio di esposti-querele dall'amministrazione Consales, e sostituito con il professor Karrer. Le sue spiegazioni, certamente già a disposizione degli inquirenti, sono dirompenti.

L’articolo pubblicato ieri, con uno stralcio della tavola del Pug, è stato provocato, con le sue più che giuste perplessità, da una vecchia bozza di piano ampiamente superata, fin da subito. L’articolo mi ha mosso due sentimenti contrapposti: da una parte, il disappunto di veder pubblicata una proposta urbanistica che non condividevo né avrei mai accettato di firmare, dall’altra, il sollievo di poter finalmente chiarire una vicenda sulle cui vere ragioni è mancato il necessario dibattito pubblico.

Le opinioni che Roberto Spagnolo attribuisce agli urbanisti “più colti” le conosco benissimo e le ho sempre praticate nei miei 45 anni di attività come urbanista. La definizione di un’area edificabile destinata a “turistico-ricettivo” estesa per una profondità di 250 m da Sbitri fino ad Apani, non è mai stata proposta dal nostro gruppo di urbanisti, bensì è stata imposta da un “ordine” dell’amministrazione, emesso prima con una mail del Rup (responsabile unico del procedimento, ndr) del 5.12.2014 e, dietro la mia protesta, confermato da una secca mail dell’assessore Luperti del 29 dicembre.

Giorgio GoggiDocumenti che custodisco accuratamente. Con una risposta, documentata da planimetrie, avevo allora eccepito che tale previsione avrebbe comportato l’urbanizzazione di oltre un milione di metri quadrati di suolo vergine e citavo, al confronto, che tale cifra costituiva l’espansione a disposizione di Milano fino al 2036 e che la sproporzione tra il milione e trecentomila abitanti di Milano ed i meno che 90.000 di Brindisi avrebbe dovuto far ridimensionare le aspettative. A nulla valse.

Abbiamo dovuto produrre la bozza richiesta dal committente, convinti che il successivo dibattito avrebbe fatto rapidamente giustizia di queste esagerazioni. Così non è stato. La fascia di 250 metri fu subito ridimensionata a circa 130, perché in contrasto con la legge regionale. Nonostante questo, la bozza di piano con la fascia originaria fu presentata dall’assessore in Consiglio Comunale poco dopo che, alla sua presenza, negli uffici dell’Urbanistica ne era già stato deciso il ridimensionamento.

Questo non vuol dire che la fascia ridotta a 130 metri con quella estensione longitudinale fosse condivisa dal gruppo professionale; se, alla fine della redazione e dopo il confronto con la Regione, fossa rimasta invariata - cosa assai improbabile -, ci saremmo trovati ad affrontare qualche problema di coscienza.

Una precedente proposta, con comparti d’edificazione più piccoli e collocati vicino alla aree già edificate e già dotate di urbanizzazioni, l’ho pagata con una conferenza stampa in cui il sindaco mi ha accusato di aver pianificato “a macchia di leopardo” per promuovere “interessi privati”.   Motivo della denuncia, ben documentata, da me incardinata presso la Procura della Repubblica di Brindisi.

La questione della costa Nord ha compromesso ulteriormente i già difficili rapporti tra l’amministrazione ed il gruppo professionale. Successivamente a questo, si sono infittite le ingiunzioni di consegnare subito il Pug completato, nonostante che fosse palesemente incompleto non per nostra responsabilità, ma perché l’amministrazione non ci aveva fornito i dati indispensabili. Elementi che, secondo la normativa ministeriale, devono essere forniti all’inizio del lavoro: la documentazione completa delle aree comunali (richiesta il 30 giugno 2013 ed ancora errata e incompleta al 20 maggio 2015), le concessioni edilizie rilasciate, i condoni.

Consales e LupertiIngiunzioni di consegna, concessioni di proroghe mai richieste, diffide e messe in mora, si sono poi associate all’aperto rifiuto di fornire gli elementi necessari all’ultimazione del Pug/S (poi consegnato completo, a meno di decisioni su aree per le quali il Comune si era rifiutato di interloquire), fino alla revoca dell’incarico ed al mancato pagamento di tutto il lavoro fatto, dall’approvazione del Dpp (2011) fino ad oggi.

Vale la pena di accennare brevemente al fatto che molte previsioni della bozza di Piano, di cui si parla nell’articolo, sono nel frattempo decadute o sono state modificate: la 167 posta al quartiere Minnuta non era opportuna ed è stata individuata nelle aree di proprietà comunale ancora libere dei quartieri attuali; sulle aree vicine all’ospedale esiste un Piano Particolareggiato già approvato di cui l’amministrazione non ci aveva informato fino ai primi mesi del 2015, quando ci siamo accorti di lavori in corso; l’ampliamento industriale in margine alla centrale Federico II è stato ampiamente ridimensionato.  

Alcune previsioni facevano parte di pianificazioni previgenti (Documento di riqualificazione urbana, Pir della Sciaia).  Per quanto riguarda il “Piano dei rischi di incidente rilevante”, la cui redazione non compete certo agli estensori del Pug e la cui mancata approvazione era stata già lamentata nel Dpp, non siamo mai stati informati che la situazione fosse cambiata, finché nell’atto di revoca non ci è stato imputato di non averlo preso in considerazione.  A tutt’oggi non sappiamo se questo documento esista.

Tutto questo rappresenta solo una parte dei numerosi problemi che sono sorti nella redazione del Pug. L’ottimo professor Karrer che ci sostituirà e che ben conosco, ha dichiarato, in un intervista, che il punto a cui il Comune è arrivato gli consentirà di finire rapidamente il piano: capisco, ma non lo invidio. Quel che più mi angustia è che Roberto Spagnolo, amico e compagno di corso al Politecnico, sia mancato pensando che quelle sciagurate previsioni fossero farina del mio sacco.

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