Economia

Lecce più smart, Brindisi dorme

LECCE - Il sindaco Perrone presenta l'accordo con Enel, che prevede l'installazione di cinque colonnine per ricaricare le auto elettriche. A Bari l'Enel alimenta le navi ormeggiate in porto. A Brindisi si fanno ancora consigli monotematici.

LECCE – Grazie all’accordo sottoscritto con l’Enel, da oggi Lecce è una smart-city, e giustamente il sindaco del capoluogo salentino, Paolo Perrone, promuove la notizia sul suo profilo Facebook: «Siete pronti alla Smart City? Grazie all'accordo con Enel firmato oggi, la città sarà dotata di colonnine pubbliche per la ricarica di mezzi elettrici (le prime cinque entro dicembre). I veicoli ecosostenibili non pagano il parcheggio, circolano liberamente nelle Ztl e, soprattutto, non inquinano. Lecce è bella e vivibile. Lecce è Smart!».

Verrebbe da dire che allora Brindisi è Stupid, visto che, pur ospitando la centrale Enel Federico II nessuno dei nostri amministratori ha ancora pensato ad avviare progetti simili.

È vero che di auto elettriche in città ne circolano davvero poche, ma è scoraggiante constatare di essere sempre gli ultimi, quando va bene. A Bari, per esempio, dove già esistono 50 colonnine ricarica-auto, grazie al progetto "Porto verde” l’Enel alimenta le navi ormeggiate al porto, evitando che le stesse tengano i generatori accesi. Qui invece no, tanto navi non ce ne sono.

Non c’è nulla da fare. A Brindisi siamo bravi solo a parlare, parlare, parlare. E mentre tutti si preparano all’ennesimo consiglio comunale monotematico sulle centrali, le altre città diventano più smart, e noi più stupid.

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