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Linea dura Edipower, stato di agitazione in centrale

BRINDISI - Edipower ha ottenuto il preteso contatto con le segreterie regionali dei sindacati confederali, ma ha solo confermato che non cambierà linea sull'utilizzo delle ferie forzate in turni rigidamente prestabiliti. Si esaurisce la disponibilità dei lavoratori della centrale di Brindisi Nord, che ora scendono in agitazione e decidono di allargare il fronte dal problema delle ferie forzate imposte dall'azienda, alla critica di un piano industriale che appare evanescente e al problema dell'organico sottodimensionato. Non 120, ma almeno 150 dovrebbero essere gli addetti per coprire adeguatamente soprattutto i turni nella sala macchine.

BRINDISI - Edipower ha ottenuto il preteso contatto con le segreterie regionali dei sindacati confederali, ma ha solo confermato che non cambierà linea sull'utilizzo delle ferie forzate in turni rigidamente prestabiliti. Si esaurisce la disponibilità dei lavoratori della centrale di Brindisi Nord, che ora scendono in agitazione e decidono di allargare il fronte dal problema delle ferie forzate imposte dall'azienda, alla critica di un piano industriale che appare evanescente e al problema dell'organico sottodimensionato. Non 120, ma almeno 150 dovrebbero essere gli addetti per coprire adeguatamente soprattutto i turni nella sala macchine, affermano i lavoratori.

Questo l'esito dell'assemblea di stamani, la seconda in due giorni. Da giovedì tutti in ferie come Edipower vuole, ma da lunedì si ritorna in campo con un ventaglio di rivendicazioni più ampio, e su questo l'azienda sarà chiamata a misurarsi. Sul punto sarà importante mantenere unito il fronte sindacale, raccomanda la Uil, tra chi punta alla sopravvivenza della centrale, mentre Cobas, ma anche forze politiche come Pd, sinistre e ambientalisti ne chiedono ormai la chiusura ritenendo Edipower inaffidabile nella realizzazione degli investimenti autorizzati dal governo, e la stessa termoelettrica non utile alla città ed al porto (i lavoratori dovrebbero essere trasferiti ad Enel Cerano).

C'è anche qualche divergenza interna sulla manifestazione del 10 pomeriggio davanti ai cancelli di Brindisi Nord, organizzata dal movimento No Carbone. La Cisl propone di presidiare il luogo per aprire un confronto con i manifestanti e difendere l'esistenza dell'impianto. La proposta non è stata accolta, ma non è escluso che sabato ciò avvenga, almeno da parte degli iscritti Cisl. In tal caso si troveranno dall'altra parte della barricata i colleghi del Cobas. Oggi la Rsu della centrale ha diramato un comunicato in cui chiede ai sindacati di attuare ogni sforzo per ottenere tutte le garanzie dall'azienda per la salvaguardia del sito.

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